Il Metaverso, il nuovo universo virtuale e flessibile dove costruire alternative rispetto alle esperienze tradizionali, sta entrando velocemente anche nel mondo dell’ospitalità. Ma quanto l’alternativa in pixel e byte potrebbe servire al nostro enoturismo? E l’esperienza virtuale, sarà compatibile con la Wine Experience?
La parola Metaverso appare per la prima volta nel romanzo Snow Crash del 1992 dove l’autore e inventore del termine, Neal Stephenson, immagina un modo digitale alternativo. Il termine nato nel mondo cyberpunk, oggi alla ribalta perché utilizzato dalla piattaforma Facebook, è un concetto piuttosto difficile da definire. Lo riassumiamo brevemente indicandolo come un insieme di mondi reali e virtuali interconnessi. La figura di connessione è l’avatar. Siamo, ad esempio, nel Metaverso quando facciamo una video call, quando partecipiamo a un webinar, quando navighiamo in realtà come Decentraland o Sandbox.
La corsa al Metaverso riguarda un po’ tutti i settori; non è da meno, come dicevamo, anche quello del food&beverage con prodotti che nella nostra quotidianità crediamo abbiamo il giusto apprezzamento nel mondo reale. Se molte case produttrici di food&beverage come ad esempio la Heineken, giocano a coinvolgere e divertire lanciando con ironia anche una birra virtuale, la Heineken Silver, ricordando però che non c’è niente di meglio che gustarsi una birra fresca nel mondo reale, a Singapore hotel e brand dell’ospitalità stanno dando vita a un nuovo turismo del futuro.
In un articolo, Wunderman Thompson segnala che proprio in questi giorni Millennium Hotels ha aperto il primo hotel virtuale nel Metaverso. “Mentre guardiamo al futuro, dobbiamo pensare oltre al tradizionale modello di ospitalità e coinvolgere i nostri ospiti in nuove esperienze”, ha affermato Kwek Leng Beng, Presidente Esecutivo di Millennium & Copthorne Hotels Limited. “Speriamo di ridefinire l’ospitalità attraverso Decentraland, avamposto virtuale dove creare avventure online che si integrino con eventi della vita reale”.
Il settore dell’ospitalità si avvantaggia della realtà virtuale offrendo un’esperienza parallela interattiva con i clienti. L’hotel nel Metaverso è uno dei modi più importanti in cui il settore sta facendo il salto nel futuro. Ma in che modo? Fornendo tour in realtà virtuale che grazie agli avatar esplorino l’offerta, consentendo agli ospiti di avere poi un’idea precisa su cosa aspettarsi. Ma non solo. Gli hotel virtuali secondo CitizenM possono diventare luogo in cui lavorare, dormire e giocare.
Se il Metaverso promette di alzare il livello dei nostri legami con la realtà, facendo presagire grandi cambiamenti in ogni ambito, dallo shopping alla vendita al dettaglio fino alla socializzazione, allora sarebbe utile immaginarlo anche per il nostro settore enoturistico. Integrando l’ambito fisico e digitale possiamo infatti superare i limiti geografici, visualizzare vigneti e territorio, trasmettere una degustazione, un convegno, oppure la presentazione di un vino. Un mondo possibile; se veramente utile ancora è tutto da scoprire.
Nel frattempo, almeno per la Wine Experience, è meglio un calice di vino nel mondo reale, come ha sottolineato anche Heineken.












































