Lo shopping online è letteralmente esploso in Cina. E lo conferma il recente record battuto dal portale cinese più conosciuto per gli acquisti digitali: Alibaba, il gigante dell’e-commerce, ha superato le migliori aspettative nel Singles’ Day, la giornata creata in antitesi a San Valentino per celebrare coloro che non hanno ancora trovato l’anima gemella.
Quanto sono stati disposti a spendere i single asiatici per celebrare la loro giornata? Cifre da record: 38.4 miliardi di dollari in 24 ore, vendendo in un solo giorno più della metà di quello che vende Amazon in un quarto di anno e superando il massimo storico dello scorso anno del 26%.
Questo è stato il primo 11/11 di Alibaba senza il fondatore Jack Ma al timone – dal momento che l’uomo più ricco della Cina si è dimesso dalla sua carica di presidente a settembre – ma ciò non ha impedito al colosso dell’e-commerce di registrare lo stesso vendite record, guidato dal nuovo presidente esecutivo Daniel Zhang dall’inizio dell’anno.
Secondo i numeri registrati, il Singles’ Day è ad oggi il più grande evento di vendita online del mondo e le vendite totali dell’anno scorso hanno superato le vendite del Black Friday e del Cyber Monday messe insieme. Prima dell’evento, non è mancata qualche preoccupazione che i consumatori cinesi potessero essere riluttanti ad acquistare marchi statunitensi a causa delle tensioni tra i Paesi. Sappiamo bene che le due maggiori economie del mondo hanno combattuto una guerra commerciale che ha visto entrambe le parti imporre tariffe sui beni reciproci di miliardi di dollari. Nonostante le premesse, le preoccupazioni che la guerra commerciale USA-Cina potesse portare a un boicottaggio dei marchi americani da parte dei consumatori cinesi non sono state però confermate: gli Stati Uniti sono arrivati secondi in termini di vendite all’ingrosso, con gioielli e abbigliamento le categorie più popolari. Dunque ad oggi non ci sono prove che ci sia un calo del sentiment per i marchi statunitensi da parte dei cinesi.
Nel corso degli anni, Alibaba è cresciuta da un mercato online a un gigante dell’e-commerce con interessi che vanno dai servizi finanziari all’intelligenza artificiale.
La società, una delle più grandi della Cina, è ora valutata a 480 miliardi di dollari, secondo Forbes, anche se le sue azioni non stanno andando così positivamente in borsa dal momento che il titolo è sceso dell’1,1% in settimana, in parte grazie al rallentamento delle vendite anno su anno.
Nonostante lo storico delle quotazioni finanziarie, è palese che il canale e-commerce stia invadendo il mercato degli acquisti in Cina come uno tzunami quasi annunciato.
Sarà questa tendenza idonea al mercato del vino? Sarà il vino un prodotto investito da questa onda lunga? Non possiamo non chiedercelo o quanto meno non considerare questa tendenza.












































