Entro il 2025, la Francia estirperà 27.500 ettari di vigneti per combattere sovrapproduzione e crisi del consumo. Un piano storico finanziato con 109,8 milioni di euro, ma criticato per i risarcimenti insufficienti. La sfida non è solo ridurre l’offerta, ma garantire un futuro a chi abbandona la viticoltura, simbolo d’identità e sacrificio.

Il settore vitivinicolo francese si prepara a una trasformazione epocale: entro il 2025, saranno estirpati definitivamente 27.500 ettari di vigneti, un’iniziativa promossa dal governo per affrontare la crescente crisi di sovrapproduzione che sta soffocando il comparto. Il piano, che ha raccolto 5.417 candidature tra i viticoltori di tutto il Paese, è stato finanziato con un budget di 120 milioni di euro, dei quali 109,8 milioni saranno destinati a risarcire chi deciderà di abbandonare la propria attività in parte o totalmente.

Il problema nasce da un profondo squilibrio tra domanda e offerta. I dati dell’osservatorio sulle droghe e le dipendenze (OFDT) mostrano un declino drammatico nel consumo di vino in Francia: negli anni ’60, un adulto francese consumava in media 120 litri di vino all’anno, mentre oggi il dato è sceso a soli 40 litri. A questo si aggiunge un rallentamento delle esportazioni, diminuite del 9,4% nel 2023, e un contesto climatico sempre più imprevedibile, con eventi come piogge torrenziali, grandine e gelate che hanno colpito duramente i raccolti del 2024.

“La sovrapproduzione non è solo un problema congiunturale, ma strutturale” ha dichiarato Jérôme Despey, presidente del consiglio vinicolo di FranceAgriMer. “Questo piano rappresenta un sollievo per i viticoltori, ma anche una scelta difficile, perché abbandonare le vigne significa abbandonare una parte di sé stessi”.

Il piano governativo prevede un compenso di 4.000 euro per ogni ettaro estirpato, con il vincolo di non poter reimpiantare vigne su quei terreni prima del 2029. Tra le candidature, 1.311 aziende hanno scelto di abbandonare completamente la viticoltura, una superficie vitata di circa 8.700 ettari.

Languedoc-Roussillon e Bordeaux sono le regioni maggiormente coinvolte, ciò riflette la pressione crescente su aree storicamente trainanti per la viticoltura francese. Tuttavia, il compenso è stato giudicato insufficiente da molti: “La cifra di 4.000 euro per ettaro non tiene conto dei costi reali né del valore affettivo della terra” ha aggiunto Joël Boueilh, presidente dei Vignerons Coopérateurs de France.

Alcuni viticoltori, infatti, hanno scelto di non partecipare, frenati dall’attaccamento al mestiere o dai tempi burocratici stretti, che richiedevano l’accordo tra proprietari e locatari in situazioni spesso complesse.

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Oltre alla rimozione definitiva, il settore chiede con urgenza l’introduzione di misure di estirpazione temporanea, che consentirebbero ai viticoltori di sospendere l’attività su parte delle superfici per alcuni anni, senza perdere la possibilità di reimpiantare.

“È essenziale che la Francia si mobiliti per ottenere questo strumento a livello europeo” ha sottolineato ancora Despey. “L’estirpazione temporanea offrirebbe una boccata d’ossigeno ai produttori, permettendo un riequilibrio senza decisioni drastiche”.

Restano da allocare 40 milioni di euro, una parte dei fondi inizialmente promessi per il piano complessivo. Secondo Despey, questi fondi dovrebbero essere destinati alle cooperative vinicole e ai viticoltori più colpiti dalla crisi: “L’impegno deve essere rispettato. Questi 40 milioni possono fare la differenza per chi è in difficoltà”.

L’estirpazione di 27.500 ettari ridurrà del 3,4% il totale delle superfici vitate in Francia, che oggi si attestano intorno agli 800.000 ettari. Tuttavia, le domande di fondo restano: cosa accadrà a questi terreni? Quali alternative concrete si possono offrire a chi abbandona la viticoltura?

“Giungere a questa decisione è uno shock. Chi estirpa oggi si chiede: cosa farò domani?” ha osservato Boueilh. Per molti, il vino non è solo un lavoro, ma un’identità radicata: il distacco non sarà semplice.

In un settore in continua evoluzione, la Francia affronta una delle sue sfide più complesse. Ridurre l’offerta è solo il primo passo: è necessario immaginare un futuro sostenibile per chi, con sacrificio, ha scelto di cambiare strada.


Punti chiave:

  1. Estirpazione di 27.500 ettari entro il 2025: La Francia ha avviato un piano storico per affrontare la sovrapproduzione e il calo del consumo interno, con un risarcimento di 4.000 euro per ettaro estirpato e un budget complessivo di 120 milioni di euro.
  2. Calo drammatico dei consumi interni: Dal 1960 a oggi, il consumo pro capite di vino è sceso da 120 a 40 litri l’anno, aggravando il problema di squilibrio tra domanda e offerta.
  3. Regioni più colpite: Languedoc-Roussillon e Bordeaux sono le aree maggiormente coinvolte nel piano, riflettendo una pressione crescente sulle regioni simbolo della viticoltura francese.
  4. Critiche e richieste di alternative: Il compenso è stato giudicato insufficiente da molti viticoltori, che chiedono misure come l’estirpazione temporanea per consentire una sospensione parziale dell’attività senza decisioni definitive.
  5. Futuro incerto per i viticoltori: La riduzione delle superfici vitate lascia aperte domande cruciali sul futuro dei terreni e sulle alternative economiche per chi abbandona un mestiere radicato nell’identità culturale francese.