Ho appreso molto recentemente l’impegno di Villa Russiz sul fronte della solidarietà che è rappresentato nel loro progetto “Casa Famiglia”, un rifugio di speranza e crescita per bambini e adolescenti in difficoltà che vengono accolti in un ambiente familiare e sicuro.
Mi sono vergognato di questa mia “ignoranza” ma al tempo stesso ho compreso ancor meglio il valore di questa azienda storica nel cuore del Collio che non si è mai fatta vanto di un progetto così straordinario e di grande impatto sociale.
La storia di Casa Famiglia affonda le sue radici nel passato. È frutto, infatti, dell’opera caritatevole della contessa Elvine Ritter de Zahony e della contessa Adele Cerruti, che durante la Grande Guerra trasformarono Villa Russiz in un lazzaretto e ospedale militare. Oggi, la Fondazione Villa Russiz continua questa tradizione di accoglienza e assistenza, investendo i proventi della gestione agricola e immobiliare nella cura e nell’educazione dei minori ospitati.
In sintesi, la Casa Famiglia di Villa Russiz è più di un semplice rifugio: è un luogo dove bambini e adolescenti possono ritrovare speranza, sviluppare le proprie capacità e costruire un futuro migliore grazie all’amorevole cura e all’attenzione educativa ricevuta.
Ma da una recente visita a Villa Russiz, grazie all’eccellente racconto del suo direttore Giulio Gregoretti, ho compreso meglio i diversi valori di questa realtà unica nel suo genere nel panorama vitivinicolo del nostro Paese.
La storia di Villa Russiz è una narrazione veramente affascinante che intreccia amore, passione per la terra e dedizione all’enologia. Fondata nel 1868, la villa nasce dall’unione tra Elvine Ritter de Zahony e il conte Theodor Karl Leopold Anton de la Tour Voivrè. Donata loro dal padre di Elvine, la tenuta di Russiz, situata tra le dolci colline del Collio Goriziano, divenne il fulcro di una straordinaria avventura vitivinicola.
Theodor, esperto agronomo e viticoltore, intuì immediatamente le potenzialità del territorio. Introducendo innovativi metodi di coltivazione e varietà di viti francesi, gettò le basi per il futuro successo di Villa Russiz. La leggenda narra che il conte trasportava le barbatelle francesi in mazzi di fiori per regalarle alla moglie, simbolo del connubio tra amore e lavoro.
Negli anni successivi, sotto la guida di Edino Menotti, l’azienda fu ristrutturata con l’aiuto della comunità locale, mirata a produrre vini di altissima qualità. L’inserimento nel Consorzio Collio nel 1964 e il conseguimento della DOC nel 1968 segnarono tappe fondamentali nel percorso di eccellenza di Villa Russiz.
Oggi, la Fondazione continua a innovare e a ricevere prestigiosi riconoscimenti, come il premio Gambero Rosso per il Gräfin de La Tour e la medaglia di Cangrande della Scala al Vinitaly. La linea Cru dedicata a Theodor De La Tour e la Limited Edition Sauvignon Bleu testimoniano l’impegno incessante verso la qualità e l’eleganza.
Ma Villa Russiz testimonia concretamente la straordinaria vocazionalità del Collio, un territorio che ha pochi rivali al mondo nell’esaltazione qualitativa dei vini, in particolare dei vini bianchi.
La degustazione che ho avuto modo di realizzare all’interno dei suggestivi locali storici della Villa mi ha fatto comprendere come questa azienda sia un’interprete eccellente dei valori vitienologici del Collio che si possono così sintetizzare: eleganza, finezza, bevibilità e longevità. Riuscire a coniugare nei vini vertici di eleganza estrema e al tempo stesso piacevolezza di beva non è cosa semplice ma i vini di Villa Russiz esprimono tutto ciò a partire dal “Friulano” che talvolta non viene percepito fino in fondo in quella che io amo definire “Nobiltà democratica”, intendendo un’eccellenza alla portata di tutti. Una caratteristica, questa’ultima, molto rara che solo pochi vini al mondo possono vantare.
Senza dimenticare che proprio in queste dolci colline il Sauvignon ha trovato un habitat ideale per raggiungere vertici qualitativi che io raramente ho trovato anche in altri terroir internazionali considerati fortemente vocati per questo vitigno.
Ma ometterei una parte importante dell’identità di Villa Russiz se non citassi anche la grande vocazionalità dell’azienda e il suo impegno costante nello sviluppo dell’accoglienza enoturistica.
Già oggi Villa Russiz rappresenta una tappa imperdibile per tutti coloro che sono alla ricerca di luoghi autentici del vino. Di luoghi che parlano di storia ma al tempo stesso rimangono costantemente contemporanei. Di luoghi dai quali osservare un paesaggio rurale, viticolo di grande suggestione e che testimonia il coraggio visionario di imprenditori che l’hanno preservato al meglio.
In queste settimane stanno partendo i lavori di ristrutturazione della Villa che consentiranno di rafforzare ulteriormente l’ospitalità dell’azienda facendola diventare un luogo cult all’interno del panorama enoturistico mondiale.













































