Il Golden Vines Report 2025 incorona l’Italia come protagonista del mercato del vino di lusso. Il Piemonte conquista il primo posto mondiale tra le regioni più promettenti, superando Champagne e Bourgogne. Autenticità territoriale, sostenibilità e produzioni limitate guidano il successo italiano nel fine wine globale.
Il Golden Vines® Report, pubblicato da Liquid Icons, è oggi uno dei più autorevoli studi internazionali dedicati al mercato del fine wine e dei distillati di pregio. Non si tratta della prima edizione: nato come Gérard Basset Global Fine Wine Report, nel tempo è diventato un riferimento strategico per produttori, collezionisti, buyer, investitori e operatori dell’alta ristorazione e dell’hôtellerie di lusso.
La rilevanza del Report si fonda su un approccio unico: ogni anno raccoglie le opinioni di centinaia di professionisti altamente qualificati del settore, tra Master of Wine, Master Sommelier, distributori internazionali, esperti di aste, giornalisti specializzati e buyer da tutto il mondo. L’obiettivo è chiaro: non solo fotografare lo stato del mercato, ma prevedere le dinamiche e individuare le eccellenze che guideranno il futuro del lusso enologico globale.
Cosa mette in evidenza il Report 2025
L’edizione 2025 non si limita a celebrare i migliori produttori al mondo. Il Report analizza i trend economici e culturali che stanno trasformando il consumo e la produzione del vino di pregio. Tra i fenomeni chiave emergono:
- Premiumisation: si beve meno, ma si investe in vini più costosi e rari.
- Crescita dei vini a basso o nullo contenuto alcolico, spinta soprattutto dai giovani e dai consumatori attenti alla salute.
- Sostenibilità come requisito imprescindibile, non più come opzione commerciale.
- Correzione dei prezzi nelle regioni storiche, con Bordeaux e Bourgogne meno dinamiche rispetto al passato.
- Digitalizzazione del mercato, con aste online, strumenti di autenticazione e collezionismo digitale.
- Impatto di clima e geopolitica su produzione, prezzi e scambi commerciali.
In sintesi, il Report delinea un mercato che si evolve con rapidità: meno quantità, più valore, meno standardizzazione e più identità territoriale.
L’Italia protagonista del nuovo fine wine globale
In questo quadro, l’Italia emerge come una delle grandi vincitrici. Tra le regioni considerate più promettenti per crescita e valore nel 2026, il Piemonte ottiene il primo posto a livello mondiale, superando anche Champagne e Bourgogne. Una conferma dell’interesse internazionale verso Barolo, Barbaresco e altre produzioni di alta qualità del territorio piemontese.
La Toscana segue tra le aree più attrattive, trainata dai Super Tuscan, dal Brunello di Montalcino e da un Chianti Classico d’eccellenza sempre più orientato verso cru e selezioni di terroir.
Il successo italiano è dovuto a tre elementi chiave:
| Fattore globale | Risposta italiana |
| Ricerca di autenticità e identità territoriale | Famiglie storiche, cru, vigneti unici |
| Bere meno ma meglio | Produzioni limitate e vini longevi |
| Turismo esperienziale e storytelling | Cultura, bellezza dei luoghi, lifestyle |
Accanto alle regioni emergenti, anche i grandi produttori italiani confermano la loro presenza tra le eccellenze mondiali: nomi come Gaja, Giacomo Conterno e Tenuta San Guido figurano stabilmente tra le cantine più rispettate e ricercate a livello globale.
Un mercato in trasformazione e un’Italia in ascesa
Il Golden Vines® Report 2025 racconta un mercato del vino di lusso in profonda trasformazione. I consumatori cercano qualità, autenticità e storie che parlino di cultura e di territorio. In questo scenario, l’Italia non è solo un’eccellenza consolidata, ma un nuovo punto di riferimento strategico.
Il 2026 si preannuncia come un anno decisivo per consolidare questo ruolo: l’Italia del vino, guidata da Piemonte e Toscana, si posiziona come leader della nuova era del fine wine mondiale.
Punti chiave
- Piemonte al primo posto mondiale tra le regioni più promettenti per il fine wine nel 2026.
- Premiumisation del mercato: si beve meno ma si investe in vini più costosi e rari.
- Sostenibilità come requisito imprescindibile, non più opzione ma standard di settore.
- Toscana tra le aree più attrattive grazie a Super Tuscan e Brunello di Montalcino.
- Identità territoriale e autenticità decisive per il successo nel mercato del lusso enologico.












































