L’enoturismo italiano rischia di diventare un costo se non gestito con metodo. Luca Castagnetti, consulente strategico e co-autore de “Il Manuale dell’enoturismo italiano”, spiega perché serve pianificazione finanziaria, corretto posizionamento e visione manageriale per trasformare l’accoglienza in cantina in un canale di vendita redditizio e sostenibile.
Se l’enoturismo non genera profitti, rischia di diventare un costo insostenibile per la cantina. Per analizzare gli aspetti manageriali e finanziari di questa transizione, abbiamo intervistato Luca Castagnetti, socio fondatore di Studio Impresa e direttore del Centro Studi Management Divino, nonché consulente strategico per business nel settore agro industriale.
Castagnetti offre una prospettiva basata sui numeri e sulla strategia, spiegando perché troppi progetti falliscono e quali sono gli ingredienti indispensabili per trasformare l’enoturismo in un canale di vendita di successo.
L’enoturismo italiano sta passando appunto “dall’improvvisazione al metodo”. Perché serviva un manuale pratico e non solo teorico per le cantine italiane?
In questi ultimi anni in tutte le cantine che frequento ho sentito parlare di enoturismo e, laddove questo non avveniva, ero io a porre il tema. Infatti, è una evidenza che l’enoturismo possa rappresentare un canale di vendita e di sviluppo per molte cantine, in particolare per quelle inserite in territori vocati a questa attività. Come tutte le evidenze, esse si impongono e gli imprenditori rispondono, spesso improvvisando, ma rispondono. Il manuale è diventato quindi uno strumento necessario e il suo taglio pratico ben si presta ad una materia che non presenta particolari aspetti di difficile soluzione ma presenta invece una miriade di regole, legislazioni, vincoli e opportunità che si intrecciano tra loro creando una difficoltà operativa.
Perché molti progetti enoturistici falliscono dal punto di vista economico?
Ogni progetto, anche quello destinato al successo, ha bisogno di tempo per generare flussi di cassa. Figuriamoci cosa possa accedere per i progetti economicamente non sostenibili. Questa situazione va gestita con una buona programmazione e con attente previsioni. La prima causa di insuccesso è l’errato posizionamento del proprio prodotto enoturistico rispetto a tre variabili:
- Quante bottiglie vendo
- In che territorio mi colloco
- Quanto ho investito per fare enoturismo
Se le tre variabili non solo allineate al progetto, il successo economico è molto difficile da raggiungere.
Nel manuale scrivi una frase forte: ‘Meglio una previsione sbagliata che vivere sempre nell’incertezza e nell’improvvisazione’. Perché molti imprenditori del vino evitano di fare un business plan serio?
È una domanda che mi faccio spesso e alla quale non trovo mai una risposta adeguata. Facciamo un parallelismo con progetti che invece si fanno sempre: quelli edilizi. A nessuno verrebbe in mente di fare un palazzo senza aver fatto i calcoli del cemento armato, dimensionato le fondamenta, calcolato i consumi per definire la potenza degli impianti. Il rischio del non fare queste previsioni infatti è evidente. Nel fare impresa è più difficile calcolare le opportunità e i rischi e pertanto è una attività che non viene fatta perché ritenuta da molti impossibile e quindi inutile. Ma le cose stanno diversamente: molto si può prevedere con una buona approssimazione e, anche laddove le previsioni non si avverassero, aver pianificato i processi porterebbe più velocemente a conoscere le conseguenze di una previsione sbagliata, limitandone i danni.
Dopo aver seguito decine di progetti, qual è l’ingrediente che distingue un progetto enoturistico di successo da uno destinato a fallire?
I progetti che si candidano al successo rispondono a questi requisiti:
- Corretto posizionamento dell’iniziativa,
- Consapevolezza che fare turismo è cosa diversa dal fare vino e richiede persone, processi e strumenti dedicati,
- Pazienza nel perseguire gli obiettivi.
Il Manuale dell’enoturismo italiano: dall’improvvisazione al metodo: acquista il libro operativo per il business enoturistico
Wine Tourism Hub lancerà a fine ottobre il libro “Il Manuale dell’enoturismo italiano: dall’improvvisazione al metodo”. Un volume che nasce dall’esperienza diretta dei fondatori e da un patrimonio prezioso di testimonianze, casi reali e strategie sperimentate sul campo, insieme alle cantine italiane ma anche osservando gli esempi di successo all’estero.
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Punti chiave
- Posizionamento corretto fondamentale: allineare bottiglie vendute, territorio e investimenti per il successo economico del progetto enoturistico
- Business plan essenziale: previsioni finanziarie permettono di limitare rischi e danni, accelerando la comprensione degli errori strategici
- Competenze dedicate necessarie: fare turismo richiede persone, processi e strumenti diversi dalla produzione vinicola tradizionale
- Pazienza nel perseguire: i progetti enoturistici necessitano tempo per generare flussi di cassa positivi e raggiungere sostenibilità
- Dall’improvvisazione al metodo: miriade di regole e normative richiedono approccio strutturato per evitare il fallimento economico












































