Bellavista presenta Alma Assemblage 1, una trilogia che segna un nuovo corso per il gruppo Terra Moretti. L’evento “Our Sense of Place” celebra il legame con il territorio, l’autenticità produttiva e la visione innovativa di Francesca Moretti e Richard Geoffroy. Un percorso coraggioso che unisce tradizione e innovazione nel cuore della Franciacorta.
Ci ho messo un po’ di tempo a scrivere questo articolo perché ho avuto bisogno che le tante emozioni che ho provato il 28 ottobre scorso all’evento “Our Sense of Place” di Bellavista, si sedimentassero meglio dentro di me.
Non è stato un evento “normale”, una delle tante iniziative che ogni giorno produce il nostro prolifico mondo del vino, quello organizzato dalla famiglia Moretti nella sempre splendida sede di Bellavista ad Erbusco.
“Our Sense of Place”, infatti, non è stata semplicemente la presentazione di Alma Assemblage 1, una nuova straordinaria trilogia di bollicine di casa Bellavista, ma l’avvio di un nuovo importante corso di un gruppo che ha avuto la forza, il coraggio di cambiare, di non rimanere ancorato in quella che si potrebbe definire una zona di comfort.
E tutto questo, a mio parere, grazie soprattutto a tre importanti figure del gruppo Terra Moretti: prima fra tutte quella di Vittorio Moretti che a molti potrebbe essere apparso, nei suoi ormai tanti anni nel mondo del vino, il classico ricco che si vuole divertire con l’hobby della vitivinicoltura e che invece è riuscito a costruire una realtà forse oggi tra le più solide e credibili nel nostro sistema vitienologico.
Francesca Moretti, una sorta di designata al ruolo di nuovo gestore del gruppo, ma che, invece, con grande umiltà e coraggio, si è tolta i “galloni del capo di tutti” per prendersi la responsabilità a lei più cara: quella della terra. Inoltre, Francesca Moretti lavora fianco a fianco con uno dei migliori protagonisti della spumantistica mondiale, Richiard Geoffroy, per realizzare quella che a me non sembra esagerato chiamare la rivoluzione di Bellavista
Infine Massimo Tuzzi, che non è solo il CEO del Gruppo Terra Moretti, ma una sorta di ago della bilancia che è riuscito in pochi anni a mettere in equilibrio tutta la holding partendo da quello che lui giustamente considera il patrimonio più importante di un’impresa, le risorse umane.
Ecco, “Our Sense of Place” è stato un qualcosa di straordinariamente importante, una pietra miliare nella storia non solo di un’impresa ma anche di tante donne e uomini che la compongono. E in qualche misura è stata una tappa da ricordare anche per tutti coloro che, come il sottoscritto, hanno avuto la fortuna, ma anche l’onore, di averci potuto partecipare. Non vi è dubbio che un giorno potremo dire: ”c’ero anch’io quel 28 ottobre del 2024!”.
Nel titolo di questa presentazione vi era già tutto lo spirito di questo evento che non doveva “solo” rappresentare il lancio di una nuova trilogia di bollicine di Bellavista ma, appunto, la motivazione più profonda che ha guidato la straordinaria realizzazione di questi vini e al tempo stesso la filosofia produttiva che anima tutto il gruppo Terra Moretti a partire dalla storica capofila.
In quest’ultima direzione molto eloquente l’intervento di Marco Simonit che nel progetto “Our Sense of Place” ha rappresentato il custode del legame con la vigna. Anche su questo fronte Vittorio e Francesca Moretti sono stati tra i primi a credere all’importanza di Marco Simonit per dare, in maniera efficace e autentica, il primato delle loro produzioni alla madre vigna.
Ecco spiegato un aspetto troppo spesso sottaciuto della filosofia produttiva di Bellavista ma che ha felicemente contaminato tutte le imprese del gruppo: la cura e la valorizzazione dei vigneti.
Non è un caso che nella stessa grande acquisizione di Sella & Mosca in Sardegna il gruppo ha dato via a quella che si può considerare la più grande ristrutturazione di vigneti realizzata nel nostro Paese da un’impresa privata.
E, tornando a Bellavista, con la presentazione di Alma Assemblage si può dire che si è conclusa definitivamente l’eredità di Mattia Vezzola, il bravo e noto enologo che ha accompagnato per quarant’anni Vittorio Moretti nella sua avventura franciacortina fino al 2021.
Ora è facile parlare, ma avere la forza di costruire un nuovo futuro per Bellavista dopo un quarantennio con uno dei maggiori esperti mondiali di bollicine non era certo cosa facile.
Ma, anche in questo senso, Vittorio Moretti ha dato testimonianza di coraggio, pazienza e intraprendenza. Innanzitutto dando a sua figlia Francesca la responsabilità completa del nuovo corso di Bellavista affiancandole un professionista del calibro di Richard Geoffroy. Ma, attenzione, qualcuno poteva immaginare che si sarebbe trattata della classica operazione di facciata, mettere cioè un volto noto davanti ad un progetto, ma solo per un valore comunicativo.
Nulla di più falso! L’arrivo nel 2022 del famoso enologo francese, per 28 anni Chef de Cave nella prestigiosa Maison Dom Perignon, non è stata una presenza di passaggio ma un mentore costante nel fare emergere definitivamente il talento e la passione più autentiche di Francesca Moretti.
È stato un biennio di grande intensità e collaborazione professionale quella tra Francesca e Richard e il 28 ottobre scorso oltre 400 persone hanno potuto toccare con tutti i sensi il frutto di questa partnership che risponde al nome di Alma Assemblage 1, Franciacorta DOCG declinato anche nelle versioni “Alma Non Dosato Assemblage 1” e “Alma Rosé Assemblage 1”.
Ottenuto dall’unione di una selezione di 91 vini base da uve allevate, nell’annata 2021, in 129 parcelle distribuite in differenti comuni dell’areale della Franciacorta, ciascuna ideata e realizzata tenendo conto delle specifiche peculiarità del suolo, della morfologia, dell’esposizione, dell’altitudine, della composizione ampelografica e dell’età del vigneto.
Ma dei vini parleremo in articoli a parte, viste anche le tante positive provocazioni che ci hanno stimolato.
Qui, in conclusione, ci tengo a sottolineare due ulteriori aspetti importanti che, a mio parere, testimoniano più di tante parole il valore di questo nuovo corso di Bellavista.
Il nuovo packaging di Alma che nella sua sobria eleganza, nei suoi colori riporta la storica azienda franciacortina alla terra, un legame che nei fatti non aveva mai perso.
Ma, ancor di più, il sorriso sereno di Francesca Moretti che mi ha fin da subito, appena l’ho vista, prima che iniziasse a presentare il suo “Sense of Place”, fatto capire che la nuova strada intrapresa è quella giusta, quella autentica, quella vera, quella in cui riconoscersi senza più timori.
Punti chiave
- Bellavista inaugura il nuovo corso con Alma Assemblage 1.
- Francesca Moretti guida il progetto affiancata da Richard Geoffroy.
- Il focus è su territorio, autenticità e innovazione enologica.
- L’evento “Our Sense of Place” celebra questo rinnovamento visionario.
- Alma Assemblage nasce da 91 vini base di 129 parcelle selezionate.












































