Il vino siciliano è un viaggio tra storia, cultura e natura. Dai vitigni autoctoni come Nero d’Avola e Grillo alla valorizzazione internazionale, Cantine Birgi rappresenta l’eccellenza di un territorio unico: un racconto di tradizione e innovazione che rende il vino siciliano simbolo di identità autentica e riconoscibile nel mondo.
Il vino siciliano non è solo il frutto di un processo produttivo: è la sintesi di una storia millenaria, di un patrimonio culturale stratificato, di un’identità che affonda le sue radici nei secoli. Nell’agro di Birgi, nel cuore della Riserva dello Stagnone, Cantine Birgi rappresenta oggi un modello virtuoso di questa continuità, dove i vitigni autoctoni diventano ambasciatori della Sicilia nel mondo.
“Fin dai tempi dei Fenici, la nostra zona è stata al centro di scambi e influenze – racconta Giuseppe Saladino,Presidente della cooperativa –. Ogni civiltà ha lasciato il proprio contributo. Questo know-how si è sedimentato nel tempo e ci ha permesso di ottenere vini eccellenti, semplicemente rispettando la natura e la tradizione agricola del territorio”.
Un patrimonio viticolo fatto di varietà autoctone che oggi, grazie al lavoro delle cantine e al supporto delle denominazioni, si stanno riaffermando con forza. “I varietali siciliani rappresentativi sono tanti, ma tra i più importanti ci sono senza dubbio il Nero d’Avola, il Frappato e il Nerello Mascalese per i rossi – spiega Salvatore Marino, direttore commerciale di Cantine Birgi –. Tra i bianchi, invece, il Grillo, il Catarratto, l’Inzolia e lo Zibibbo sono quelli che più esprimono l’identità della nostra terra”.
Il legame tra queste varietà e la storia dell’isola è oggi sempre più apprezzato anche dai consumatori, soprattutto all’estero. “Cresce la richiesta di vini che raccontino il territorio – conferma Marino –. La nostra esperienza ci dice che sempre più persone scelgono etichette legate a varietà autoctone. E questo accade perché ritrovano nel bicchiere i sentori autentici del nostro territorio e della nostra tradizione”.
Un racconto che non può prescindere dal territorio e dalle sue caratteristiche. “Siamo fortunati – aggiunge Giuseppe Figlioli, enologo e direttore – a lavorare in una zona dove la biodiversità è un valore aggiunto, i suoli sono fertili e i microclimi favoriscono una viticoltura di qualità. Ma il nostro compito è anche quello di interpretare e valorizzare tutto questo, affinché il vino racconti davvero la sua origine”.
L’obiettivo di Cantine Birgi è quindi duplice: da un lato custodire la tradizione, dall’altro renderla comprensibile e accessibile al consumatore moderno. “Il vino siciliano è ricco di storia, ma deve anche parlare un linguaggio attuale – prosegue Figlioli –. Ecco perché è fondamentale lavorare sulla comunicazione, sul percepito qualitativo e sulla narrazione che accompagna ogni bottiglia”.
In questo contesto si inserisce l’evento esclusivo in programma il 23 e 24 maggio 2025 nella Riserva Naturale dello Stagnone: due giornate dedicate a operatori e giornalisti per esplorare da vicino il legame profondo tra i vitigni autoctoni siciliani e la cultura del territorio. Visite in vigna, degustazioni guidate e incontri con i produttori offriranno l’occasione per un viaggio nella Sicilia del vino, tra tradizione, ricerca e autenticità.
“Non si può fare vino di qualità senza conoscere e rispettare il passato – conclude Saladino –. E non si può raccontare il vino siciliano senza parlare di Grillo, Nero d’Avola, Catarratto. Sono loro i veri protagonisti, sono loro a rendere unico il nostro racconto”.
Punti chiave:
- Il vino siciliano è espressione di una storia millenaria e di un’identità culturale profondamente radicata nel territorio.
- Vitigni autoctoni come Nero d’Avola, Grillo e Catarratto sono simboli della tradizione e della biodiversità della Sicilia.
- Cantine Birgi, nella Riserva dello Stagnone, rappresenta un modello virtuoso di valorizzazione delle varietà autoctone attraverso rispetto della natura e innovazione.
- La domanda internazionale di vini legati al territorio e alle varietà locali è in crescita, stimolata dall’autenticità e dal racconto che queste etichette portano.
- L’evento del 23-24 maggio 2025 è un’occasione per approfondire il legame tra vino, territorio e cultura siciliana attraverso visite, degustazioni e incontri.

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