Mandrarossa sceglie Vinitaly per presentare il nuovo Urra di Mare 2024 con la denominazione Menfi Doc, segnando l’addio alla Doc Sicilia. L’azienda punta su identità territoriale, qualità dei vini ed enoturismo per rilanciare il territorio menfitano, valorizzando suoli vocati, condizioni climatiche uniche e strategie di sostenibilità per affrontare il cambiamento climatico.
onsapevole del ruolo di ambasciatore del territorio, Mandrarossa – top brand di Cantine Settesoli – scommette sulla Menfi Doc e debutta a Vinitaly con l’annata 2024 di Urra di Mare,rivendicando l’etichetta non più come Doc Sicilia, ma con la denominazione menfitana. In un futuro prossimo passeranno da Sicilia Doc a Menfi Doc anche i vini Cartagho, Bertolino Soprano, Cavadiserpe, Santannella e Bonera. L’obiettivo di Mandrarossa è infatti rilanciare e valorizzare la denominazione puntando sulla forte identità territoriale ed enologica, oltre che sull’enoturismo.
“Il territorio menfitano – spiega Giuseppe Bursi, Presidente di Cantine Settesoli – è un luogo unico, dove le condizioni per la viticoltura sono ottimali: la zona si estende fino a 440 metri di altitudine, con significative escursioni termiche e la costante presenza di brezze marine. Queste caratteristiche donano ai vini Menfi Doc di Mandrarossa una spiccata mineralità, acidità e freschezza, peculiarità che li rende immediatamente riconoscibili. Su queste colline si trovano inoltre cinque diverse tipologie di suoli: dopo un attento studio di zonazione abbiamo selezionato i terreni più vocati per ciascun vitigno, conferendo ancora più valore ai nostri prodotti. Il nostro obiettivo è dunque sottolineare il forte legame tra Mandrarossa e il suo luogo d’origine, ancora poco conosciuto e valorizzato”.
Un’altra leva fondamentale per la promozione della Menfi Doc è l’enoturismo, asset strategico in cui Mandrarossa crede fortemente: “Qui le colline incontrano il mare, accanto ai vigneti troviamo distese di ulivi: è un paesaggio ancora incontaminato, un incantevole idillio mediterraneo. Quando accogliamo le persone nella nostra winery, raccontiamo anche di questo luogo selvaggio e di grande fascino. Promuovere il menfitano significa puntare sul turismo esperienziale: la bellezza della natura deve diventare un valore aggiunto per attrarre i visitatori e dare slancio alla denominazione. Per preservare questo patrimonio straordinario dobbiamo pensare anche al futuro, facendo fronte ai cambiamenti climatici in atto: stiamo adottando potature più corte, reti ombreggianti e valutando l’utilizzo di portainnesti resistenti, oltre che promuovendo tra i nostri soci tecniche di aridocultura”.
Il primo vino Menfi Doc è Mandrarossa Urra di Mare, 100% Sauvignon Blanc. L’azione benefica delle brezze marine regala un vino fresco dalle delicate note vegetali, un’espressione nuova e territoriale del Sauvignon. Di colore giallo paglierino con riflessi dorati brillanti, il suo profumo è intenso, con aromi di agrumi, pesca, albicocca e sentori di menta e basilico. Al palato presenta ottima armonia tra aromi di frutta e mineralità, con un finale fresco e persistente.
Punti chiave
- Mandrarossa abbandona la Doc Sicilia per valorizzare la Menfi Doc e rafforzare il legame col territorio.
- L’obiettivo è rilanciare la denominazione puntando su identità, qualità ed enoturismo esperienziale.
- Il territorio menfitano offre suoli diversi, brezze marine e forti escursioni termiche ideali per la viticoltura.
- L’enoturismo è un asset strategico per raccontare il paesaggio e attrarre nuovi visitatori.
- Vengono adottate pratiche sostenibili per affrontare i cambiamenti climatici e preservare l’equilibrio ambientale.












































