Alcol e salute: una tematica molto discussa e controversa che ha visto l’intervento dell’OMS nella lotta al consumo dell’alcol. Il mondo del vino non ha accolto con entusiasmo la politica dell’OMS, perché vista come troppo dura e radicale. A tal proposito, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha recentemente pubblicato il “Global status report on alcohol and health and treatment of substance use disorders”, dove riporta i dati raccolti dagli Stati membri dal 2010 al 2019. I numeri ci parlano di un calo dei consumi nel quadriennio in questione con una diminuzione del consumo pro capite da 5,7 litri nel 2010 a 5,5 litri nel 2019 (-4,5%). Inoltre l’OMS riferisce che la pandemia di Covid-19 ha ridotto il consumo di alcol del 10% tra il 2019 e il 2020.

Nonostante ciò, il trend in atto suggerisce che l’obiettivo globale posto dall’OMS di riduzione del consumo di alcol di almeno il 20% nel 2030 rispetto al 2010 non sarà raggiunto. 

I dati nel dettaglio 

Secondo i dati del Report, gli europei consumano più alcol rispetto ai cittadini degli altri Stati membri dell’OMS con 9,2 litri pro capite, seguiti dagli americani con 7,5 litri. Nel 2019, il 17% di tutti gli individui di età pari o superiore a 15 anni e il 38% di tutti i consumatori di alcol sono stati esposti a consumo frequente o intenso – e per questo sono comunemente definiti “bevitori incontrollati”.

I dati diffusi dall’OMS rilevano anche gli effetti dannosi del consumo dell’alcol ed in particolare i decessi attribuiti al consumo: nel 2019, 2,6 milioni di persone sono decedute, pari al 4,7% sul totale di quell’anno. Di questi, 2 milioni di morti erano uomini. Particolarmente colpiti sono stati i giovani tra i 20 e i 39 anni, che rappresentano il 13% dei decessi legati all’alcol nel 2019. Mentre i più alti tassi di mortalità ogni 100.000 persone sono stati registrati in Europa e nel continente africano.

Misure SAFER

A seguito della diffusione del report, l’OMS persegue il proprio obiettivo di riduzione del consumo di alcol di almeno il 20% nel 2030, rispetto al 2019. L’OMS sottolinea che il raggiungimento di questo obiettivo richiede politiche, impegno, forte mobilitazione delle risorse e attuazione coerente del “Global Alcohol Action Plan 2022-2030,” con un focus sulle misure politiche efficaci del pacchetto SAFER. Queste misure includono rafforzare (Strengthen) le restrizioni sulla disponibilità di alcolici, avanzare (Advance) e rafforzare le contromisure, facilitare (Facilitate) l’accesso a screening e trattamenti, rafforzare (Enforce) i divieti di pubblicità per gli alcolici e alzare (Raise) i prezzi attraverso tassazione più elevata.

“Nonostante una certa riduzione del consumo di alcol e dei danni correlati a livello mondiale a partire dal 2010, il peso sanitario e sociale dovuto al consumo di alcol rimane inaccettabilmente elevato” spiega Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore della OMS, nella prefazione al report. “I più giovani sono colpiti in modo sproporzionato dal consumo di alcol. Sebbene abbiamo assistito ad un leggero aumento nel numero di Paesi che adottano politiche nazionali sull’alcol, sono stati compiuti pochi progressi nell’attuazione degli interventi politici ad alto impatto per ridurre i danni legati all’alcol, come politiche di prezzo incisive o marketing globale e limitazioni di disponibilità” conclude il direttore OMS.