Il Consorzio di tutela del Soave approva le nuove misure del “Progetto Identità Soave”: dalla vendemmia 2026, ogni produttore dovrà ridurre del 50% la superficie vitata rivendicabile a DOC e contenere le rese. L’obiettivo è allineare domanda e offerta, aumentare la redditività dei vigneti e rafforzare l’identità del bianco veronese sui mercati.
Il “Progetto Identità Soave”, l’insieme di buone pratiche lanciato due anni fa per rendere la denominazione del bianco veronese più tonica e competitiva rispetto ai mercati, entra ora in una nuova fase con un insieme di misure di gestione della DOC approvato ad ampissima maggioranza nel corso dell’ultima Assemblea del Consorzio di tutela, recentemente tenutasi alla Casa del Vino di Soave.
Forti dei buoni risultati raccolti ad inizio anno, con una denominazione che ha registrato un +3% dell’imbottigliato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente – dato che va a premiare le scelte perseguite negli ultimi 24 mesi – le nuove misure che entreranno in vigore già con la vendemmia 2026 mirano a rendere la DOC Soave ancora più responsiva nei confronti delle attuali tendenze di mercato, puntando alla valorizzazione delle produzioni e ad una crescente attenzione rispetto alla tematica della redditività dei vigneti.
Con l’introduzione di queste buone pratiche, nell’ambito del progetto “Identità Soave” ogni singolo produttore sarà chiamato a scelte preventive, sulla base di una ben definita specializzazione aziendale: in questo modo ogni viticoltore diventerà protagonista determinante per il miglioramento complessivo delle produzioni. I viticoltori, infatti, dovranno gestire il vigneto programmando e decidendo fin da subito quali saranno le parcelle più vocate da destinare alla produzione di DOC Soave e quali invece quelle da destinare ad altre produzioni.
Nello specifico, le nuove misure di gestione, che andranno a regolamentare le prossime 3 vendemmie, prevedono, per ciascun produttore, un taglio del 50% della propria superficie vitata potenzialmente rivendicabile a DOC ed una contestuale riduzione delle rese produttive.
La volontà è quella di perseguire con energia un costante allineamento tra domanda ed offerta dando al mercato il giusto quantitativo garantendo equilibrio e stabilità, elementi, questi, imprescindibili per sorreggere ogni progetto di valorizzazione del prodotto.
La riduzione del 50% della superficie vitata potenzialmente rivendicabile a DOC rappresenta, tra tutte, la misura più significativa sia per l’effetto che punta a raggiungere, sia perché tale scelta è il frutto di una politica di gestione della DOC ampiamente condivisa all’interno della base sociale.
Grande appoggio anche da parte della Regione del Veneto per la quale la DOC Soave rimane asset strategico di fondamentale importanza.
“È necessario un attento governo della denominazione perché è simbolo di garanzia e qualità – evidenzia Cristian Ridolfi, presidente del Consorzio di tutela –. Le nuove misure di gestione della denominazione, approvate nel corso dell’ultima assemblea sono la naturale evoluzione di un percorso che punta a rendere la nostra denominazione più tonica e virtuosa, rispetto alla legge aurea della domanda e dell’offerta. Nel medio-lungo periodo ne beneficeranno sia i produttori, che vedranno premiato il loro lavoro, sia i consumatori, che si troveranno nei calici un vino Soave fortemente identitario. Siamo infine consapevoli che oggi le tendenze di mercato premiano sempre di più vini bianchi, freschi e dal moderato contenuto alcolico e che per tale ragione, il Soave ha carte importanti da giocarsi proprio in questo momento”.
Punti chiave
- Taglio del 50% delle superfici rivendicabili a DOC Soave per ciascun produttore, a partire dalla vendemmia 2026.
- Riduzione delle rese produttive contestuale al taglio superfici, per migliorare qualità e valorizzazione del vino.
- Ogni viticoltore sceglie in anticipo quali parcelle destinare alla DOC Soave e quali ad altre produzioni.
- La denominazione cresce: +3% dell’imbottigliato nei primi mesi del 2026 rispetto all’anno precedente.
- Il mercato premia i bianchi freschi a moderato contenuto alcolico: il Soave punta su questo trend favorevole.













































