Presidente, quella del Soave è una storia raccontata molte volte, una denominazione tra le più storicizzate, di grande successo nei mercati di tutto il mondo che oggi, ancora di più, racconta della sua forte identità. Che significato ha Soave Stories? 

Soave Stories nasce per fare il punto su dove siamo arrivati in questi 100 anni di storia fatti di sfide e di grandi successi. Abbiamo aperto la strada a nuovi mercati in Italia ma anche all’estero e questo lo attesta l’importante presenza di giornalisti e buyers stranieri presenti quest’oggi. Finalmente possiamo parlare in modo concreto di identità produttiva, raccontare nel calice la longevità della Garganega e del Trebbiano di Soave, di un preciso lavoro di zonazione, di paesaggio e di suoli vulcanici. 
Le vigne del Soave, nel 2018, sono diventate Patrimonio FAO. Quali i progetti sulla sostenibilità ambientale?
Siamo stati recentemente riconosciuti come Patrimonio Agricolo di Rilevanza Mondiale. Il terroir Soave comprende “una specificità di suolo, di topografia, di paesaggio, di biodiversità” che le famiglie, a contatto quotidianamente con queste nostre colline, traducono in grandi vini bianchi. In questi ultimi anni sono stati tanti i progetti innovativi che ci hanno condotto a una viticoltura moderna con un’attenzione particolare alla sostenibilità ambientale. Il clima sta profondamente cambiando così come il nostro modo di fare viticoltura. Molti produttori sono biodinamici e svolgono sistematicamente ricerca in vigneto e in cantina, perseguendo modelli virtuosi e sfide ambientali sempre più grandi. 
Oggi il Soave è una delle aree enologiche produttive tra le più dinamiche e lungimiranti in Italia. Cosa’è cambiato negli ultimi 10 anni?
Negli ultimi anni i produttori hanno radicalmente cambiato il modo di fare vino. La viticoltura, la gestione delle produzioni, il profilo stilistico attestano un grande slancio verso la massima qualità. Dopo i precedenti e improvvisi grandi successi seguiti da altrettanti repentini declini, oggi il Soave è ritornato a essere una denominazione importante sinonimo di artigianalità.
Le vigne storiche, le differenti 33 unità geografiche aggiuntive inserite nel disciplinare, le nuances dei nostri territori, l’affascinante uva Garganega fanno del Soave un paradigma per capire tutti i più tipici vini bianchi minerali italiani. Soave Stories è per noi occasione per comunicare i punti di forza tra i quali la longevità del Soave, un tema che personalmente mi è molto caro sia come produttore, sia come presidente del Consorzio. 
Cosa significa conoscere veramente il Soave?
Il nostro comprensorio, così come riconosciuto dalla FAO, è in senso globale il più sostenibile; caratterizzato da suoli vulcanici-basaltici e calcareo marini stratificati, offre trentatré differenti personalità di Garganega e Trebbiano di Soave. Oltre al terroir vi è lo stile produttivo di ciascun vignaiolo ma con un denominatore comune: vini di struttura e sapidità, una stimolante ricchezza di profumi, freschezza e longevità. 
All’interno di Soave Stories un ulteriore laboratorio, Soave Seven. In che cosa consiste?
Soave Seven ci permette di assaggiare il meglio della nostra produzione su diverse annate, dalla più recente fino a tornare indietro di almeno sette anni, in questo modo possiamo parlare con cognizione di causa di “durata nel tempo”. Il Consorzio ha affrontato questo tema sin dagli anni 2000, quando in pochi credevano in un consumo possibile del Soave a qualche anno dalla vendemmia. L’evoluzione dei vini bianchi come la terziarizzazione è un aspetto tra i più interessanti in campo enologico. Mettere il naso in un calice che sprigiona profumi esotici, pietra focaia, note di idrocarburi che spingono dalla balsamicità degli aghi di pino ai profumi delicatissimi di kerosene, rappresenta un ulteriore modo di raccontare il Soave, che come i grandi vini d’oltralpe, è capace di regalare continue emozioni.
Quali gli obiettivi futuri?
Siamo in un momento importante e decisivo, la terza generazione di vignaioli che si sta affacciando dimostra carattere e consapevolezza di saper fare. Alle spalle vantiamo la tradizione delle generazioni precedenti che hanno gettato le basi per un lavoro che, oggi, alla luce dei 100 anni di storia, ci permette di guardare al futuro parlando di longevità. Ci prefiggiamo inoltre un progetto ambizioso: riunire sotto un unico marchio collettivo i territori vulcanici italiani.