Dobbiamo essere ottimisti a tutti i costi ma è chiaro che anche la rinascita della filiera del vino passa dalla riapertura “vera” del canale horeca.

Saremo finalmente sereni quando rivedremo ristoranti, trattorie, wine bar nuovamente affollati e turisti felici di muoversi tra le strade delle nostre città e visitando anche le nostre cantine.

Prima di allora dobbiamo essere cauti nelle valutazioni e sperare che certi processi si velocizzino a partire, ovviamente, dalla campagna di vaccinazione che non sembra essere partita con il piede giusto almeno nel nostro Paese.

Molto interessante, a questo riguardo, l’indagine realizzata da dagli analisti di Wine Analytics Report che ha evidenziato come negli Usa si prevede un ritorno alla normalità (ritorno ai livelli precedenti alla pandemia) per il canale on-premise non prima della fine del 2022 o inizio del 2023.

Se a questo aggiungiamo la chiusura di 9.930 locali con licenza di vendita alcolici nel Regno Unito ci si rende facilmente conto dello stato di salute dell’horeca anche nei due più grandi mercati del vino mondiali.

E in Italia, secondo gli ultimi dati della Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), il terzo trimestre del 2020 si è chiuso per le imprese della ristorazione con una contrazione del fatturato pari al -16,6% rispetto allo stesso periodo dell Indietro

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