L’Australia Wine Tour esplora le pratiche innovative delle cantine di Canberra Valley e King Valley, offrendo cinque lezioni chiave sull’enoturismo: dal focus sull’esperienza cliente ai wine club. Un viaggio che ispira nuove strategie per le cantine italiane.
L’Australia Wine Tour ci sta portando a scoprire realtà enoturistiche di grande fascino e innovazione. Le prime tappe, nelle regioni di Canberra Valley e King Valley, hanno messo in evidenza pratiche e strategie che potrebbero ispirare il nostro enoturismo italiano.
Ecco le cinque principali osservazioni emerse durante il nostro viaggio:
Il cliente al primo posto:
Una delle prime differenze che saltano agli occhi è il focus assoluto sull’esperienza del visitatore. In Australia, la storia familiare della cantina o il suo prestigio rimangono sullo sfondo. L’obiettivo è far vivere al cliente un momento speciale, su misura per i suoi desideri, creando un legame immediato e duraturo.
Prezzi accessibili e esperienze diversificate:
Le degustazioni partono da 10 dollari, una cifra che invita a entrare e scoprire. Da lì, si possono scegliere esperienze aggiuntive: tour guidati, abbinamenti con prodotti locali, oppure attività esclusive e personalizzate. Questo approccio modulare garantisce accessibilità e allo stesso tempo massimizza le opportunità di vendita.
Orari di apertura focalizzati sul tempo libero:
Le cantine australiane concentrano la loro attività durante i weekend, quando le persone hanno maggiore disponibilità di tempo. Nei giorni feriali, è più comune trovare strutture chiuse o con orari ridotti. Questo approccio semplice ma efficace aumenta la probabilità di incontrare un pubblico numeroso e motivato.
Relax al centro, la cantina sullo sfondo:
A differenza di quanto accade in Italia, la visita alla parte produttiva è considerata marginale e spesso proposta solo con un costo extra. Come ci ha detto un produttore: “La gente non viene qui per vedere la produzione, ma per rilassarsi e degustare.” La narrazione del vino si integra nel momento della degustazione, trasformando l’esperienza in un’occasione piacevole e non tecnica.
Wine club: la fedeltà che paga:
In Australia, i wine club rappresentano un pilastro del business. Oltre il 40% delle vendite dirette deriva da clienti che, dopo aver visitato la cantina, scelgono di aderire a questi programmi esclusivi. Si tratta di un modello strategico che fidelizza i clienti e garantisce entrate costanti nel tempo.
Cosa possiamo imparare?
Questi spunti ci invitano a ripensare il nostro approccio all’enoturismo. È fondamentale abbandonare vecchie abitudini e mettere sempre più al centro il cliente e le sue esigenze.
Quali di queste idee possono essere applicate al nostro modello italiano? L’esperienza australiana ci mostra che innovare è possibile, ma richiede un cambiamento culturale e imprenditoriale.
Punti chiave
- Le cantine australiane mettono al centro l’esperienza cliente, personalizzando ogni visita per creare un legame duraturo.
- Prezzi accessibili e opzioni modulari nelle degustazioni aumentano accessibilità e opportunità di vendita.
- Gli orari concentrati sui weekend massimizzano l’affluenza e la soddisfazione dei visitatori.
- Relax e degustazione sono prioritari rispetto alla visita alla parte produttiva.
- I wine club fidelizzano i clienti e generano entrate costanti grazie a vendite dirette.












































