Il Consorzio Asolo Montello festeggia 40 anni con dati economici robusti: 32,45 milioni di bottiglie di Asolo Prosecco Superiore (60% export) e un indotto che reinveste il 32% del valore sul territorio (contro il 20% nazionale). Un modello che bilancia crescita e attrattività turistica (90.000 arrivi), puntando ora a rafforzare l’identità del brand.

Il Consorzio Vini Asolo Montello celebra il suo quarantesimo anniversario e sceglie di farlo mettendo al centro non solo la bellezza del territorio, ma l’analisi dei dati economici che ne dimostrano il valore. L’evento “Orizzonte Vino”, svoltosi l’11 ottobre presso il Teatro Duse ad Asolo, ha delineato i contorni di un distretto in salute, capace di generare ricchezza e benessere diffuso.

I numeri della produzione, presentati durante l’incontro moderato da Sebastiano Barisoni (Radio 24), confermano il ruolo trainante dell’Asolo Prosecco Superiore DOCG. La denominazione ha vissuto una crescita esponenziale: se nel 2009 la produzione si attestava su circa 1,2 milioni di bottiglie, nel 2024 ha raggiunto i 32.450.000 pezzi. Un volume significativo che posiziona la denominazione in un ruolo chiave nel panorama delle bollicine. A questa si affiancano le produzioni del Montello Docg (25.400 bottiglie) e del Montello Asolo Doc (473.500 bottiglie), su una superficie vitata complessiva di 2271 ettari.

Questo volume produttivo è sostenuto da una forte vocazione internazionale. Attualmente, la ripartizione del mercato dell’Asolo Prosecco Superiore vede il 40% delle vendite destinate all’Italia e il 60% indirizzato all’Estero.Nonostante il successo commerciale, un’analisi condotta da Metrica Ricerche su ristorazione, distribuzione moderna e consumatori (oltre 1000 interviste) suggerisce che la distintività del prodotto ha margini di miglioramento. Sebbene l’Asolo Prosecco Superiore piaccia e generi riacquisto, la conoscenza del brand deve ancora crescere in un panorama complesso.

Il dato forse più significativo presentato durante la tavola rotonda, che ha visto interventi di esperti come Eugenio Pomarici (Università di Padova) e Renato Mason (Cgia di Mestre), riguarda l’impatto economico locale. Un’analisi della CGIA di Mestre ha fotografato un distretto che non poggia unicamente sul vino. Esiste, infatti, un equilibrio tangibile tra settori produttivi diversi, che includono servizi alle imprese, commercio e costruzioni. Questo modello diversificato ha permesso al territorio di non cedere all’industrializzazione spinta.

Il vero motore del “benessere” citato dal Consorzio risiede nella capacità delle imprese vinicole di reinvestire localmente. Secondo i dati presentati, il 32% del valore generato dalle imprese viene reinvestito direttamente nel territorio. Si tratta di un dato notevolmente superiore alla media nazionale, che si ferma al 20%. Questo reinvestimento si traduce concretamente in occupazione, acquisti da fornitori locali e sviluppo di servizi.

Questo equilibrio ha reso l’area attrattiva anche dal punto di vista turistico, come dimostrano i dati di 90.000 arrivi turistici e 230.000 presenze annue. Il turismo è visto come un asset strategico per aumentare la distintività del prodotto. La strategia futura, come delineato dal Presidente Michele Noal, poggia su tre pilastri: la valorizzazione delle bellezze territoriali (dalla Gypsoteca del Canova alla Villa di Maser), lo sviluppo del turismo sportivo e culturale (parapendio, bike, Percorsi della Grande Guerra), e il mantenimento di una “dimensione limitata” attraverso la gestione degli impianti.


Punti chiave

  1. Crescita della produzione: l’Asolo Prosecco Superiore DOCG ha registrato un boom produttivo, passando da 1,2 milioni di bottiglie nel 2009 a 32,45 milioni nel 2024.
  2. Impatto economico locale: le imprese vinicole dell’area reinvestono il 32% del valore generato sul territorio (rispetto al 20% della media italiana ), alimentando occupazione e servizi.
  3. Equilibrio produttivo: l’area non è una monocultura del vino; l’analisi CGIA di Mestre evidenzia un equilibrio tra settori (servizi, commercio, costruzioni) che mantiene l’attrattività turistica.
  4. Dati di esportazione: l’Asolo Prosecco Superiore ha una forte vocazione internazionale, con il 60% della produzione destinato ai mercati esteri.
  5. Sviluppo turistico: il territorio registra 90.000 arrivi e 230.000 presenze annue , un asset strategico su cui il Consorzio intende puntare per il futuro.