In Australia, come in molti altri Paesi al mondo, le donne rappresentano ancora una percentuale minoritaria nel mondo del vino, sia che si parli di ruoli in vigneto, in cantina o nelle posizioni manageriali. Per la precisione la percentuale ricoperta dalla donne è del 30% secondo il recente report commissionato da Wine Australia, che mostra come, rispetto al passato, dei passi in avanti siano stati fatti, anche se ancora troppo lenti. Ciò che ci colpisce positivamente, però, è la presenza di studi e ricerche focalizzati e concreti sulla tematica, dimostrazione che, nonostante i numeri non siano ancora soddisfacenti, si è avvito un dibattito in merito.

Lo studio ha scoperto che a livello nazionale il 16% delle donne è impiegato nell’ambito della vinificazione e che 21% dei viticoltori australiani sono donne. Entrambe le cifre sono praticamente raddoppiate rispetto alla stessa ricerca condotta un decennio fa. Liz Waters, direttore operativo di Wine Australia, ha dichiarato in un recente articolo apparso su abc.net.au che questi numeri sono incoraggianti seppur bassi. “Siamo lieti che i numeri siano migliorati ed aumentati a favore della partecipazione femminile, in particolare le donne CEO nel settore vinicolo”. Purtroppo però mentre le donne in ruoli dirigenziali nel settore sono aumentate, la parità di retribuzione non segue lo stesso trend positivo. Secondo l’Australian Tax Office, le donne guadagnano in media 14 mila dollari australiani in meno degli uomini come enologhe e 18 mila in meno come viticoltrici. 

Kristy Bartrop è una viticoltrice che si occupa della gestione di migliaia di ettari per Southern Premium Vineyards nella regione di Riverina nel Nuovo Galles del Sud. “Non conosco molte donne che lavorano nella viticoltura a livello locale, forse meno di 10 e date le dimensioni del settore non sono molte persone” ha affermato. Bartrop ha dichiarato che i datori di lavoro devono considerare il valore della diversità di genere. “Se tutti pensano, guardano e sono uguali non si ottiene quella diversità di innovazione che deriva dall’avere una forza lavoro diversificata” ha aggiunto.

C’è una regione in controtendenza. I dati pubblicati dall’Australian Bureau of Statistics e Wine Australia alla fine dell’anno scorso mostrano che la Tasmania ha registrato i più alti progressi in termini di crescita delle donne sia in cantina che in vigneto tra il 2011 e il 2021. Nella vinificazione, la partecipazione femminile è aumentata del 115 percento, arrivando a rappresentare il 40 percento del totale.

L’amministratore delegato di Wine Tasmania, Sheralee Davies, ha affermato che i dati hanno mostrato quanto sia inclusiva e progressista la comunità vinicola della regione. “Negli ultimi dieci anni e oltre, abbiamo visto persone trasferirsi nelle aree regionali della Tasmania per far parte del settore vinicolo, tra cui molte giovani famiglie. Abbiamo anche visto molte aziende vinicole di proprietà femminile nascere e crescere nello stesso arco di tempo”. “C’è un’attenzione consapevole nell’incoraggiare la diversità nel settore vinicolo, riflessa nei comitati del settore vinicolo, nei programmi di sviluppo professionale, nei programmi di visite commerciali e altro ancora” ha concluso Davies.  

In conclusione, Wine Australia ha in programma di avviare uno studio di approfondimento sulle sfide che le donne devono affrontare nel settore vinicolo prendendo spunto anche da storie di successo di diversità di genere in altri settori.