Nel mondo del vino le donne non sono solo icone: sono protagoniste competenti e determinate, presenti in vigna, in cantina e nelle scelte strategiche. A Vinitaly 2025 storie di imprenditrici raccontano un cambiamento concreto, fatto di passione, visione e fatica quotidiana, che sta riscrivendo i codici di un settore ancora in parte tradizionalmente maschile.
C’è molto di più di un’immagine, di un’icona, nel lavoro che ogni giorno molte donne compiono nel mondo del vino. Nulla che possa spiegarsi semplicisticamente con un pò di “rosa”, con un “tocco femminile” da sbandierare come un bel vessillo. “Donna e vino” è una realtà, sempre più complessa e articolata, che va molto oltre una sfumatura gentile su un’etichetta ben disegnata.
C’è, invece, la sostanza di un cambiamento lento, spesso invisibile, che riguarda tutti gli aspetti del fare impresa: decisioni tecniche, gestione aziendale, ricerca agronomica, scelte di cantina, relazioni internazionali; prove di forza e spesso di sacrifici, che molte donne devono compiere per fare in modo che l’essere imprenditrici non ostacoli il loro essere persone a tutto tondo, ma, anzi, lo arricchisca.
Parlare del ruolo delle donne nel vino oggi significa indubbiamente riconoscere come si siano inserite in uno degli ambiti più tradizionalisti del panorama agroalimentare italiano, dove per secoli la figura del “patron” è stata maschile, per definizione, e dove molte ancora oggi si trovano a dover dimostrare di meritare il proprio posto, anche quando lo hanno abbondantemente conquistato sul campo. Aumentano le enologhe, le imprenditrici, le agronome, le export manager. Ma la presenza femminile è ancora, a volte, una corsa a ostacoli, soprattutto quando si entra nei ruoli di comando.
Alcune donne, che hanno avuto il merito di conquistare un ruolo di rilievo in questo settore, possono avere un ruolo di incoraggiamento e di mentorship nei confronti di chi, per età o per percorso di vita, si trova a dover ancora raggiungere una posizione definita.
Questo Vinitaly è stato l’occasione per ascoltare l’energica voce di alcune di queste donne, fiere e coraggiose, che navigano con destrezza, passione e carattere, nel mondo del vino: anzitutto le protagoniste di “Iconic Women in Italian Wine – The Barolo Edition”. La masterclass è stata l’occasione per presentare 6 vini iconici, ma soprattutto 6 storie personali di donne che, a un certo punto del proprio percorso di vita, hanno scelto di costruirsi un’identità nel comparto del vino: Chiara Boschis, che dopo una formazione economica decide di virare professionalmente e diventare enologa, quando, unica enologa donna a Barolo, veniva guardata “come un frutto esotico”; Cristina Oddero parla della sua scelta di vita, dall’insegnamento di scienze biologiche e chimiche alla decisione di dedicarsi alla cantina; Elisa Fantino, background umanistico, che parla con orgoglio del proprio incredibile staff, del consistente investimento in capitale umano, che rende ogni giorno possibile lavorare sui fortunati cru aziendali; Silvia Altare, che si definisce con orgoglio “la più tradizionale tra i modernisti”; Enrica Scavino, che racconta con grande emozione che fu sua mamma a leggere l’annuncio del terreno in vendita, che dette impulso all’avventura di famiglia; Barbara Sandrone, che parla di Cannubi spiegando a un affascinato pubblico di operatori internazionali che in italiano la parola richiama il connubio, la collaborazione, senza la quale nessun risultato, soprattutto in questo campo, può portarsi a casa.
Ma anche altre voci di donna, raccolte nei padiglioni del Vinitaly, che ad ogni edizione si popolano ancor di più di volti femminili.
Arianna Occhipinti, appassionata interprete del territorio di Vittoria, che celebra 20 anni di attività con un progetto di comunicazione che la rappresenta a tutto tondo e che parla del Frappato come si parla dell’amore: “E’ l’amore sanguigno, ribelle, quando ti fa arrabbiare, romantico, corporale, silenzioso, quando ritorna a casa … e se poi in fondo è quello giusto, ti fa ritrovare”.
Roberta Urso, manager di Mandrarossa, ricorda con grande emozione il suo primo Vinitaly, quando, dopo i primo colloqui in azienda, il suo banco di prova fu proprio destreggiarsi allo stand e dimostrare il suo piglio e la sue capacità: essere al Vinitaly è tornare ogni anno dove tutto è iniziato, dove è nato il sogno e rinnovare, dopo 24 anni, la stessa sfida.
Lilly Ferro Fazio ricorda il suo colpo di fulmine con il vino, favorito anche da felici vicende affettive e parla del suo esordio al Vinitaly quando attendeva l’arrivo della sua prima figlia. Da allora, la vita nel vino è stata ed è armarsi di amore, di coraggio, a volte un pò di incoscienza; e sempre di fantasia: quella dei colori dello stand dove ci accoglie, veste moderna dell’allegria sicilian style.
Le donne forti, illuminate, appassionate e competenti stanno cambiando il modo di fare e pensare il vino; come gli uomini dotati delle stesse qualità. E non lo fanno ingentilendo il mondo con cenni aggraziati, ma con la capacità di coniugare passione e approccio scientifico, visione strategica ed empatia con il proprio network; reinterpretando vitigni autoctoni, portando avanti progetti internazionali, conciliando ogni giorno le mille e una attività che un imprenditore, di qualunque genere sia, deve affrontare per rimanere sul mercato e vincere le sfide – tante – che questa professione oggi richiede.
Non serve teorizzare una leadership al femminile e aggiungere quote rosa; serve che le donne non debbano giustificare la propria competenza; e serve essere convinti di quanto ne abbia bisogno il futuro del nostro vino.
Punti chiave:
1. Donne protagoniste del vino: sempre più presenti, superando stereotipi;
2. Competenze e visione: le figure femminili portano un contributo concreto, unendo approccio scientifico, strategia e sensibilità relazionale;
3. Percorsi non scontati: molte professioniste arrivano al vino da ambiti diversi, costruendo identità solide attraverso scelte personali coraggiose;
4. Un cambiamento reale: la presenza femminile sta trasformando il settore vitivinicolo, non con quote simboliche, ma con risultati tangibili.












































