È un esempio virtuoso di laboriosità, coesione e progettualità la cooperativa Cantine Settesoli, a Menfi, piccola cittadina a sud della Sicilia, una comunità di 2.000 soci viticoltori che, con passione e dedizione, coltivano un vigneto di oltre 6.000 ettari, il più grande d’Europa, narrando storie di passioni e di sapienza contadina, tramandata da generazione in generazione e tradotte in eccellenza produttiva, da sempre vocata alla viticolture di qualità.

C’era un pezzo di Sicilia nello stand Cantine Settesoli all’appena concluso Vinitaly, tra i calici di vini da varietà espressive del territorio d’origine, raccontando una Sicilia del vino nuova e diversa, ma sempre fedele a sé stessa, le etichette colorate ed i bei disegni di vigneti, le luminarie ed i fichi d’india impressi nello stand, ad evocare le atmosfere semplici e serene dei piccoli borghi, con le gioiose feste di paese del Sud per celebrare l’inizio della vendemmia.
Nell’occasione, la cooperativa ha presentato, in anteprima il progetto “Vini di Contrada” che, grazie al contributo dell’enologo Alberto Antonini e, poi, di Pedro Parra dal 2014 ha sintetizzato, in due prestigiose etichette, una lunga e complessa ricerca della migliore combinazione tra varietale e terroir, selezionando 75 ettari di vigneto dai 500 ettari Mandrarossa, con sperimentazioni e test di elettroconduttività. Ecco che da uve Grillo in purezza prodotte da un singolo vigneto in contrada Bertolino Soprano, il suolo calcareo regala al Bertolino Soprano, Bianco 2017 freschezza ed eleganza eccezionale, mentre da uve di Nero d’Avola in purezza di 2 vigneti, il suolo calcareo in Contrada Miccina dona a Terre del Sommacco Rosso 2016, mineralità, profumi intensi e carattere che il successivo affinamento in botti di rovere di Slavonia rende complesso nei profumi, con delicate note speziate, sentori di liquirizia e cioccolata. La presentazione ufficiale avverrà il prossimo 14 maggio a Milano, con un evento esclusivo.
Altro progetto in corso, molto importante è “Settesoli sostiene Selinunte”, il primo fundraising del vino che, di recente, ha vinto il prestigioso DMA Awards Italia 2019.
Di cosa si tratta? E’ un ambizioso progetto che mira a restituire al Parco Archeologico di Selinunte, vera Porta del Mediterraneo, il suo antico splendore che racchiude vino, cultura e turismo all’insegna del connubio Settesoli-Selinunte, spiega il Presidente di Cantine Settesoli, Dott. Giuseppe Bursi. L’azienda, circa due anni fa, con il sostegno del noto archeologo assessore regionale in Sicilia Sebastiano Tusa, purtroppo recentemente scomparso, ha deciso di contribuire alla valorizzazione del parco archeologico attraverso una raccolta fondi, allo stato chiusa, volta a migliorare uno tra i più antichi templi dell’acropoli, il Tempio C. Per circa due anni, nei supermercati di tutta Italia sono state vendute le bottiglie, con l’apposito logo “Settesoli sostiene Selinunte”, il Tempio C ed il nome del progetto, destinando, per ogni bottiglia di vino acquistata, 10 centesimi di euro a Selinunte, nonché una confezione speciale da due bottiglie per una donazione di un euro.
Con i primi 42.000 euro Cantine Settesoli è riuscita a realizzare l’illuminazione del Tempio C e sono in completamento i lavori per la passerella, un percorso pedonale che dalle mura orientali dell’acropoli condurrà allo stesso tempio, rendendone agevole l’accesso ai disabili. «Abbiamo portato a termine il primo intervento, l’illuminazione della cinta muraria – ha precisato il Presidente. L’imponente fortificazione sul mare, che per secoli ha difeso la città greca, adesso splende con una nuova luce anche di notte, supportando fattivamente la promozione turistica del parco archeologico più grande d’Europa».
Sebastiano Tusa, chiamato dai più intimi Nuccio, era uno studioso di fama internazionale, figlio d’arte (anche suo padre era un noto archeologo), che ha dato prestigio alla Sicilia e fatto la Storia dell’archeologia italiana. Sebbene nato a Palermo, era praticamente di casa a Selinunte, come ricordano gli abitanti di Marinella, che sorge sull’antica città greca.
Il terribile disastro aereo dello scorso 10 marzo nei cieli etìopi ha stroncato anche la vita del prof. Tusa, ma non il sogno di restituire alla Sicilia ed al mondo, lo splendore di un sito di grande pregio, sentinella del Mediterraneo, con un occhio verso il Nord Africa da un lato e l’altro verso l’Europa. 
Accanto al tempio, inoltre, è stato predisposto un piccolo vigneto sperimentale con diverse tipologie varietali, al fine di selezionare quelle più idonee in una possibile, futura quanto suggestiva, produzione vitivinicola monovarietale.
“Credo nello sviluppo agricolo e turistico del territorio, una grande opportunità di ricchezza per le nuove generazioni” ha continuato il Dott. Bursi. “Il vino Settesoli è ambasciatore del territorio in tutto il mondo ed è fiero di contribuire alla notorietà dei Templi di Selinunte e al loro restauro. Siamo fieri di essere riusciti a firmare un contratto in cui un privato aiuta lo Stato ed i Beni Culturali.”
E, mentre mi congedo, mi sovviene il ricordo dello splendido colpo d’occhio della costa menfitana dal mare, un fronte di oltre 20 km da Porto Palo fino al promontorio dell’Acropoli della colonia greca di Selinunte, tra vigneti di contrada Urra di Mare degradanti a circa 60 m.s.l.m. sulla sabbia, dune, scogli fino alla bellissima spiaggia Riserva delle Solette, scenari marini incantevoli, calette di roccia ed acque cristalline, per le quali Menfi è da anni insignita dell’ambito riconoscimento internazionale della Bandiera blu. Emozione pura.