Focus sulla Recantina, vitigno autoctono dei Colli Asolani e del Montello, in un evento promosso da Accademia della Vite e del Vino, Consorzio Tutela Vini Asolo Montello e Giusti Wine. L’incontro ha esplorato la storia, le caratteristiche e il potenziale di questa varietà riscoperta, con degustazioni e interventi di esperti, con l’obiettivo di incentivare la produzione e la valorizzazione di questo vino promettente.

Una giornata di approfondimento, confronto e degustazione ha avuto come protagonista la Recantina, vitigno autoctono dei Colli Asolani e del Montello, tutelato dal Consorzio Vini Asolo Montello. L’incontro, dal titolo “Recantina: il Montello e i Colli Asolani tra storia, tradizione e scienza”, è stato promosso dall’Accademia della Vite e del Vino, in collaborazione con il Consorzio, Giusti Wine e il progetto G.R.A.S.P.O. L’obiettivo: riportare al centro dell’attenzione questa varietà a lungo dimenticata, oggi riscoperta da produttori e ricercatori per il suo valore storico, scientifico ed enologico.

“La Recantina è il volto rosso delle nostre colline”, ha dichiarato Michele Noal, presidente del Consorzio Asolo Montello. “È un vitigno che abbiamo quasi rischiato di perdere, ma che racconta la storia del nostro territorio e oggi rinasce con forza, grazie a un lavoro paziente e condiviso tra ricerca e produzione. Dopo il successo dell’Asolo Prosecco Superiore DOCG, è il momento di valorizzare questa varietà fortemente identitaria. Questa giornata è una tappa fondamentale di un percorso che vogliamo proseguire con determinazione.”

Il convegno mattutino, riservato agli Accademici della Vite e del Vino e moderato da Danilo Riponti, si è aperto con il saluto di Ermenegildo Giusti e ha visto gli interventi del pedologo Giuseppe Benciolini, del genetista Luigi Bavaresco, dell’enologa Graziana Grassini e della comunicatrice Silvia Baratta. Lo storico Franco Dalla Rosa, Gran Maestro della Confraternita dei Vini Asolo Montello, ha ricostruito le origini della Recantina, mentre gli enologi Aldo Lorenzoni e Luigino Bertolazzi hanno illustrato il progetto G.R.A.S.P.O. e presentato una selezione di vini da vitigni rari locali.

Il pomeriggio, riservato ai produttori soci e alla stampa, ha visto una degustazione tecnica delle Recantina oggi in produzione, con interventi di Franco Dalla Rosa, Michele Zanardo (Presidente del Comitato Nazionale Vini Dop e Igp) e Eddy Furlan (Presidente Emerito AIS).

“È stato un momento di valore tecnico e culturale”, ha aggiunto Noal. “Abbiamo ascoltato voci autorevoli raccontare la Recantina non solo dal punto di vista scientifico, ma anche esperienziale. L’obiettivo è stimolare sempre più aziende a produrla.”

Con il suo colore profondo, i profumi di frutti di bosco, spezie e sottobosco e una struttura adatta all’invecchiamento, la Recantina si conferma una delle varietà rosse più promettenti del panorama enologico veneto e nazionale. Una voce autentica che, grazie alla sinergia tra istituzioni, consorzi e produttori, si prepara a conquistare un ruolo da protagonista nella nuova mappa del vino italiano.


Punti chiave

  1. Recantina, vitigno autoctono, rinasce per valorizzare l’identità rossa dei Colli Asolani e Montello.
  2. Un convegno dedicato ha evidenziato storia, scienza e il grande potenziale enologico della Recantina.
  3. La collaborazione tra ricerca e produttori sta stimolando la rinascita della Recantina nel territorio.
  4. La Recantina è una promettente varietà veneta, capace di vini intensi ed eleganti con grande potenziale.