L’Unione italiana vini sollecita il Governo italiano a sostenere l’accordo Ue-Mercosur, evidenziando le opportunità per il settore vitivinicolo. L’intesa prevede l’abbattimento dei dazi in otto anni e la tutela delle indicazioni geografiche, aprendo un mercato di 250 milioni di consumatori. Oggi il 60% dell’export italiano si concentra su cinque mercati, rendendo necessaria una diversificazione.

“Per il settore vitivinicolo, l’accordo Ue-Mercosur rappresenta un passaggio di particolare interesse nel quadro delle necessarie garanzie a tutela dell’agricoltura europea. Pur prevedendo l’abbattimento dei dazi nell’arco di otto anni, l’intesa potrebbe contribuire ad ampliare gli sbocchi commerciali in un contesto in cui l’export italiano resta fortemente concentrato: oggi circa il 60% delle vendite all’estero di vino si concentra su cinque mercati, un livello di dipendenza che rende le imprese più esposte a oscillazioni o criticità del quadro internazionale.

L’accordo prevede inoltre la riduzione di molte barriere non tariffarie, oltre al riconoscimento e alla tutela delle indicazioni geografiche europee. In questa prospettiva, l’Unione europea ha l’opportunità di diversificare i propri mercati di riferimento; per questo si invita a proseguire il confronto diplomatico in modo da arrivare a una conclusione dell’accordo con tempi e modalità equilibrati per entrambe le parti”. È, in sintesi, quanto riportato nella recente lettera inviata dall’Unione italiana vini (Uiv), firmata dal presidente Lamberto Frescobaldi, al presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai ministri degli Affari esteri e dell’Agricoltura, Antonio Tajani e Francesco Lollobrigida.

Secondo la lettera, l’apertura di un mercato di oltre 250 milioni di consumatori potrebbe sostenere la crescita del settore e favorire la presenza su nuovi mercati in una fase in cui alcune destinazioni tradizionalmente solide risultano in rallentamento o più incerte. Per ragioni storiche e culturali, l’area sudamericana viene indicata come un contesto potenzialmente ricettivo per i vini europei e italiani. Oggi, ad esempio, i vini europei destinati al Brasile subiscono rincari fino al 27% per i vini fermi e al 35% per gli spumanti per effetto dei dazi all’importazione: una loro riduzione o eliminazione potrebbe migliorare in modo diretto la competitività delle aziende.


Punti chiave

  1. Concentrazione export: il 60% delle vendite estere di vino italiano si concentra su cinque mercati, esponendo le imprese a rischi geopolitici ed economici.
  2. Abbattimento dazi graduale: l’accordo prevede la riduzione dei dazi doganali nell’arco di otto anni per vini fermi e spumanti verso il Mercosur.
  3. Accesso a 250 milioni di consumatori: il mercato sudamericano offre nuove opportunità in una fase di rallentamento dei mercati tradizionali europei.
  4. Tutela Indicazioni Geografiche: l’intesa garantisce il riconoscimento e la protezione delle Ig europee, rafforzando la qualità distintiva dei vini italiani.
  5. Riduzione barriere non tariffarie: oltre ai dazi, l’accordo elimina ostacoli burocratici che oggi penalizzano la competitività delle aziende vitivinicole.