Il mercato del vino italiano nella Grande distribuzione nel 2018 ha registrato una flessione, con volumi in calo (-3,8%), dovuti ad aumenti di prezzo (+7,4%) e valori in crescita (+3,4%); il trend dei primi due mesi del 2019 segna una ripresa che fa ben sperare.
Questi i primi dati che sono emersi durante la tavola rotonda sul mercato del vino nella Gdo, organizzato da Veronafiere in collaborazione con l’istituto di ricerca IRI, condotta da Luigi Rubinelli, Direttore di RetailWatch.it. 

I consumatori preferiscono i vini a denominazione, gli spumanti che crescono del 2,1% e aumenta l’interesse verso il biologico. Spiccano in positivo i vini della Puglia e del Lazio a discapito di Emilia Romagna e Sicilia; tra i vini “emergenti” con un maggior tasso di crescita ricordiamo il Lugana, vino bianco Doc prodotto tra le provincie di Verona e Brescia, che conquista il primo posto con un aumento a volume del 22,1% nel 2018 (e a valore del 24,2%), posizionandosi nella fascia di prezzo alta.

Crescono però anche i prezzi medi a scaffale (+6,5%), anche dovuti alla scarsa vendemmia del 2017, che hanno portato il consumatore a ridurre gli acquisti del 3,8%. Una seconda motivazione e chiave di lettura di questo fenomeno è sicuramente il processo di aumento del valore del vino, in corso da anni, che porta appunto ad un aumento dei prezzi e ad una diminuzione delle promozioni.

Il vino nella distribuzione moderna tedesca
Nel corso della tavola rotonda è stato toccato anche il tema del preoccupante calo di vendite di vino italiano nella Grande distribuzione tedesca, un mercato rilevante per l’Italia: – 2,8% in supermercati e ipermercati e addirittura -40% nei discount (dati Iri, a volume anno 2018).
“Si tratta di un calo generalizzato del mercato del vino in Germania” ha riferito Davide Mazzola, Responsabile Vini e Bevande di Metro Italia, nota azienda distributiva che ha sede in Germania “considerato che il 70% del vino viene venduto tra discount e supermercati. Ormai in Germania si tende a bere solo vino di qualità, e sempre meno a pasto. Dunque bisognerà spingere sui vini premium e sul mercato degli spumanti, molto apprezzati in Germania. E sui vini bio italiani considerati tra i migliori dai tedeschi che importano il 35% del vino bio prodotto in Italia”.

Molti spunti emersi quindi, in attesa di conferme sui numeri del primo quadrimestre che sicuramente saranno più indicativi dell’andamento del 2019.