A Venezia, lo scorso 14 ottobre si è svolto il primo convengo internazionale dedicato al Pinot Grigio, organizzato dal Consorzio delle Venezie DOC, il maggiore consorzio italiano per estensione territoriale; un momento di confronto sulla denominazione e sui valori del vino bianco fermo più venduto al mondo.
Numerosi gli interventi da parte di operatori italiani ed esteri, chiamati a fare il punto sul presente e sul possibile sviluppo per questo vino di successo. Tra le diverse testimonianze, vogliamo riportare quella di Emma Dawson MW (buyer Berkmann Wine Cellars, Londra), che ha descritto il mercato inglese, e Christy Canterbury MW (giornalista di New York), per il quello americano, due Paesi rilevanti per la Doc delle Venezie, che congiuntamente valgono il 64% dell’export.

In Inghilterra si sta vivendo un momento di grande incertezza dovuta alla Brexit e questo crea instabilità sui mercati. Altre variabili che influiscono sono le differenze tra nord e sud all’interno del Paese, la capacità di spesa diversamente distribuita in città o fuori, tensioni politiche, la sensibilità delle persone agli aspetti climatici. Si registra un calo dei consumi, anche in Inghilterra si beve meno ma meglio, e il crollo dei ristoranti di fascia media, mentre aumentano i valori dei ristoranti di fascia alta, in particolare a Londra, e c’è un ritorno dei winebar. Tutti questi fattori influenzano decisamente il mondo del vino.
Emma Dawson, professionista con esperienze da Mark and Spencer, una delle principali catene sul mercato inglese, recentemente assunta come “senior wine buyer” da Berkmann Wine Cellars, distributore top nel Regno Unito, ha sottoposto alla forza vendita di 65 commerciali, un indagine per approfondire meglio il consumo di Pinot Grigio. Quello che emerge è la necessità di trovare uno stile del vino preciso, che può fare la differenza; le persone si aspettano un gusto vivace, fruttato, ma la leva del prezzo è ancora essenziale, soprattutto al nord del Paese. I consumatori ancora non riconoscono la denominazione ma le scelte vengono principalmente mosse dal prezzo o dal brand delle aziende che storicamente hanno lavorato sul mercato con un posizionamento premium. In sostanza c’è ancora lavoro da fare per essere facilmente riconoscibili.

Quali suggerimenti ci ha lasciato per vendere Pinot Grigio in Gran Bretagna?
Sicuramente lavorare sull’awarness della varietà, facendo leva su uno stile preciso e sulla qualità, non utilizzarlo come un vino economico per generare vendite immediate, ma cercare un posizionamento medio. Poi raccontare meglio il prodotto e la denominazione, sfruttare la sempre maggiore attenzione al biologico e alla sostenibilità anche nel packaging, per trasmettere uno “stile italiano” del Pinot Grigio creando interesse nei consumatori.

Oltreoceano, gli Stati Uniti rappresentano il mercato più grande per il vino e il secondo principale importatore di vini italiani, un Paese che ama molto il Pinot Grigio e che vale il 37% dell’export per la Doc delle Venezie. Christy Canterbury, Master of Wine USA e giornalista, ha descritto uno scenario positivo per questa varietà, che è molto conosciuta ed apprezzata dai consumatori.
Il Pinot Grigio è considerato infatti un vino piacevole, facile da bere e da abbinare, accessibile, interessante per il consumo quotidiano, con una qualità costante, diverso dallo chardonnay che comunque al momento rappresenta la tipologia più consumata, pari ad un 40% rispetto al Pinot che è al 34% (dati 2018, ma al 14% nel 2000 registrando quindi una crescita esponenziale). Molto apprezzato dalle donne, negli Usa è identificato come un “confort wine”.
Il Pinot Grigio è un’uva molto versatile, che permette di avere prodotti diversi e che può rispondere ai gusti dei consumatori anche più giovani, che dimostrano interesse verso packaging accattivanti e alternativi, e per i grandi formati, sempre con un eccellente rapporto qualità/prezzo.

Quali sono i suggerimenti per crescere sul mercato americano?
Saper trasmettere la nostra storia, le radici, l’eredità del patrimonio italiano, quanto noi italiani siamo specialisti nella produzione di questo vino a livello mondiale.
Farlo diventare un cavallo di battaglia tra i vini che vendiamo, valorizzarlo meglio all’interno della gamma di prodotti e prestare attenzione al fattore moda. Infine anche l’aspetto visivo vuole la sua parte e i consumatori americani sembrano premiare le aziende che percorrono questa strada.

Molti gli spunti e le riflessioni su cui lavorare per migliorare il posizionamento del Pinot Grigio italiano, obiettivo primario del Consorzio, per offrire un prodotto unico, che sappia trasmettere una forte identità territoriale.