Affidabilità, stabilità, prevedibilità. Da sempre queste sono le colonne che hanno reso il Canada uno tra i mercati vitivinicoli più attraenti al mondo, un piccolo e sicuro tempio del vino che si situa al terzo posto di importanza secondo la classifica di Wine Intelligence.
Negli ultimi anni, però, le colonne portanti del Canada hanno subìto qualche scossa dovuta a importanti cambiamenti: l’introduzione di prodotti commestibili a base di cannabis legale e le nuove politiche del governo dell’Ontario guidato da Doug Ford. Obiettivo di quest’ultimo? Decostruire la lunga storia di monopolio statale dell’alcool.
In realtà la piccola deregolamentazione iniziò quattro anni fa, sotto l’amministrazione di Kathleen Wynn, e toccò principalmente la vendita di birra. Oggi invece il piano di Ford coinvolge anche il vino con la volontà di situarlo in centinaia di supermarket, privati e stores di liquori in ogni parte della provincia. Per fare ciò è necessario cambiare alcuni accordi negoziati con l’industria dell’alcol al momento della deregolamentazione di Wynne nel 2015. Mentre il governo potrebbe scendere su questo percorso conflittuale, il risultato più prevedibile è una rinegoziazione con le principali imprese di alcolici e un rallentamento al ritmo di cambiamento, per consentire all’industria e ai dettaglianti di confrontarsi con un modello di vendita fondamentalmente diverso.
Delle due sfide la cannabis rappresenta l’accordo più rapido da raggiungere, ma forse su breve termine anche più intimidatorio. Il processo di depenalizzazione della cannabis da parte del governo federale continua, seguendo la tenue introduzione negli shop regolati dove dal 2018 si può comprare diverse varietà di erba da fumare. I cambiamenti più importanti potrebbero arrivare a partire da quest’anno, con l’arrivo nel mercato dei cosidetti cannabis edibles (infusi). In cosa consistono? Sono cibo e bevande infusi di THC, l’ingrediente psico attivo dell’erba, e CBD, il suo fratello maggiore non psico attivo. Molte società di alcool, inclusa AB Inbev e Constellation Brands, sono molto attenti alla crescita di questo mercato, ragione per cui investono sempre di più nello sviluppo di nuovi prodotti di questo settore.
Come verranno regolamentati i cannabis edibles?
La legge in Canada impedirà che le bevande a base di infusi di cannabis possano contenere alcool, quindi qualsiasi vino o birra alla marijuana farà parte della varietà non alcolica. Nulla toglie che i consumatori saranno liberi di mixare le due cose una volta comprate.
Al momento non si sono registrati evidenti effetti della cannabis legalizzata sul mercato vinicolo, sebbene un’analisi economica elementare suggerisce che sarà un valido sostituto dell’alcool nella categoria dei rilassanti. Oltre che per la birra, i commentatori dell’industria sono consapevoli che potrebbe essere una minaccia per la categoria di vini d’occasione per la cena. Al punto tale che, di fronte a una cena a lume di candela, si possa preferire un rilassante bicchiere di marijuana piuttosto che un calice di Chardonnay.













































