Castelli del Grevepesa ha sottoscritto nel mese di novembre un accordo di collaborazione e integrazione con Cantina dei Colli Fiorentini, destinato a creare importanti ricadute positive nel sistema vitivinicolo chiantigiano.

“La nostra cantina – ha dichiarato Alessandro Cardini, Direttore Generale della Castelli del Grevepesa –  è tra i maggiori produttori ed imbottigliatori di vino del Chianti Classico ed è complementare per prodotto e business commerciale con la Cooperativa Colli Fiorentini”, dimensionalmente il principale produttore di Chianti docg.
La solidità del progetto si basa sulla forza dei due attori, che rappresentano, ciascuno nella propria denominazione, una realtà di riferimento in un territorio che catalizza l’interesse enologico mondiale. Il fatturato di Castelli del Grevepesa è generato da una produzione in  bottiglia con marchi noti quali Castelgreve, Clemente VII, Castello di Bibbione e UnioBio, quest’ultimo frutto della sinergia nel biologico con la Vecchia Cantina di Montepulciano. Colli Fiorentini ha un’importante produzione di sfuso: unire le forze può permettere di sviluppare nuovi prodotti utilizzando brand più conosciuti.

L’integrazione operativa e commerciale permetterà di generare economie nelle iniziative di promozione, realizzare investimenti comuni per fiere nazionali e internazionali e altri eventi, come l’organizzazione comune di manifestazioni in collaborazione: la realizzazione di stand unici ed altri investimenti promozionali andrà a diretto beneficio dell’economicità delle cooperative e, in ultima analisi, a vantaggio dei loro soci.

Si attendono economie di costo anche sul fronte produttivo, grazie all’armonizzazione dei costi della fase di imbottigliamento e di confezionamento, grazie alla standardizzazione di bottiglie, cartoni, tappi e tutto ciò che riguarda il materiale secco.

Dal lato dei ricavi ci si attende un incremento delle uve raccolte e quindi delle quantità vendute, con un’incidenza minore dei costi generali.
A beneficiare dell’aggregazione sarà anche la varietà dei vini prodotti, con possibilità di sviluppare etichette su tipologie al momento non presenti nella gamma di Castelli del Grevepesa: parliamo di vini bianchi, bollicine e igt monocultivar.

L’ampliamento della gamma, l’incremento delle dimensioni produttive e le sensibili economie di costo permetteranno di mettere a punto nuove strategie di distribuzione ed in particolare di potenziamento dei canali di vendita sia domestici che internazionali.
La sinergia di integrazione con Colli Fiorentini sarà anche l’occasione per soddisfare le mutate esigenze del mercato in termini di sostenibilità ambientale, grazie all’impegno che le due realtà assumono con reciproco impegno, di introdurre innovazioni di processo e di prodotto.

“La nostra cantina”, aggiunge il Direttore Cardini, “possiede già la certificazione di sostenibilità, e stiamo continuando a lavorare sull’efficientamento produttivo per ridurre l’impatto energetico grazie a nuovi standard di illuminazione, l’applicazione di pannelli solari, l’utilizzo di un cappotto termico e di una nuova centrale termina a cippato. Stiamo inoltre implementando un progetto in vigna per produrre uve provenienti da agricoltura sostenibile 4.0. Oltre poi ad avere già nel portafoglio alcuni prodotti biologici, abbiamo iniziato da qualche mese una produzione di vino senza solfiti aggiunti”. 

Pratiche di economicità aziendale e sociale che rendono Castelli del Grevepesa una best practice per il Chianti Classico docg e che genereranno ulteriore valorizzazione all’interno del progetto di aggregazione con la grande cooperativa del Chianti docg.

La logica cooperativa che trova espressione nel protocollo di collaborazione siglato con Colli Fiorentini si sposa con quella del miglioramento dell’efficienza gestionale e della ricerca di nuovi ambiti di mercato.
Un progetto che nasce per portare valore al territorio, ma che deve necessariamente partire dai benefici di efficienza, di marginalità e di mercato che le due aziende  si propongono di realizzare.