Il ghiacciaio Perito Moreno, uno dei pochi al mondo che avanza nonostante il cambiamento climatico, offre preziose metafore per il settore vitivinicolo. Crescere mentre si collassa, gestire equilibri instabili, dialogare con l’ambiente esterno e comunicare la propria bellezza: lezioni di resilienza naturale applicabili a un’industria in continua trasformazione.
Ogni viaggio che faccio è, prima ancora che una scoperta geografica, un esercizio di ascolto. Nei nostri Wine Tour in giro per il mondo mi lascio spesso ispirare dagli animali per capire cosa il mondo del vino può apprendere dai loro comportamenti: dai cani di Kathmandu ai gatti di Mumbai, fino ai canguri australiani.
In Argentina, però, l’ispirazione non è arrivata da un animale, ma da qualcosa di apparentemente immobile e silenzioso: il Ghiacciaio Perito Moreno.
Di silenzioso, in realtà, questo ghiacciaio ha ben poco. Scricchiola, tuona, collassa. Ogni giorno. Eppure, nonostante questi continui crolli, avanza. Cresce. Circa due metri al giorno. È uno dei pochissimi ghiacciai al mondo che non arretra, che non sembra temere il cambiamento climatico, ma che anzi vive in un equilibrio dinamico e potente. Una lezione impressionante di resilienza naturale.
Crescere mentre si collassa
La prima, grande metafora per il mondo del vino è proprio questa: il Perito Moreno collassa quotidianamente, ma non regredisce. Si rompe, si frantuma, perde pezzi enormi… e continua ad avanzare.
Nel vino, spesso, viviamo i momenti di crisi come fallimenti: cambiamenti nei consumi, nuove generazioni, mercati che si trasformano. Il ghiacciaio ci insegna che il collasso non è necessariamente una sconfitta. Può essere parte del movimento, del processo di crescita. A patto di avere una struttura solida e una direzione chiara.
La forza dell’equilibrio instabile
Il Perito Moreno vive in un equilibrio precario e affascinante. Blocca il Lago Argentino, crea una diga naturale, lascia che l’acqua salga fino a livelli impressionanti… finché la pressione diventa insostenibile e tutto cede nella celebre ruptura.
Anche il vino vive di equilibri instabili: tradizione e innovazione, territorio e mercato, identità e adattamento. Illudersi di una stabilità immobile è pericoloso. Il successo sta nel saper gestire la pressione, accettare che prima o poi qualcosa debba rompersi per permettere all’energia di fluire di nuovo.
Relazione profonda con l’habitat
Il Perito Moreno non esiste da solo. Il suo successo è legato alla straordinaria Patagonia e, soprattutto, alla relazione intima con il Lago Argentino. È l’acqua, quel cuscino invisibile alla sua base, che gli permette di muoversi, avanzare, trasformarsi.
È un messaggio chiarissimo per il mondo del vino: non possiamo chiuderci in noi stessi. Un vino vive e cresce solo se dialoga con il proprio habitat umano, culturale e sociale. Con i consumatori di oggi, ma anche – e soprattutto – con quelli di domani. Ignorare l’esterno significa perdere il movimento.
Farsi ammirare non è un peccato
C’è poi un’altra verità, spesso sottovalutata: il Perito Moreno è anche un grande spettacolo. È accessibile, visibile, raccontabile. Le passerelle permettono di osservarlo, di ascoltarlo, di restarne affascinati.
La sua grandezza non è solo naturale, ma anche comunicativa. Ci ricorda che la bellezza, se non viene mostrata, resta invisibile. Nel vino, la qualità è fondamentale, ma non basta: serve saperla raccontare, renderla comprensibile, emozionante, memorabile.
Il colore blu della profondità
Quel blu intenso del ghiaccio, nato dalla compressione e dal tempo, è forse la metafora più poetica. Non è superficie, è profondità. È il risultato di una pressione costante e di una lunga attesa.
Così sono i grandi vini: non urlano, non cercano scorciatoie, ma costruiscono valore nel tempo. Accettano la pressione del mercato e della storia, trasformandola in identità.
Una lezione per il futuro
Il ghiacciaio Perito Moreno ci insegna che si può avanzare anche in tempi difficili, che il cambiamento non va temuto ma governato, che il dialogo con l’ambiente esterno è vitale e che la comunicazione è parte integrante del successo.
Se il mondo del vino saprà imparare da questa lezione di ghiaccio e movimento, potrà continuare a crescere. Anche mentre, inevitabilmente, qualcosa ogni tanto crolla.
Punti chiave
- Il collasso non è sconfitta: il Perito Moreno perde pezzi ma avanza due metri al giorno, insegnando che le crisi possono essere parte della crescita.
- Equilibri instabili sono naturali: tradizione e innovazione, territorio e mercato richiedono gestione dinamica della pressione, non stabilità immobile.
- Dialogo con l’habitat è vitale: come il ghiacciaio con il Lago Argentino, il vino deve relazionarsi con consumatori e contesto culturale.
- Comunicare la bellezza è essenziale: la qualità non basta, serve renderla visibile, raccontabile ed emozionante come le passerelle del ghiacciaio.
- Profondità costruita nel tempo: il blu intenso nasce da pressione e attesa, come i grandi vini che trasformano le sfide in identità.












































