Pechino impone la sobrietà: niente più brindisi con il Moutai, banchetti sontuosi e auto di lusso per i funzionari. Una nuova ondata di austerity sta ridisegnando la vita pubblica e privata in Cina, tra rigore etico e risparmio economico, inviando un potente segnale culturale che spinge persino i colossi degli alcolici ad adeguarsi alla nuova era.

In Cina non si brinda più nei banchetti ufficiali. Con una mossa che conferma l’impegno verso una governance sobria e disciplinata, il governo cinese ha aggiornato il regolamento sul risparmio e sulla lotta agli sprechi all’interno degli organi del Partito e dello Stato. La misura, annunciata il mese scorso, rappresenta l’azione più rigorosa degli ultimi anni contro lo sfarzo della vita pubblica.

“No booze, no banquets, no bouquets” – niente alcol, niente banchetti, niente fiori ornamentali – è il nuovo mantra dell’apparato statale. Il provvedimento vieta ufficialmente il consumo di alcolici, piatti di lusso e sigarette nei pasti istituzionali. Vietati anche i regali, i viaggi gonfiati e le decorazioni eccessive nelle sale riunioni. Le auto pubbliche non potranno essere usate per faccende personali, né potranno essere “abbellite” con elementi sfarzosi: saranno ammessi solo veicoli elettrici o ibridi.

Il baijiu, distillato nazionale simbolo di convivialità e potere, è il primo a finire sotto i riflettori. In passato, nessuna cena ufficiale era completa senza una bottiglia di Moutai sul tavolo. Ma qualcosa sta cambiando.

“È tempo che il baijiu torni alle sue radici”, ha dichiarato Zhang Deqin, presidente del colosso Moutai, durante un recente incontro con gli azionisti dove, emblematicamente, il tradizionale banchetto è stato sostituito da un buffet sobrio con succo di mirtillo al posto dell’alcol. Le immagini dell’evento, prive di bottiglie iconiche, hanno fatto il giro dei social, segnalando l’inizio di una nuova stagione anche per i giganti del settore.

Questa non è la prima volta che il PCC (Partito Comunista cinese) punta alla sobrietà. Le nuove disposizioni rappresentano infatti un rafforzamento delle celebri “otto regole” varate nel 2013 per contrastare la corruzione e ripristinare la fiducia pubblica. E se in passato la misura aveva fatto evaporare oltre 300 miliardi di yuan in valore di mercato per l’industria del baijiu, oggi l’impatto sembra più contenuto.

“Il consumo istituzionale oggi rappresenta meno del 5% del mercato”, osserva l’analista Xiao Zhuqing. “L’impatto sarà quindi limitato”. Le cifre confermano il ridimensionamento: secondo dati pubblici, le vendite tramite canali governativi sono crollate di oltre il 60% rispetto ai picchi precedenti.

Tuttavia, il segnale culturale è forte. La nuova austerity non riguarda solo gli uffici pubblici, ma si sta insinuando nel tessuto sociale. Nei ristoranti di Pechino, per esempio, è diventata prassi comune travasare discretamente il Moutai portato da casa in caraffe anonime, per non esporre bottiglie “sospette” nei pranzi privati. Un comportamento che riflette la crescente attenzione verso l’apparenza di sobrietà, anche lontano dai palazzi del potere.

Il cambiamento è scaturito anche da un risvolto tragico. In marzo, un funzionario della provincia dell’Henan è morto dopo aver bevuto durante un pranzo ufficiale di formazione. L’episodio ha portato alla sanzione o rimozione di altri nove funzionari presenti, scatenando un’ondata di indignazione e rafforzando la volontà del governo di agire in maniera decisa.

Infine, il risparmio non è solo etico, ma anche economico. Il bilancio 2025 prevede un taglio di 322 milioni di yuan (circa 39 milioni di euro) alle spese per ricevimenti, viaggi ufficiali e flotte di auto statali. I fondi risparmiati, promette il governo, saranno reindirizzati verso obiettivi di sviluppo e welfare.

Siamo di fronte non solo a un decreto, ma a un cambio di paradigma: frugalità al posto di ostentazione, efficienza al posto di ritualità. E se persino il potente Moutai si adegua, allora forse il brindisi, almeno nei corridoi del potere cinese, può davvero attendere.


Punti Chiave:

  1. Nuove regole ferree: Il governo cinese ha vietato alcolici, piatti di lusso e sigarette durante tutti i banchetti e gli incontri istituzionali, imponendo una drastica riduzione degli sprechi.
  2. Il Baijiu nel mirino: Il Moutai, iconico distillato nazionale, è il simbolo principale di questo giro di vite, con il suo consumo ufficiale ormai bandito per promuovere un’immagine di sobrietà del potere.
  3. Impatto economico contenuto, segnale culturale forte: Sebbene il consumo istituzionale rappresenti oggi meno del 5% del mercato, la spinta alla sobrietà si sta diffondendo nella società, influenzando anche i comportamenti privati.
  4. Cause scatenanti: La stretta è stata accelerata da un tragico caso di cronaca (la morte di un funzionario dopo un pranzo ufficiale) e dalla necessità di tagliare le spese pubbliche.
  5. Risparmio e riallocazione: Il governo prevede di risparmiare circa 39 milioni di euro dalle spese di rappresentanza, fondi che verranno reindirizzati verso obiettivi di sviluppo e welfare per la popolazione.