A gennaio 2026 parte l’International Wine Tour di Wine Meridian in Argentina per analizzare il modello enoturistico sudamericano. Con oltre 1,2 milioni di visite annue e 17 cantine tra le migliori 50 al mondo, l’Argentina ha trasformato le cantine in hub turistici performanti. Obiettivo: importare strategie concrete per valorizzare l’enoturismo italiano.

C’è un momento preciso in cui un Paese produttore smette di vendere solo bottiglie di vino e inizia a vendere un territorio. L’Argentina quel confine lo ha superato da tempo, trasformandosi in un caso studio che merita un’analisi approfondita, ben oltre la retorica dei paesaggi andini.

È con questo spirito analitico che a gennaio 2026 partirà l’International Wine Tour di Wine Meridian: non una semplice visita, ma una missione esplorativa nel cuore di un sistema che ha saputo industrializzare, nel senso nobile del termine, l’emozione dell’accoglienza.

La scelta dell’Argentina non è casuale. Tra le 16 province del vino, che generano oltre un milione di visite annue, si nasconde una formula che integra identità, volumi e posizionamento premium. Cosa spinge Wine Meridian a portare produttori e operatori italiani dall’altra parte del mondo? La risposta risiede nei numeri e nella capacità argentina di parlare un linguaggio contemporaneo, capace di intercettare le nuove generazioni di wine lovers.

Un gigante che punta sull’esperienza

L’Argentina è indiscutibilmente un gigante enologico: con circa 205.000 ettari vitati e oltre 23.000 vigneti, si posiziona stabilmente nella top ten mondiale per superficie e produzione. Tuttavia, fermarsi ai dati agronomici sarebbe un errore di prospettiva. La vera rivoluzione è avvenuta nel cambio di paradigma delle aziende: le cantine non sono più solo luoghi di produzione, ma hub turistici.

Secondo i dati dell’Osservatorio Economico del Turismo del Vino (OETV), il salto di qualità è evidente. Nel 2022 sono state registrate 1.264.004 visite nelle cantine aperte al pubblico. Ma il dato che deve far riflettere gli imprenditori italiani è un altro: quelle visite hanno generato la vendita diretta di 732.281 bottiglie. Il rapporto è chirurgico: ogni 1,72 visite si traduce in una bottiglia venduta in loco.

Questo indice di conversione ci racconta di un modello di accoglienza che non lascia nulla al caso. Il visitatore non è uno spettatore passivo, ma viene immerso in un percorso progettato per fidelizzare e convertire l’esperienza in acquisto. In Argentina, l’enoturismo è una linea di business autonoma e performante, non un’attività accessoria da gestire nei ritagli di tempo.

Il primato della qualità percepita

Perché andare lì, proprio ora? Perché l’ecosistema è maturo e i risultati sono sotto gli occhi della critica internazionale. Nella classifica “The World’s 50 Best Wineries”, ben 17 cantine argentine figurano tra le migliori 50 al mondo. Una quota del 34% che supera qualsiasi altro Paese, inclusi i giganti storici del Vecchio Mondo.

Questo risultato non premia solo la qualità del liquido nel bicchiere, indubbiamente alta, ma valuta l’esperienza complessiva: l’architettura, il servizio, la narrazione e l’atmosfera. È la dimostrazione che l’Argentina ha compreso prima di altri che il turista moderno cerca un “pacchetto” emozionale completo, dove il vino è il protagonista di una sceneggiatura ben scritta.

Mendoza e la rete territoriale

Il cuore di questo sistema è Mendoza. Membro del network Great Wine Capitals dal 2005, la regione ha saputo costruire una rete infrastrutturale che unisce vino e alta ristorazione. L’arrivo della Guida Michelin nel 2023, che ha inserito Mendoza (insieme a Buenos Aires) come destinazione ufficiale, certifica l’avvenuta integrazione tra cantina e tavola.

Il tour di Wine Meridian del 2026 nasce proprio per dissezionare questo modello. Vogliamo capire come le 375 cantine enoturistiche attive siano riuscite a standardizzare l’eccellenza senza perdere l’autenticità. L’obiettivo è riportare in Italia non solo suggestioni, ma strumenti pratici: strategie di accoglienza per pubblici internazionali, modelli di gestione dei flussi e idee per valorizzare il brand territoriale. L’Argentina ci insegna che, per vincere sui mercati globali, bisogna prima saper accogliere il mondo a casa propria.

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Punti chiave

  1. Wine Meridian organizza un tour in Argentina a gennaio 2026 per studiare il successo dell’enoturismo locale.
  2. L’Argentina registra 1,2 milioni di visite annue nelle cantine con un tasso di conversione eccezionale.
  3. 17 cantine argentine figurano nella classifica delle 50 migliori al mondo, il 34% del totale.
  4. Mendoza rappresenta il modello di integrazione tra vino e turismo, riconosciuta da Michelin nel 2023.
  5. Ogni 1,72 visite si traduce in una bottiglia venduta, dimostrando l’efficacia del sistema di accoglienza.