“A 10 anni dal riconoscimento del territorio di Langhe, Roero e Monferrato quale parte del Patrimonio dell’Umanità UNESCO, possiamo affermare che il tributo che stiamo ricevendo in termini di grande afflusso turistico ci rende altrettanto orgogliosi e ci è sempre di maggiore stimolo; ogni produttore ha preso in carico molto seriamente questo impegno, consapevole che sia un onore sentirsi ambasciatore di questo territorio di grande valore. Essere arrivati a questo traguardo, anche prima di alcune eccellenze francesi quali Borgogna e Champagne, ci fa sentire enormemente responsabili nei confronti del nostro patrimonio da tutelare”.

Le parole del Presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Vitaliano Maccario, sintetizzano lo spirito con cui il Consorzio promuove la grande ricchezza che si estende per 4.500 ettari, nell’arco di 3 aree di pregio del Piemonte, Alessandria, Asti e Cuneo, e che vanta 4 docg e 10 doc, per una combinazione di vitigni e approcci enologici che è l’asset di questa perla enologica italiana.

Oggi il Monferrato si dimostra in grado di affrontare positivamente un contesto complesso, segnato da sfide climatiche e trend generali di mercato in contrazione. Ed è merito dei suoi produttori e del Consorzio, nonostante le difficoltà esogene, quello di riuscire a preservare questo patrimonio mantenendo qualità e appeal internazionale, riaffermando uno status di eccellenza ampiamente riconosciuta sui mercati.

Il Monferrato, con il prestigio della sua storia vitivinicola, e gli ultimi 10 anni di crescita esponenziale, affronta il 2024 con una rinnovata energia e una visione chiara per il futuro. Dopo un anno di lieve flessione nel 2023, con un calo del 4%, il Consorzio guarda avanti, puntando su iniziative innovative per promuovere le proprie denominazioni e valorizzare l’enoturismo.

I dati infrannuali del 2024 indicano un trend positivo nell’imbottigliamento, che alimenta la fiducia in un anno di ripresa e di sprint. La denominazione Barbera d’Asti, regina del territorio, continua ad apprezzarsi sui mercati e la sua sottozona Nizza, docg dal 2014, mostra risultati di particolare successo: ha festeggiato il  milione di bottiglie, raggiunto ormai 18 soci e fa registrare crescite a doppia cifra, forte del suo vitigno principe, la Barbera d’Asti, e del grande impegno delle risorse che vi lavorano.

Se Barbera e Nizza sono i fiori all’occhiello del territorio presidiato dal Consorzio, non vanno dimenticate la dinamicità e la freschezza mostrate da altri protagonisti del territorio, quali il Ruchè, vino aromatico che, insieme al Grignolino, sta conquistando i giovani e lanciando una provocazione al mercato, andando in controtendenza rispetto all’assunto, oggi quanto meno da riconsiderare, di dover proporre sempre e solo vini per grandi intenditori.

Sul fronte della promozione del territorio il Consorzio sta portando avanti il disegno di assumere il ruolo di capofila nella Douja d’Or, storica manifestazione volta alla promozione delle eccellenze eno-gastronomiche della zona, che ogni anno, ormai dal 1967, accoglie nelle piazze e gli angoli più suggestivi di Asti degustazioni, masterclass, talk e cene gourmet, in una cornice impreziosita da eventi culturali quali letture, mostre, musica ed altri spettacoli dal vivo.

La kermesse, che si tiene in genere nel mese di settembre, ha una grandissima valenza territoriale e l’impegno del Consorzio nell’assumerne il ruolo di capofila è l’ulteriore manifestazione di un grande committment: gestire un evento come la Douja d’Or significa assumere un grande compito educativo nei confronti del suo vastissimo pubblico. Un impegno che il Presidente del Consorzio Vitaliano Maccario intende affrontare con spirito innovativo e con il desiderio di trasformarlo in un format itinerante che possa promuovere la cultura del vino e dell’enogastronomia del Monferrato anche a livello internazionale.

Il Consorzio si concentra sempre più sul rafforzamento e il consolidamento delle proprie denominazioni all’estero, in particolare in alcuni mercati chiave del Nord Europa e degli Stati Uniti, dove la domanda per i vini del Monferrato è in crescita. Parallelamente, sta lavorando per approcciare nuovi mercati promettenti in Asia, come Cina, Giappone e Singapore, attraverso iniziative mirate di formazione e degustazione. 

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