Tra i mercati asiatici più in espansione degli ultimi anni, il Vietnam si sta dimostrando una possibile meta del vicino futuro per i vini italiani. I dati parlano chiaro con l’off-trade previsto in decisa crescita dai 2,7 milioni di litri venduti nel 2014 ai probabili 4 milioni nel 2019 e con l’on-trade che conta attuali 7,6 milioni di vendite di vini da uve (bollicine incluse), ma in previsione potranno superare quota 13 milioni a fine decennio.
Per approfondire meglio in mercato vietnamita abbiamo intervistato uno tra i più influenti sommelier del Paese Alex Thinh, head sommelier della società d’importazione Da Loc Wines, che ha introdotto i vini italiani nel mondo degli hotel e ristoranti di lusso da più di 10 anni.
Con Alex abbiamo avviato una collaborazione per il prossimo tour in Vietnam dove siamo partner di Unexpected Italian dal 2 al 4 ottobre 2018.
Vietnam: una promessa per il futuro del vino in Asia. Perchè?
Il Vietnam è uno dei Paesi asiatici con il maggiore consumo di bevande alcoliche, specialmente la birra e gli spirits locali (https://www.straitstimes.com/asia/south-asia/which-asian-country-drinks-the-most). Grazie alla crescita economica e ai trend di consumo attuali il numero di persone che consuma vino sta sensibilmente aumentando. Considerando che questo Paese ha una popolazione di più di 90 milioni di abitanti, il Vietnam diventa chiaramente un mercato potenziale nel prossimo futuro su cui riporre attenzione.
Qual è l’approccio del consumatore vietnamita rispetto al vino in generale?
I vietnamiti hanno iniziato a bere vino grazie all’approccio alla cultura occidentale, accogliendo ospiti stranieri o degustando una cena in un ristorante di lusso o durante i party dove le persone bevono vino. Oggi gli importatori di vino condividono le loro conoscenza con i consumatori e ciò ha reso la popolarità di questo prodotto estremamente in crescita.
E l’approccio ai vini italiani?
I vietnamiti hanno delle preferenze di gusto e palato che li hanno portati ad approcciare al vino attraverso i vini dolci o i vini di corpo con un alto contenuto alcolico, ma con un tocco di dolcezza o sentori di frutta cotta o passita. Per questo i vini rossi prodotti con il metodo dell’appassimento sono tra i loro preferiti. Per questo motivo al momento le preferenze sono molto limitate a determinati tipi di vino, anche se stanno iniziando a conoscere anche il Prosecco, il Chianti, il Brunello, l’Amarone.
Che tipo di strategie o azioni raccomanda ad un produttore che vuole approcciare il mercato vietnamita?
Il Vietnam è un mercato ancora giovane e necessita di essere orientato.
Per prima cosa, è necessario condividere informazioni sui vini e orientare questa conoscenza partendo dai prodotti italiani tipici. In secondo luogo, è importante prendere consapevolezza che saranno necessarie azioni di marketing a lungo termine e regolari attraverso l’organizzazione di eventi, wine tasting, cene o seminari, waste class e magari lanciare una Italian Wine Competition tra i sommelier vietnamiti.
Cibo vietnamita e vino italiano: un abbinamento che funziona?












































