Il report sulle importazioni di vino in Giappone nel primo semestre 2024 realizzato dall’Osservatorio Spagnolo del Mercato del Vino offre importanti spunti per i produttori italiani.
Nonostante le complessità economiche globali, il Giappone ha mantenuto quasi invariato il volume delle sue importazioni di vino, registrando un incremento dello 0,6% rispetto allo stesso periodo del 2023, per un totale di 112 milioni di litri.
Tuttavia, il valore complessivo delle importazioni è sceso del 2,3%, attestandosi a 111.913 milioni di yen, a causa di una leggera flessione del prezzo medio per litro.
Italia: una presenza sempre più forte

L’Italia ha confermato la sua posizione di secondo fornitore di vino (in valore) per il Giappone, subito dopo la Francia, con una performance solida.

Le importazioni di vino italiano sono cresciute del 5,9% in valore, raggiungendo 14.315 milioni di yen, e del 6,1% in volume, con 20 milioni di litri importati. Questo risultato sottolinea l’attrattiva del vino italiano in Giappone, consolidando ulteriormente il brand Italia in un mercato sempre più competitivo.
Analisi per categoria di prodotto
Nel segmento del vino imbottigliato, che domina le importazioni giapponesi, si è registrato un leggero calo del volume (-1,8%) ma un aumento del valore (+3,4%). L’Italia, che si posiziona tra i principali fornitori, ha visto una crescita del 5% in volume e del 6,4% in valore in questa categoria. Questo trend positivo evidenzia l’importanza di mantenere alta la qualità e la percezione del vino italiano nel segmento premium.
Il vino spumante, tradizionalmente un punto di forza per i produttori italiani, ha subito una contrazione in Giappone, con una diminuzione del 12,2% in valore e del 5% in volume. Tuttavia, l’Italia ha mantenuto la sua posizione con una crescita modesta del 2,1% in volume, dimostrando la resilienza del Prosecco e di altri spumanti italiani in un contesto di mercato difficile.
Una delle aree di maggiore crescita è stata quella del vino sfuso, dove le importazioni giapponesi sono aumentate del 6,9% in volume e del 15,3% in valore. L’Italia ha beneficiato di questa tendenza con un incremento significativo in questa categoria, offrendo nuove opportunità soprattutto per i produttori che possono competere in termini di prezzo senza compromettere la qualità.
| Tipologia | Volume importato in Giappone (%) | Valore importato in Giappone (%) | Volume importato dall’Italia (%) | Valore importato dall’Italia /%) |
| Vino imbottigliato | -1,8% | 3,4% | 5% | 6,4% |
| Vino Spumante | -5% | -12,2% | 2,1% | 0,3% |
| Vino Sfuso | 6,9% | 15,3% | – | – |
| Bag-in-Box | 27,1% | 34,6% | 9,3% | 21,5% |
Il vino in formato bag-in-box ha rappresentato una sorpresa positiva, con un aumento del 27,1% in volume e del 34,6% in valore complessivo delle importazioni giapponesi. L’Italia ha colto questa opportunità, registrando una crescita del 9,3% in volume e del 21,5% in valore.
Il mercato dell’importazione in Giappone
Sebbene la Francia rimanga il leader indiscusso in termini di valore, rappresentando il 55% del mercato, l’Italia continua a rafforzare la sua presenza, affermandosi come un’alternativa di qualità che sa competere anche in segmenti meno tradizionali come il bag-in-box. La Spagna, dal canto suo, ha mostrato una crescita notevole del 15% in valore, rappresentando una sfida competitiva aggiuntiva per i produttori italiani.
Il mercato giapponese del vino continua a essere uno dei più rilevanti per i produttori italiani, nonostante le sfide economiche e la forte concorrenza. L’Italia ha dimostrato di poter non solo mantenere, ma anche aumentare la propria quota di mercato in diverse categorie, grazie a una combinazione di qualità e adattabilità alle nuove tendenze di consumo.












































