Il convegno “Il Vino Patrimonio Culturale Europeo”, ospitato nella Curia Iulia, ha riunito esperti per discutere il valore identitario del vino. Tra archeologia, sostenibilità e valorizzazione del territorio, sono stati presentati progetti innovativi come il vino Augusto della Vigna Barberini e Venissa. Un evento che conferma il vino come espressione della storia e del paesaggio culturale europeo.
Il convegno Il Vino Patrimonio Culturale Europeo, ospitato nella storica cornice della Curia Iulia presso il Parco Archeologico del Colosseo, ha confermato il ruolo del vino non solo come prodotto agricolo, ma come elemento centrale dell’identità culturale europea.
L’evento, promosso da Iter Vitis – Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa, in collaborazione con il Parco Archeologico del Colosseo e la Cantina Cincinnato, ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni culturali, esperti del settore, archeologi, antropologi e produttori di vino, mettendo in luce la stretta connessione tra viticoltura, patrimonio storico e sviluppo sostenibile dei territori.
Un incontro tra storia, archeologia e viticoltura
Nel corso del convegno sono emersi diversi approcci innovativi per la tutela e la valorizzazione del patrimonio vitivinicolo, con particolare attenzione al recupero delle varietà autoctone, al ruolo delle vigne urbane nel paesaggio storico e al legame tra musei e cultura del vino.
L’industria culturale ha un ruolo fondamentale nel raccontare e promuovere il valore storico della viticoltura, testimoniato da esperienze virtuose in diversi paesi europei. Tra gli interventi più significativi, sono stati presentati:
- Il ruolo dei musei archeologici nella narrazione della viticoltura storica, con le esperienze del Museo Archeologico di Salonicco, del Museo Archeologico di Heraklion e della Cité du Vin di Bordeaux.
- Il progetto Venissa, che ha riportato alla luce la viticoltura veneziana e che promuove un modello di turismo sostenibile nella Laguna.
- La Vigna Barberini e la prima presentazione ufficiale del vino Augusto, il primo esperimento di vinificazione realizzato con le uve coltivate all’interno del Parco Archeologico del Colosseo.
Il Vino Augusto: il primo vino prodotto nella Vigna Barberini
Un momento particolarmente emozionante dell’evento è stata la presentazione ufficiale del vino Augusto, realizzato dalla Cantina Cincinnato con le uve della Vigna Barberini, il vigneto sperimentale situato nel cuore del Parco Archeologico del Colosseo.
Questo progetto rappresenta un’esperienza unica di recupero della viticoltura storica in un sito archeologico, rendendo omaggio alle antiche tecniche di vinificazione dell’epoca romana. Il vino Augusto è frutto di un’attenta ricerca ampelografica e agronomica, condotta in collaborazione con esperti del settore, ed è destinato a diventare un simbolo della connessione tra storia, cultura e produzione vitivinicola contemporanea.
“Presentare il vino Augusto in questo contesto è un’emozione e un traguardo straordinario. Si tratta di un progetto che coniuga ricerca scientifica, tutela del paesaggio storico e valorizzazione della viticoltura come elemento identitario della cultura mediterranea”, ha dichiarato Nazzareno Milita, Presidente della Cantina Cincinnato.
Venissa: il vino come strumento di rigenerazione culturale per Venezia
Gianluca Bisol, Presidente di Venissa, ha raccontato il valore del progetto Venissa come esempio virtuoso di tutela ambientale, recupero delle tradizioni e innovazione culturale.
Venissa è una realtà unica, nata con l’obiettivo di salvaguardare la viticoltura veneziana attraverso la riscoperta del vitigno Dorona di Venezia, una varietà autoctona che rischiava di scomparire. Questo progetto dimostra come il vino possa essere un motore di rigenerazione territoriale, contribuendo a promuovere un’immagine sostenibile della Venezia Nativa e opponendosi al turismo di massa che minaccia l’identità autentica della città.
Attraverso la creazione di un percorso esperienziale tra viticoltura, gastronomia e paesaggio lagunare, Venissa si propone come alternativa al turismo convenzionale, valorizzando il patrimonio locale e offrendo una narrazione più autentica di Venezia.
“La storia della Dorona di Venezia e della viticoltura lagunare rappresenta un esempio concreto di come il vino possa essere un ponte tra passato e futuro, tra cultura e sostenibilità,” ha affermato Bisol. “Venissa non è solo una cantina, ma un modello di gestione territoriale che punta su qualità, identità e innovazione.”
A conclusione dell’evento, Emanuela Panke, Presidente di Iter Vitis, ha evidenziato il successo del convegno e l’importanza del dialogo tra industria culturale e settore vitivinicolo per il futuro delle politiche di valorizzazione territoriale.
“Questo convegno ha ribadito che il vino è un patrimonio culturale a tutti gli effetti, una componente essenziale della nostra identità europea che merita di essere tutelata e valorizzata con strumenti culturali adeguati. L’incontro tra esperti di archeologia, antropologia e viticoltura ha permesso di costruire una visione più ampia del ruolo che il vino può avere nello sviluppo sostenibile dei territori. Esperienze come Venissa, il recupero delle vigne urbane a Roma e il lavoro dei musei archeologici europei ci dicono che la strada è tracciata: il vino deve essere raccontato non solo come prodotto, ma come elemento di cultura, paesaggio e memoria collettiva.”
Panke ha inoltre sottolineato la necessità di una maggiore integrazione tra ricerca scientifica, politiche culturali e strategie di valorizzazione del territorio, per creare contenuti a supporto dell’industria vitivinicola sostenibile in tutte le regioni d’Europa.
“Iter Vitis continuerà a lavorare in questa direzione, promuovendo il vino come strumento di conoscenza, di turismo responsabile e di dialogo tra i popoli. Abbiamo bisogno di consolidare i partenariati tra musei, università e produttori vitivinicoli per valorizzare al meglio il nostro patrimonio enologico e culturale.”
L’evento ha rappresentato un momento fondamentale per insistere sul valore del vino come espressione della storia e dell’identità delle comunità europee, evidenziando la necessità di politiche più incisive per il riconoscimento della viticoltura come bene culturale da tutelare.
Iter Vitis proseguirà il proprio impegno in questa direzione, promuovendo nuove collaborazioni tra enti culturali, istituzioni e produttori per dare sempre più voce al vino come elemento di connessione tra popoli, territori e culture.
Punti chiave
- Il convegno ha ribadito il valore del vino come patrimonio culturale europeo e strumento di identità territoriale.
- Presentato il vino Augusto, prodotto con le uve della Vigna Barberini nel Parco Archeologico del Colosseo.
- Il progetto Venissa valorizza la viticoltura veneziana come modello di rigenerazione culturale e sostenibile.
- Musei e ricerca archeologica hanno un ruolo chiave nella narrazione della storia vitivinicola europea.
- Iter Vitis promuove il vino come strumento di turismo responsabile e dialogo interculturale.












































