Il Premio Francesco Arrigoni 2023 è stato assegnato alla Cooperativa Il Gabbiano per il suo impegno nell’agricoltura eroica e nella rieducazione sociale. La cerimonia di premiazione si è svolta a Lallio, con una cena conviviale all’Osteria della Villetta di Palazzolo. Il premio riconosce l’azione etica nel settore enogastronomico e promuove la salvaguardia dei territori montani.

XIII edizione del riconoscimento in memoria del giornalista scomparso nel 2011

Il Premio Francesco Arrigoni alla Cooperativa valtellinese Il Gabbiano, interprete dell’agricoltura eroica che coltiva la rieducazione sociale e territoriale.

La cerimonia di consegna lunedì 5 maggio alle 18 nell’aula di Pentole Agnelli Cooking Lab a Lallio, seguita dalla cena allestita dalla famiglia Rossi nell’Osteria della Villetta di Palazzolo sull’Oglio.
Il Comitato Francesco Arrigoni, animato dai familiari e dagli amici del giornalista bergamasco morto improvvisamente a 52 anni, ha designato per la XIII edizione la Cooperativa Il Gabbiano, che ha sede a Sondrio, in Valtellina.

Il premio è destinato ogni anno a chi, nel campo dell’enogastronomia, abbia progettato e/o realizzato un’azione dal forte contenuto etico e consiste nella somma di 5000 euro e in un oggetto artistico realizzato dagli allievi della Scuola d’Arti e Mestieri Francesco Ricchino, che interpreta ogni anno tre valori centrali per Francesco Arrigoni: la montagna, passione che lo ha accompagnato per un’intera vita, la vite e l’agricoltura che hanno accompagnato il suo percorso professionale, e il cuore a significare la sua generosità (fino all’espianto degli organi) e la sua passione civile.

Giovanni Giannelli ha ritirato il premio, in rappresentanza delle persone impegnate nella cooperativa, nell’aula di Pentole Agnelli Cooking Lab a Lallio. A seguire, i familiari, gli amici e i sostenitori del Premio si sono ritrovati in una cena conviviale allestita da Maurizio Rossi con l’aiuto della moglie Grazia e del figlio Jacopo dell’Osteria la Villetta di Palazzolo sull’Oglio.

La motivazione

Il Comitato ha spiegato così la scelta di assegnare il riconoscimento alla Cooperativa Il Gabbiano:

Viticoltura eroica, la chiamano. Esemplari sono le vigne terrazzate di Valtellina che hanno pendenze da sesto grado, fazzoletti di terra sostenuti da muri in pietra spesso realizzati a secco. Lavorarle è un mestiere che comporta oltre a una grande fatica anche una ragguardevole dose di rischio.

Così era e così ancora è, lassù dove la modernità delle macchine e delle automazioni può arrivare ma fino ad un certo punto, costringendo ancora oggi come un tempo il vignaiolo ad operare manualmente, talvolta al limite dell’eroismo.

Una condizione che è alla base della difficoltà nel rinnovamento generazionale che ha progressivamente portato all’abbandono dei terreni più difficoltosi, non di rado maggiormente vocati alla produzione di qualità. Negli ultimissimi anni il trend sembra essersi interrotto grazie all’entrata in scena di giovani che si dedicano alla vigna ed al vino con consapevolezza, per scelta di vita e non più per obbligo ereditario.

Un piccolo ma significativo movimento che va incoraggiato e sostenuto non solo dagli amanti del vino ma da tutti coloro che hanno a cuore il destino dell’agricoltura di montagna perché, non dimentichiamolo mai, senza la presenza degli agricoltori e dei loro presidi, la montagna è destinata a scendere a valle con le ben note e sempre più frequenti conseguenze nefaste. Da grande appassionato di montagna e di scalate, Francesco Arrigoni ne era testimone consapevole nei suoi racconti enoici-eroici.

Perciò il Comitato ha deciso di assegnare la XIII° edizione del Premio dedicato alla sua memoria a Il Gabbiano, la cooperativa agricola istituita nel 2015 dall’omonima Associazione che si occupa del recupero e reinserimento lavorativo di persone con gravi problemi sociali.

Il lavoro agricolo al centro della missione della Cooperativa: non come slogan ma come pratica quotidiana per “coltivare la rieducazione sociale e territoriale”. In pochi anni il passaparola tra i proprietari di vigneti ormai dismessi o di aree agricole non più coltivate ha portato in dote alla Cooperativa la superficie necessaria per sostenere una produzione autonoma di vino, ortaggi, frutta. Nello specifico, nei vigneti sono stati ripristinati dagli stessi ragazzi anche i muri di sostegno.

Un lavoro antico in via di estinzione ma quanto mai prezioso per la salvaguardia del territorio. L’acquisizione di questa come di altre ritrovate professionalità sta dando già frutti tangibili in quanto a nuove opportunità lavorative. Curare il territorio tramite il lavoro quotidiano è il miglior viatico per avviarsi ad una vita libera e responsabile”.


Punti chiave

  1. Premio Francesco Arrigoni assegnato alla Cooperativa Il Gabbiano per l’agricoltura eroica e sociale in Valtellina.
  2. La Cooperativa è nata nel 2015, impegnandosi nel recupero e reinserimento lavorativo di persone in difficoltà.
  3. Il premio consiste in 5000 euro e un oggetto artistico realizzato dalla Scuola d’Arti e Mestieri Francesco Ricchino.
  4. La viticoltura eroica della Valtellina è rappresentata dalla ristrutturazione dei muri in pietra nei vigneti terrazzati.
  5. La rieducazione sociale e territoriale è al centro della missione della Cooperativa, con un impatto positivo sul territorio e sull’occupazione.