Ci sono molte aziende che non si arrendono alle difficoltà e che, grazie alla propria storia, e ad una buona dose di tenacia, riescono a rinascere, come una fenice, dalle proprie ceneri. Una di queste è Vigna Belvedere, un’azienda sui cui scegliamo di tenere un riflettore puntato, una realtà familiare che non si è arresa di fronte alle difficoltà del mercato, dimostrando che chi ha voglia di rinascita, può compiere il grande salto, reinventarsi partendo da radici storiche e sostenendosi con l’ambizione per il futuro.
Ci troviamo tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, due aree vitivinicole che favoriscono la nascita di prodotti di qualità, zone conosciute sui mercati mondiali, ma anche terreni di concorrenza con la moltitudine di aziende vitivinicole italiane.

Vigna Belvedere deve la sua storia all’appassionato lavoro di una famiglia di commercianti di legname e proprietari terrieri attivi nel nord-est d’Italia fin dal XV secolo e che all’inizio dell’800, decise di investire in diversi terreni e proprietà immobiliari nella pianura tra il Friuli Venezia Giulia ed il Veneto, al fine di facilitare il trasporto del legname dalle rigogliose foreste del Cadore alla laguna dell’antica Repubblica marinara di Venezia. Una tradizione, 18 ettari di vitigni storici, gran parte dei quali ancora oggi coltivati a seminativo, dove crescono anche varietà di Pinot grigio, Merlot, Chardonnay, Cabernet Sauvignon e Glera, la cui lavorazione porta al prodotto su cui l’azienda fonda la propria risalita ai mercati: il Prosecco.
L’azienda, dopo un’interruzione verso la fine degli anni ’80, si è reinventata a partire dal 2000, ristrutturando i vigneti nel 2002 e avviando la produzione di Prosecco DOC Extra Dry, Brut e Millesimato, di grande personalità. Ad oggi l’azienda porta avanti un minuzioso ed accurato lavoro in vigneto, con la scelta attenta dei prodotti utilizzati al fine di ridurre l’impatto sull’ambiente, che quest’anno porterà Vigna Belvedere ad avere la certificazione di sostenibilità ambientale SQNPI.

Fra i prodotti ci ha colpito, in particolare, Najma, un nome che porta con sé una storia da raccontare. Molti anni fa, un facoltoso amico italo americano della famiglia, capitò a Venezia e, conquistato dalle bellezze della città, decise di rimanervi ed imparare tutto il necessario per diventare un vero veneziano. Comprò uno splendido appartamento, si fece dei buoni amici ed acquistò una gondola, la dipinse di un blu acceso e cominciò a navigare con essa nella laguna. Un giorno, durante un viaggio di lavoro in Algeria, conobbe una splendida ragazza, la convinse a seguirlo e le donò una piccola imbarcazione a remi da usare come tender ed una barca, con la quale viaggiare insieme in giro per il mondo, due doni che portarono il nome della donna, Najma, e che l’uomo lasciò in regalo alla famiglia, una volta deciso di scoprire nuovi orizzonti.
Prosecco Najma si lascia ispirare da questo spirito d’avventura e di amore, e vuole immortalare con sé la storia dei due amanti, per lasciarla vivere nell’immaginario di chi degusta questo prodotto di terre veneziane.

Noi li abbiamo conosciuti durante Vinitaly, sono una famiglia, a casa e in cantina, che ha fatto delle esperienze al di fuori del mondo del vino, la propria forza: la mamma, Elisabetta Cichellero, CEO, interprete, agricoltrice, coordinatrice, la potenza trainante del team; il papà, grande amante del Prosecco, mediatore, attivo nella vendita e nella distribuzione; Massimo, l’uomo di scienza, il biologo molecolare e responsabile della comunicazione; Alessandra, “l’ambientalista”, lavora per una Fondazione olandese che si occupa di progetti di recupero ambientale su vasta scala in Paesi remoti. Nel suo tempo libero rappresenta e promuove il Prosecco in Olanda. Infine Andrea, il vero agricoltore e produttore. Lavora nel vigneto e controlla la produzione con la mamma. Molto attivo in azienda, è responsabile di tutta la logistica e consegne, e delle esportazioni nel Regno Unito, Paese nel quale ha compiuto i suoi studi. E parlando di mercati internazionali, stanno crescendo, vantano infatti diversi contatti in Canada, negli Stati Uniti a New York e in Virginia, in Svezia, in Spagna e, come anticipato, Regno Unito, con l’obiettivo di estendersi sempre di più, mentre ancora non sono presenti nei mercati asiatici.

Vigna Belvedere si conferma un’azienda di piccole dimensioni, ma con grande carattere e volenterosa di riprendere quanto interrotto negli anni ’80, un periodo storico decisamente diverso da quello che ospita i mercati di oggi, e cambiare, rinascere, crescere, con i tempi dovuti e soprattutto con i giusti investimenti, comunicando chi è realmente, con trasparenza, eleganza e l’adeguato amore per il proprio, potremmo dire “nuovo”, mestiere: quello di vignaioli.