Maso Poli, cantina trentina guidata con passione dalle sorelle Togn, fonde l’eredità paterna con una visione moderna. L’azienda si distingue per vini unici, frutto di un’intuizione pionieristica, e un approccio all’enoturismo innovativo e attento, offrendo esperienze che valorizzano il territorio e il consumatore contemporaneo, narrando l’essenza del Trentino.

Nel variegato panorama vitivinicolo trentino, dove l’eredità spesso traccia un solco profondo, emergono realtà capaci di coniugare il rispetto per le radici con uno sguardo dinamico. Maso Poli, guidata con passione dalla terza generazione della famiglia Togn, rappresenta un esempio emblematico di come la memoria possa diventare il trampolino per una nuova visione, soprattutto nell’arte dell’accoglienza e nella narrazione del territorio. Qui, il vino è il fulcro di un’esperienza costruita con cura e audacia.

La genesi di Maso Poli, e delle altre due realtà di famiglia, la storica Vinicola Valdadige e la Gaierhof, affonda le radici nella figura di un padre che Valentina Togn descrive come un “ragioniere visionario”. “Non era un tecnico enologo,” spiega Valentina, “ma un uomo capace di guardare oltre.” Negli anni ’70, quando il Trentino produceva prevalentemente vini rossi, lui puntò sui vini bianchi, la sua grande passione. E scelse per Gaierhof un nome tedesco, intuendo l’importanza di un appeal internazionale. “La sua fortuna,” racconta Valentina, “fu proprio non essere un tecnico: non aveva paura di osare.”

Questa intraprendenza è oggi nelle mani di Romina, Valentina e Martina, i cui nomi, curiosamente, fanno rima con cantina. Maso Poli, acquisita nel 1979, divenne presto l’azienda di punta. “Era il luogo,” ricorda Valentina, “dove sperimentare una produzione di bianchi di carattere, come il Pinot Grigio allevato in collina.” Vini pensati per l’invecchiamento, dal colore intenso e dal profilo gustativo sorprendente per il mercato italiano. Fu il mercato statunitense a riconoscerne per primo il valore. “Per anni,” aggiunge Valentina, “l’80% della nostra produzione di Maso Poli varcava l’oceano.”

“Con l’ingresso di noi sorelle,” prosegue Valentina, “è maturata la volontà di ‘riportare Maso Poli a casa’.” Si sviluppano così prodotti specifici per il mercato italiano, dal Traminer al Riesling fino al Trento DOC. Oggi, pur mantenendo un solido export negli USA, l’azienda dialoga con il consumatore nazionale, forte di una produzione di 85.000 bottiglie da 11 ettari di vigneti di proprietà.

È proprio nell’enoturismo che la filosofia di Maso Poli si esprime con maggiore originalità. Valentina Togn ha trasformato la cantina in un luogo di scoperta e interazione. “Dopo il Covid, abbiamo sentito il bisogno di andare oltre la visita standard,” afferma. Nascono così proposte come il Tour Famiglia, una caccia al tesoro per i più piccoli con degustazioni di succhi, mentre i genitori assaggiano alla cieca. Il Tour Vigneti è “un’immersione diretta nel cuore produttivo dell’azienda,” con attività stagionali. Infine, il Tour Emozionale in Cuffia offre un racconto sonoro che culmina con la degustazione, un approccio che supera anche le barriere linguistiche.

Questa attenzione all’esperienza accompagna una riflessione sulle evoluzioni del consumo. Riguardo ai vini a bassa gradazione alcolica (LoAL), Valentina è pragmatica: “È una risposta a una domanda di mercato, specialmente giovanile.” Più cauta invece sui vini dealcolati: “rischiano di snaturare l’identità del vino e del terroir.”

Ma cosa rappresenta il Trentino per chi lo vive attraverso il vino? Per Valentina Togn è un connubio di “benessere, natura e alta qualità”. “Un territorio che possiede carte ottime, ma che non sempre riesce a comunicarle al meglio.” Maso Poli cerca di colmare questo divario offrendo vini che esprimono l’essenza della regione e chiavi di lettura autentiche per comprenderla.

In definitiva, Maso Poli si configura come una realtà che valorizza il patrimonio familiare puntando decisamente avanti. La solidità di una storia consolidata si fonde con la capacità di interpretare le esigenze di un consumatore moderno, sempre più alla ricerca di autenticità, qualità e, soprattutto, di esperienze che lascino un segno. Un modello di viticoltura e accoglienza che arricchisce il panorama trentino, dimostrando che radici e visione possono rafforzarsi a vicenda.


Punti chiave:

  1. Eredità Visionaria: Il padre, “ragioniere visionario”, puntò sui bianchi e l’internazionalità negli anni ’70.
  2. Gestione Familiare: Le tre sorelle Togn guidano Maso Poli, innovando nel rispetto della tradizione.
  3. Evoluzione Produttiva: Da focus sull’export USA a un dialogo crescente con il mercato italiano.
  4. Enoturismo Innovativo: Offerte uniche come Tour Famiglia, Vigneti ed Emozionale in Cuffia.
  5. Trentino da Raccontare: Vini e accoglienza per comunicare benessere, natura e alta qualità del territorio.