Andy Pincott, ex manager diventato The Affordable Wine Hunter, racconta come è nato il suo progetto nel 2022 per guidare i consumatori britannici nella ricerca di vini di qualità a prezzi accessibili. Nell’intervista affronta i miti sui prezzi del Prosecco, le abitudini delle nuove generazioni e le opportunità per i vini italiani nel mercato UK.

Trovare vini di qualità a prezzi accessibili è una sfida costante per molti consumatori, specialmente in mercati come quello del Regno Unito. 

In questo scenario, Andy Pincott, meglio noto come @affordablewinehunter, è emersa come un punto di riferimento interessante. Ex consulente di gestione e direttore operativo, Pincott ha trasformato la sua passione per il vino in un progetto di successo, nato all’inizio del 2022. 

La sua missione, come lui stesso ci ha spiegato, è guidare i consumatori attraverso le offerte dei supermercati. In questa intervista, abbiamo esplorato con lui l’evoluzione del suo progetto, la sua definizione di “vino accessibile”, le abitudini di consumo delle nuove generazioni e le reali opportunità per i vini italiani, sfatando alcuni miti sui prezzi e sulla percezione di etichette come il Prosecco nel mercato UK.

Ci racconti un po’ di lei? Come è nato il progetto The Affordable Wine Hunter?

Ho sempre amato il vino, una passione trasmessa da mio padre fin da adolescente, durante i nostri viaggi in Francia. 

Il progetto “The Affordable Wine Hunter” è nato a inizio 2022 da una serie di circostanze. Da un lato, mi sentivo annoiato dalla carriera aziendale (lavoravo come consulente di gestione e direttore operativo); dall’altro, con la Brexit, non ho più potuto fare le grandi scorte di vino che facevo quando andavo in Francia attraversando il tunnel della Manica. Di conseguenza, ho iniziato a percepire i vini nel Regno Unito come molto più costosi.

Nello stesso periodo, un amico mi ha consigliato il corso WSET di terzo livello: si è rivelato fondamentale. Mi ha permesso di capire perché mi piacesse un certo tipo di vino, imparando a riconoscere le caratteristiche che apprezzavo. Questa nuova consapevolezza mi ha aperto un mondo: se apprezzo un costoso Pinot Nero della Borgogna, dove posso trovare alternative valide e più economiche? Così ho scoperto gli ottimi Pinot Nero del Cile, del Sud Africa e della Nuova Zelanda.

Infine, ho notato le costanti promozioni nei supermercati UK, come lo sconto del 25% sull’acquisto di sei bottiglie miste. Ho iniziato a condividere queste informazioni con gli amici e, visto l’interesse, ho unito la mia nuova conoscenza del vino al desiderio di trovare etichette convenienti e ho lanciato l’account.

Secondo lei è vero che le giovani generazioni bevono meno? E quanto incide il prezzo, considerando anche altri fattori come la salute e la tendenza alla moderazione?

Penso sia vero che le giovani generazioni bevano meno alcol in generalenon solo vino.
Tuttavia, non credo che i giovani sotto i 25 anni abbiano mai bevuto molto vino.

Analizzando i miei follower, la fascia d’età più rappresentata è quella tra i 35 e i 45 anni, e ne ho pochissimi sotto i 25. È normale: anch’io a vent’anni non bevevo vino, preferivo birra, cocktail e shot. I luoghi frequentati dai giovani, come i club, raramente offrono vino di qualità. Molte persone si avvicinano al vino più tardi, verso la fine dei vent’anni e l’inizio dei trenta.

Per quanto riguarda il prezzo, nel Regno Unito la maggior parte del vino (circa il 90%) viene acquistata al supermercato e la maggior parte viene bevuto entro sei mesi dall’acquisto, se non, addirittura, il giorno stesso. Il prezzo medio nei supermercati si aggira intorno alle 7-8 sterline, una cifra che considero abbastanza accessibile. Un vino a quel prezzo è paragonabile all’acquisto di quattro birre; non è la bevanda più economica, ma non la definirei costosa.

A proposito di prezzi, spesso i vini italiani, come il Prosecco, vengono venduti a prezzi molto alti nel Regno Unito, anche quando la qualità non è eccellente. Qual è la situazione reale?

È un punto interessante. La maggior parte del Prosecco venduto qui costa circa 9 sterline. Probabilmente non è quello di altissima qualità, ma quasi tutti i supermercati hanno almeno un’etichetta a 7-8 sterline. L’anno scorso, in vista del Natale, ho pubblicato un post sui migliori Prosecco sotto le 10 sterline, e alcuni di questi erano persino dei Valdobbiadene DOCG.

I consumatori britannici sono molto attenti al prezzo e amano le promozioni. È molto raro che qualcuno spenda 20 sterline per una bottiglia di Prosecco. Per noi, il Prosecco è una bevanda accessibile da supermercato. Lo step successivo, prima di arrivare allo Champagne, è rappresentato dai Crémant o da altri spumanti metodo classico. Recentemente stiamo assistendo anche a una crescita del Cava, che storicamente era percepito come dolciastro ma che ora viene prodotto in versioni molto più secche, diventando un concorrente diretto del Prosecco.

Quali sono, quindi, i punti di forza e le opportunità per i vini italiani, al di là delle etichette più famose?

L’Italia, essendo il più grande produttore di vino al mondo, ha un’offerta vastissima e un potenziale enorme. L’opportunità consiste nel guidare i consumatori oltre i soliti nomi noti. Molti conoscono il Pinot Grigio, ma un’alternativa eccellente è il Soave. La chiave è incoraggiare le persone a sperimentare.

Spesso i consumatori si fanno un’idea sbagliata. Un esempio classico è il Bordeaux: molti lo provano come primo vino rosso, attratti dal nome prestigioso, ma rimangono delusi. È un vino con un tannino elevato e molto secco, che probabilmente andrebbe decantato, ma nessuno lo fa. Il risultato è che ne percepiscono solo gli aspetti più difficili e pensano di non amare il vino rosso. Se invece vengono guidati lungo un percorso diverso, possono scoprire vini più adatti al loro palato e imparare ad apprezzare anche il Bordeaux al momento giusto. L’Italia, con la sua incredibile varietà, ha tutte le carte in regola per guidare questa scoperta.


Punti chiave

  1. The Affordable Wine Hunter nasce nel 2022 dalla passione di Andy Pincott e dalla necessità post-Brexit di trovare vini accessibili nel Regno Unito.
  2. Il 90% del vino UK viene acquistato al supermercato a 6-7 sterline e consumato entro sei mesi dall’acquisto.
  3. Il Prosecco costa mediamente 9 sterline, non 20 come si pensa, e alcuni Valdobbiadene DOCG si trovano sotto le 10 sterline.
  4. I giovani sotto i 25 anni non bevono molto vino, la fascia più rappresentata è quella tra 35-45 anni.
  5. L’Italia ha potenziale enorme grazie alla varietà di vitigni e opportunità di guidare i consumatori oltre le etichette più note.