La “corporate responsibility” legata al rispetto dei diritti umani, uno dei tre pilastri che compongono i Principi Guida delle Nazioni Unite su Impresa e Diritti Umani (UNGPs – UN Guiding Principles on Business and Human Rights), comporta che le aziende debbano evitare di violare i diritti dei lavoratori e affrontare gli impatti dannosi sui diritti umani in cui sono coinvolte.
Per soddisfare questa responsabilità, le aziende dovrebbero mettere in atto:
- un impegno politico a rispettare i diritti umani;
- un processo per identificare, prevenire, mitigare e rendere conto sulle modalità con cui affrontano il loro impatto sui diritti umani;
- processi che permettano di rimediare a qualsiasi impatto negativo sui diritti umani che essi causano o a cui contribuiscono.
Questa valutazione dell’impatto sui diritti umani (HRIA – human rights impact assessment) in relazione alla supply chain del vino italiano di Systembolaget – il rivenditore di alcolici monopolista svedese di proprietà statale – si basa su un precedente lavoro di Oxfam per valutare l’impatto sui diritti umani nella catena del valore del pomodoro lavorato italiano di S-Group, il più grande rivenditore alimentare finlandese.
La cooperazione tra Systembolaget e Oxfam ha perseguito l’obiettivo di identificare i rischi e lavorare a soluzioni concrete e applicabili. Systembolaget si è prefissa l’obiettivo di implementare le raccomandazioni suggerite da Oxfam.
La valutazione è durata poco più di un anno e si è articolata in cinque fasi di analisi utilizzando una metodologia allineata con i Principi Guida delle Nazioni Unite su Imprese e Diritti Umani (UNGPs).
La fase sul campo è iniziata a settembre 2019, con una fase di valutazione iniziale e una serie di interviste alle parti interessate da settembre 2019 a marzo 2020. Ulteriori interviste ai lavoratori, limitate a causa dell’insorgenza della prima grave ondata di Covid-19 in Italia, sono state condotte da ottobre 2020 a gennaio 2021.
L’indagine di Oxfam aiuta a fare nuova luce sulla misura in cui le ben documentate violazioni dei diritti umani e del lavoro nella produzione agricola di basso valore in Italia siano presenti anche in settori di più alto valore, come il vino e in diverse regioni italiane, da sud a nord. Questo può avere un valore per altri monopoli dell’alcol, anche nei paesi nordici.
La valutazione mira ad esaminare:
- gli impatti effettivi e potenziali sui diritti umani di Systembolaget nella fase di produzione delle filiere vinicole italiane dell’azienda,
- a identificarne le cause profonde,
- a formulare raccomandazioni rivolte a Systembolaget e ai principali stakeholder per definire azioni prioritarie volte ad affrontare, mitigare e/o rimediare agli impatti identificati.
Il contesto italiano – violazioni dei diritti umani e del lavoro
Le problematiche relative ai diritti del lavoro sono molto diffuse nell’agricoltura italiana. Circa 1.500 lavoratori agricoli sono morti in Italia tra il 2013 e il 2019 a causa dello sfruttamento e delle precarie condizioni di lavoro.
La forza lavoro è un mix di cittadini italiani e migranti, ma il numero di migranti che lavorano in agricoltura è aumentato del 90% negli ultimi dieci anni.
I lavoratori migranti sono particolarmente vulnerabili per quanto riguarda le violazioni dei diritti umani e del lavoro e nel sud Italia ci sono stati casi di produttori di vino che hanno sfruttato i migranti per tagliare i costi e aumentare la produttività.
Casi di sfruttamento del lavoro sono stati rilevati anche nel nord, dove l’uva viene raccolta principalmente da lavoratori migranti provenienti dall’Est Europa in condizioni che sono state descritte come vicine alla schiavitù. La valutazione di Oxfam ha evidenziato i rischi di tali condizioni di sfruttamento del lavoro e i relativi impatti sui diritti umani sia nel sud che nel nord Italia.
La valutazione d’impatto sui diritti umani (human rights impact assessment – HRIA) ha individuato diverse problematiche relative ai diritti umani nella catena di approvvigionamento del vino italiano, così come aree di miglioramento dei processi di Systembolaget. Oxfam ha fornito un’ampia lista di azioni raccomandate per aiutare il monopolio svedese a concentrare il proprio lavoro nelle aree più a rischio:
- considerare l’accesso ai meccanismi di reclamo,
- valutare le pratiche di assunzione,
- aumentare i diritti delle donne,
- contrastare la mancanza di contratti scritti,
- favorire il dialogo con le parti,
- aumentare l’impegno politico per trovare soluzioni pratiche.












































