Cantine Birgi si fa promotrice della nascita di un distretto enoturistico nello Stagnone, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio vitivinicolo e ambientale locale. Secondo Lavinia Furlani, serve un capofila per coordinare una rete integrata di cantine, ristoranti e operatori, creando un’offerta strutturata che unisca territorio, racconto autentico e accoglienza di qualità.

Nell’ambito del seminario “Un territorio vocato all’eccellenza”, ospitato da Cantine Birgi a Marsala, Lavinia Furlani – esperta di strategie enoturistiche e fondatrice di Wine Tourism Hub  – ha offerto una visione chiara e ambiziosa: costruire un vero e proprio distretto enoturistico nello Stagnone, in grado di valorizzare il patrimonio vitivinicolo e ambientale della zona, partendo da un gruppo di cantine disposte a fare da apripista. E, tra queste, proprio Birgi si è proposta come protagonista e capofila.

L’enoturismo non è solo accoglienza: è identità, racconto e rete

Nel suo intervento, Lavinia ha evidenziato come l’enoturismo oggi non sia più semplicemente un’attività di accoglienza, ma una leva strategica capace di rafforzare il brand, diversificare il business, attrarre nuovi pubblici e – soprattutto – promuovere il territorio. “Oggi più che mai, chi investe nell’ospitalità in cantina ha il potere di cambiare il destino di un’intera area”, ha affermato Furlani.

E per farlo, servono visione e metodo: “Il paesaggio, il cibo, la narrazione autentica, la presenza digitale, le persone che accolgono: tutto deve concorrere a creare un’esperienza memorabile e integrata. Ma serve anche una regia condivisa”.

Sicilia: potenziale altissimo, ma ancora sottovalutato

Lavinia ha poi condiviso alcuni dati significativi sull’enoturismo in Sicilia: lo scontrino medio per prenotazione è ancora sotto la media nazionale (117 euro contro i 129 italiani nel 2024), e anche il numero medio di partecipanti per visita risulta inferiore. “Questo ci dice che il potenziale è ancora inespresso: il territorio è attrattivo, ma manca un’offerta strutturata e visibile”.

E la frammentazione dell’offerta turistica siciliana rappresenta un ostacolo che solo progetti collettivi possono superare. Da qui, il concetto chiave espresso con forza: “Serve un capofila”.

Cantine Birgi: dalla visione alla responsabilità

Cantine Birgi, con la sua apertura verso il turismo, il radicamento nel territorio e l’ambizione di fare sistema, è stata indicata come il soggetto ideale per guidare questo progetto. “Essere capofila non significa solo coordinare – ha sottolineato Furlani – ma anche ispiraremettere in reteattivare collaborazioni con ristoranti, agriturismi, guide locali, enti pubblici e tour operator”.

Non si tratta solo di attrarre visitatori, ma di creare un ecosistema enoturistico, dove ogni esperienza – dalla degustazione in cantina al pranzo tipico, dalla passeggiata tra le saline al tramonto allo storytelling digitale – sia pensata per valorizzare il patrimonio unico dello Stagnone.

Le otto leve per far nascere un distretto enoturistico

Il contributo di Furlani si è chiuso con una guida concreta alle otto dimensioni fondamentali da attivare per costruire un distretto vincente:

  1. Territorio: la cornice è già un punto di forza.
  2. Paesaggio: le vigne, le saline, la luce dello Stagnone.
  3. Vino & food: un’accoppiata inscindibile.
  4. Racconto: identità e autenticità fanno la differenza.
  5. Presenza digitale: farsi trovare online e restare in contatto.
  6. Accoglienza umana: le persone contano quanto il vino.
  7. Collaborazioni locali: ristoranti, agriturismi, guide.
  8. Fidelizzazione: il visitatore di oggi è l’ambasciatore di domani.

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Punti chiave

  • Cantine Birgi capofila: guida la creazione di un distretto enoturistico nello Stagnone.
  • Enoturismo strategico: non solo accoglienza, ma racconto e valorizzazione del territorio.
  • Offerta frammentata: serve una regia condivisa e collaborazioni locali efficaci.
  • Potenziale Sicilia: dati mostrano scontrino medio basso, mercato enoturistico da sviluppare.
  • Otto leve fondamentali: territorio, paesaggio, vino & food, racconto, presenza digitale, accoglienza, collaborazioni, fidelizzazione.