Il premio Apollonio è diventato, attraverso ormai le sue ben 15 edizioni, uno dei maggiori eventi culturali organizzati da un’azienda vitivinicola.
Ormai è da alcuni anni che partecipiamo a questa iniziativa nella suggestiva cornice del Chiostro del Rettorato dell’Università del Salento e di anno in anno il Premio si arricchisce di valori grazie anche all’ottima direzione artistica del pluritalentuoso Neri Marcoré.
Doveroso quindi complimentarsi ancora una volta con Massimiliano e Marcello Apollonio che raccogliendo alcuni anni fa il testimone lasciato dal padre, hanno proseguito nell’organizzazione di un evento di altissimo livello.
Dopo il riconoscimento andato lo scorso anno alla due volte premio Oscar, Helen Mirren, era difficile immaginare che si potesse rimanere a livelli così alti in termini di personalità premiate.
E invece quest’anno l’azienda salentina ci ha stupiti ulteriormente riuscendo a portare a Lecce uno dei migliori attori a livello mondiale, John Turturro, per il quale basterebbe citare la straordinaria interpretazione di Primo Levi nel film “La Tregua” (nel 1997 con la regia di Francesco Rosi) per farne capire lo spessore.
Come è noto, il Premio Apollonio viene assegnato a personalità della cultura e dello spettacolo che a vari livelli danno visibilità e prestigio alla Puglia.
Turturro è stato scelto per le sue origini pugliesi, sempre evidenziate nelle interviste e dichiarazioni. Il padre, infatti, era originario di Giovinazzo (Bari) e, come ha riconosciuto nel suo intervento finale, ha avuto un ruolo molto importante nella crescita umana del bravo attore italo-americano.
Durante l’intervista con Marcoré, Turturro ha sottolineato come le sue origine italiane l’hanno sempre accompagnato nella sua attività artistica e non le ha mai volute rinnegare perché le considera elemento fondante della sua personalità “e anche del mio gesticolare decisamente italiano”.
“Anche dal punto di vista artistico ” ha evidenziato Turturro ” devo molto al cinema italiano e dai diciotto anni in su ho iniziato ad immergermi nei grandi registi italiani, da Antonioni a Fellini, da Rosi a Germi, Pontecorvo per arrivare a Nanni Moretti con cui ho realizzato un film a mio parere molto originale e interessante (Mia Madre del 2015 ndr)”.
“Se con Rosi erano sufficienti due o tre ciack al massimo ” ha detto scherzosamente Turturro ” con Moretti si arrivava anche oltre a 50 ciack”.
E alla domanda sulle differenze tra il cinema americano e quello italiano Turturro ha risposto in maniera ironica: “L’Italia ha attori, registi, scenografi, curatori della fotografia straordinari, forse se devo trovare qualche difetto è nell’organizzazione….”.
Turturro, infine, ha lasciato intendere che proprio la Puglia potrebbe essere a breve il set di un suo film: “Ho già qualcosa in mente ” ha detto Turturro, stimolando così un grande applauso da parte di un pubblico numerosissimo come sempre.
E adesso non ci resta che aspettare l’edizione 2020 e con l’asticella così alta facciamo fatica ad immaginare come i bravi e coraggiosi fratelli Apollonio saranno in grado di fare per stupirci ancora una volta.
Ma ci riusciranno, ne siamo certi.