Sta per tornare l’appuntamento annuale con ProWein, il 17,18 e 19 marzo infatti saremo a Düsseldorf, per un confronto diretto con il mercato tedesco, per chiacchierare con operatori, produttori e figure chiave e scoprire sempre più a fondo le caratteristiche e le possibili evoluzioni di questo mercato europeo. Per prepararci al meglio alla kermesse, abbiamo deciso di fare un “ripasso” affidandoci ai, sempre fedeli, dati forniti da IWSR, che dipingono la Germania come un Paese in graduale evoluzione, da monitorare e sul quale non perdere terreno.
Cominciamo da una panoramica ed un po’ di background.
Nel 2022 in Germania vivranno circa 650.000 persone in meno, la categoria di persone più giovani diminuirà in numero, mentre crescerà di almeno un 3% in più quella degli over 50. Chiaramente, la diminuzione della popolazione ha un impatto piuttosto importante sul settore del food and beverage. Da aggiungere, l’attuale tendenza della società verso stili di vita più sani, secondo i quali aumenta la moderazione, in particolare nelle aree metropolitane, provocando una diminuzione del volume di alcool presente nel Paese. Come negli anni precedenti, le categorie più voluminose e meno prestigiose, come il vino da tavola, la birra tradizionale e gli alcolici tradizionali saranno quelle a risentire maggiormente l’impatto dovuto al cambiamento della popolazione della popolazione.
Liquori e birra artigianali stanno cavalcando un’ondata di popolarità, che si prevede non cambi molto nei prossimi anni, considerando la continua entrata di brand nel mercato e i grandi investimenti fatti dai produttori.
È in particolare negli ultimi due decenni che il mercato tedesco dell’alcool si è diversificato notevolmente, con l’avvento e lo sviluppo dell’e-commerce, e si prevede che questo processo continui. Il consumo in generale si sta lentamente riconfigurando verso prodotti “premium”, che cresceranno, considerando che anche la prosperità economica dei cittadini si prevede cresca ancora.
Molte abitudini di consumo, profondamente radicate, richiederanno ancora del tempo per cambiare, fra queste si registra l’abitudine ad andare a caccia di offerte, o la popolarità della birra in molti contesti culturali tedeschi.
Passiamo a guardare il vino, dal punto di vista della categoria.
Per quanto riguarda i vini fermi, la produzione locale si sta via via rinforzando, se nel 2015 il volume di vino importato si registrava sui 130.1 milioni in casse da nove litri, e il locale a 96.8 milioni, nel 2018 è arrivato a 123.4 milioni per l’importato e 98.0 milioni per la produzione locale. Nel 2022 le previsioni registrano un ulteriore diminuzione dell’importato e aumento del locale, 119.6 milioni in casse da love litri per il primo e ben 98.5 milioni per il secondo. Come scritto nei paragrafi iniziali, diminuisce leggermente il consumo pro capite, dagli attuali 30.0 litri pro capite del 2019, si scenderà di 5 punti a 29.5 milioni con il 2022.
Il rosé occupa una percentuale piuttosto ridotta nel Paese, nel 2018 sono stati registrati 19.5 milioni in casse da nove litri di volume, che si prevede scenda a 19.0 milioni nel 2022. Bianchi e Rossi convergono invece verso un punto centrale, aumentano i primi, e diminuiscono i secondi, raggiungendosi al centro, dove nel 2022 occuperanno i circa 100.5 milioni in casse da nove litri ciascuno. Sebbene il vino importato perda un po’ di terreno, l’Italia è il maggior importatore, davanti a Spagna e Francia. Sempre come anticipato nelle righe precedenti, cresce il vino di categoria “premium”, pochissimo spazio ai “super premium”, che tenderanno a diminuire con un CAGR quinquennale 2017-2022 del -0.7%, moderato il consumo di vino dal prezzo standard e, invece, grandissimo lo spazio occupato dal vino a prezzo più basso.
Differenti i movimenti registrati e previsti per la categoria sparkling nel mercato tedesco. La produzione locale occupa uno spazio più ampio rispetto al vino importato, anche se quest’ultimo sta guadagnando terreno durante questi ultimi due anni e così si prevede continui a fare fino al 2022. Nel 2018 è stato calcolato un volume di produzione locale di 33.4 milioni in casse da nove litri ed un volume di vino importato di 11.1 milioni. Nel 2022 si prevede che la produzione locale scenda a 31.4 milioni mentre il vino importato cresca a 11.2 milioni. In diminuzione il consumo pro capite, che scende dai 6.0 litri per adulto del 2018 a 5.8 nel 2022. Prosecco occupa quote più importanti rispetto allo Champagne e se la batte bene con il cugino spagnolo Cava. Qui, l’importatore maggiore resta sempre l’Italia, anche se le quote previste per il 2022 sono più basse ed il CAGR quinquennale è negativo al -2.9%, il prezzo più scelto è quello dei vini appartenenti alla categoria “standard”, al secondo posto quelli dal prezzo più basso, in diminuzione nel 2022 a favore delle categorie “premium” e “super premium”.
Questo ProWein, sarà sicuramente un’occasione per apprendere più da vicino le caratteristiche del mercato tedesco, cercheremo conferma a questi dati, esperienze dirette e racconti da parte dei produttori, perciò restate sintonizzati e seguiteci!













































