Valeria Parrella vince la seconda edizione del Premio Letterario Mandrarossa a Selinunte con La ragazzina. Il progetto coinvolge librerie indipendenti e circoli di lettura, affiancando al racconto culturale il lavoro di 175 viticoltori. Dai vigneti di Menfi alla ricerca climatica, il premio rinnova il modo in cui il marchio racconta il territorio.
Valeria Parrella con La ragazzina (Feltrinelli) ha vinto la seconda edizione del Premio Letterario Mandrarossa – La Sicilia che non ti aspetti. Il verdetto è arrivato il 25 luglio nel Tempio di Hera, al Parco archeologico di Selinunte, davanti a un paesaggio che avrebbe potuto prendersi tutta la scena. Invece al centro sono rimasti i libri: al secondo posto L’idiota di famiglia di Dario Ferrari (Sellerio), al terzo La carità carnale di Monica Acito (Bompiani).
Il premio nasce da un cambio di direzione preciso. Per anni Mandrarossa aveva affidato il proprio racconto territoriale al Wine Food Tour, un fine settimana di vendemmia, degustazioni e ospitalità nelle case di campagna dei viticoltori. Con l’apertura della cantina e dopo la sospensione imposta dalla pandemia, quel format è stato messo in archivio. Durante la visita in azienda, Roberta Urso di Mandrarossa ha raccontato la scelta di spostare l’attenzione sulla cultura. La formula adottata, però, prova a non ridurre i libri a semplice cornice del vino: “Parte dal basso, dal coinvolgimento delle librerie indipendenti e non delle grandi case editrici”.
Sono infatti i librai, insieme ai loro circoli di lettura, a proporre le opere alla giuria tecnica. Quest’anno sono arrivati 93 titoli, dai quali sono stati selezionati i diciotto finalisti valutati dalla giuria presieduta da Concita De Gregorio e composta da Franco Cardini, Neria De Giovanni, Eleonora Lombardo, Carlo Alberto Moretti, Christian Rocca e Nadia Terranova. È un meccanismo coerente con la natura di Mandrarossa, marchio di Cantine Settesoli nato nel 1999 dopo un lungo lavoro di mappatura di suoli e varietà: da una parte una comunità di viticoltori, dall’altra una rete di presìdi culturali che spesso lavora lontano dai grandi circuiti.

Il legame con il vino, del resto, non si esaurisce nei nomi delle sezioni. Oggi Mandrarossa riunisce 175 viticoltori per circa 500 ettari: a Menfi i vigneti partono quasi dalla spiaggia e raggiungono i 440 metri, attraversando cinque tipologie di suolo e condizioni molto diverse.
Filippo Buttafuoco, agronomo dell’azienda da 26 anni, racconta un sistema nel quale ogni nuovo impianto parte dalla varietà più adatta alla singola zona. I soci vengono seguiti con corsi e assistenza tecnica, mentre la qualità delle uve è riconosciuta attraverso una diversa remunerazione. “La qualità si fa in vigna”, sintetizza Buttafuoco: dietro questa frase c’è la selezione dei 500 ettari destinati a Mandrarossa sui circa 6.000 di Cantine Settesoli.
La ricerca oggi riguarda anche l’adattamento climatico. Dopo le piogge eccezionali e il caldo vicino ai 50 gradi del 2023, sono state sperimentate reti ombreggianti, caolino e zeolite per limitare l’insolazione e favorire una maturazione più equilibrata. Il Premio Letterario cambia dunque il linguaggio con cui Mandrarossa racconta il territorio, ma il punto di partenza resta il lavoro quotidiano nei vigneti.
Punti chiave
- Premio Mandrarossa: Valeria Parrella vince con La ragazzina, davanti a Dario Ferrari e Monica Acito.
- Selezione dal basso: 93 titoli proposti da librerie indipendenti e circoli di lettura.
- Giuria tecnica: Concita De Gregorio presiede una commissione composta da sette personalità della cultura.
- Vigneti Mandrarossa: 175 viticoltori coltivano circa 500 ettari tra il mare e 440 metri.
- Adattamento climatico: reti ombreggianti, caolino e zeolite contrastano caldo estremo e insolazione.


































































