La Germania affronta un periodo di incertezza economica e sociale che modifica i consumi. Tra inflazione, nostalgia e solitudine, emergono nuove tendenze: risparmio, ritorno alla socialità, attenzione ai prodotti locali e retro. Per il vino e la ristorazione si aprono nuove opportunità, a patto di saper intercettare i nuovi bisogni emotivi.
La Germania sta vivendo un periodo di profonda trasformazione delle abitudini d’acquisto, alimentata da una sensazione collettiva di incertezza.
Mintel – una delle principali società mondiali di ricerche di mercato e analisi dei consumatori – ha recentemente rilasciato un report secondo cui il 77% ritiene che “la maggior parte dei tedeschi sia di cattivo umore” a conferma di una policrisi dovuta a diversi fattori: inflazione, instabilità politica e caro vita.
Al contesto politico domestico in fermento – il 78% dei tedeschi è preoccupato dopo il crollo del governo e l’ascesa dell’estrema destra (AfD) – si aggiunge anche la “trump-phobia”, ovvero l’inquietudine legata al ritorno di Trump alla presidenza USA.
Infatti, il 70% della popolazione si dice preoccupato per lo scenario pubblico globale e il 75% teme che il caro vita resterà un problema serio per tutto il 2025, dato avvalorato anche dalle previsioni governative che parlano di una crescita modesta del PIL (+0,3%) per l’anno corrente e un possibile miglioramento solo nel 2026.
A tal proposito, l’inflazione reale è scesa dal 6% (2023) al 2,2% (2024), ma la percezione dei cittadini non migliora, tant’è che solo il 5% pensa che il costo della vita non sia più un problema.
A marzo 2024, il 66% ha notato aumenti nei prezzi di cibo e bevande e il 40% in energia e carburanti.
A livello economico, solo il 20% dei tedeschi si definisce in buona salute finanziaria, mentre il 41% dichiara di “cavarsela”.
In questo contesto, i consumatori più solidi tendono ancora a spendere in beni discrezionali, ma la maggioranza dà priorità al risparmio: il tasso di risparmio ha raggiunto l’11,1% nei primi 6 mesi del 2024.
Le categorie più penalizzate nelle scelte di spesa sono state: ristorazione, abbigliamento, bellezza, tecnologia e prodotti per la casa.
Un dato rilevante per il nostro settore: la ristorazione ha registrato un aumento dei prezzi del 33% rispetto al 2020, condizionando in modo evidente i consumi fuori casa – vino incluso.
Ecco, dunque, che il consumo intelligente, ovvero il “bargain shopping” diventa una priorità ed una prassi: aumenta l’acquisto di prodotti nei discount, si cerca il prezzo più basso, anche da tra le fasce più abbienti.
Per il settore del vino e della ristorazione questo si traduce in una sfida importante: rendere il piacere dell’enogastronomia accessibile e giustificato, senza rinunciare alla qualità e al valore percepito.
Etichette ben selezionate, carta dei vini ottimizzata e formule al calice possono diventare strumenti strategici per riconquistare il consumatore tedesco.
Tuttavia, il concetto iniziale di malumore collettivo è legato non solo ad una situazione unicamente economica, ma anche al concetto di salute sociale. Nonostante il 74% dei tedeschi, secondo Mintel, ritenga che la salute sociale sia importante tanto quanto quella fisica, il 62% dei giovani tra i 18 e i 24 anni testimonia di aver vissuto momenti di solitudine negli ultimi 3 mesi.
Un dato che potrebbe rappresentare un’occasione per tutti quei brand, soprattutto del nostro settore, che organizzano momenti di reale socialità per i giovani: esperienze conviviali, serate a tema, degustazioni e momenti di aggregazione.
Alcuni brand si stanno già muovendo in questa direzione: Red Bull ha aperto a Monaco un “Gaming Garden” dove i giovani possono giocare e socializzare, mentre sempre più locali organizzano serate di giochi da tavolo, sfruttando il rinnovato interesse per il contatto umano.
Un’altra tendenza emersa con forza dal report Mintel è quella legata alla nostalgia. In un momento storico segnato da instabilità e incertezza, sempre più consumatori – ben il 65% – dichiarano di apprezzare prodotti che richiamano il passato. È il cosiddetto fenomeno della rosy retrospection, ovvero quella tendenza a ricordare il passato in modo più positivo di quanto sia stato in realtà.
Sorprendentemente, sono proprio i giovani a mostrare maggiore attrazione verso tutto ciò che è “retro”: oggetti, estetiche, sapori, rituali che rimandano a tempi percepiti come più semplici e rassicuranti. È anche un modo per evadere dal sovraccarico digitale, riscoprendo il piacere delle esperienze fisiche e concrete.
Molti brand si stanno già muovendo in questa direzione, riproponendo sapori classici, tecnologie vintage, eventi come serate di giochi da tavolo o iniziative che riportano al centro il concetto di “fare qualcosa insieme”.
Anche il mondo del vino ha un ruolo da giocare in questo trend: packaging dal sapore d’altri tempi, vitigni storici, etichette familiari e racconti di tradizione diventano strumenti potenti per trasmettere sicurezza, autenticità e comfort emotivo, in un periodo in cui il consumatore cerca punti di riferimento stabili.
Accanto a questo ritorno al passato, si rafforza anche una spinta verso il locale. Il 90% dei tedeschi considera importante acquistare prodotti e servizi del territorio, mentre l’88% auspica che il governo favorisca il ritorno delle produzioni in patria. Anche il “Made in Germany” continua a godere di un’ottima reputazione: per il 48% dei consumatori rappresenta ancora oggi un sigillo di qualità.
In un contesto globale segnato da tensioni e incertezze geopolitiche, sta emergendo con forza una nuova forma di consumo più radicata nel territorio, più consapevole, più “vicina a casa”. E questa può rappresentare una grande opportunità anche per i produttori italiani, soprattutto se sapranno comunicare valori come la sostenibilità, l’artigianalità e la connessione profonda tra prodotto e territorio.
Leggi anche: In Germania il vino rosso perde terreno: rosé e bianchi conquistano i consumatori
Punti chiave
- Il malumore sociale e l’incertezza economica spingono i consumatori verso scelte più prudenti.
- Cresce il bisogno di socialità, specialmente tra i giovani, con nuove opportunità per l’enogastronomia.
- Forte richiamo alla nostalgia, con prodotti che evocano tradizione, rituali e sicurezza emotiva.
- Aumenta il valore del locale, con attenzione alla sostenibilità e alla provenienza.
- Il vino può essere ponte tra passato, territorio e nuova convivialità accessibile.












































