La 45ª edizione del Premio Masi ha celebrato il coraggio della responsabilità attraverso personalità della scienza, dell’arte, della cultura e dell’informazione. Dal valore della divulgazione scientifica alla tutela del patrimonio culturale e ambientale, fino alle sfide dell’intelligenza artificiale, il Premio ha posto al centro il contributo individuale alla collettività e il ruolo della convivialità
Il Premio Masi è una tradizione che si ripete da 45 anni e rimane un appuntamento imperdibile per gli amanti del vino e della cultura che ruota attorno al mondo enologico. Il momento clou è la firma della storica botte di Amarone che celebra i vincitori del Premio, personalità italiane e internazionali che si sono distinte per il loro contributo alla cultura, alla scienza, all’arte e alla società. Durante la cerimonia di premiazione della 45ª edizione, svoltasi lo scorso venerdì, al nuovo centro polifunzionale Monteleone21 Sandro Boscaini, Vicepresidente della Fondazione Masi e Presidente Masi ha sottolineato la visione futura dell’azienda: “Un progetto in continua evoluzione, che esprime la volontà di Masi di creare un luogo di incontro, convivialità e condivisione culturale, valorizzando il territorio”.
Il tema di questa quarantacinquesima edizione è molto attuale. In un mondo dove la responsabilità non è sempre un valore che guida le scelte umane, il Premio Masi ne sottolinea l’importanza, delineando come filo conduttore che unisce i vari premiati proprio il “Il coraggio della responsabilità”. “Mai come ora, nel disastro mondiale che ci circonda, è forte il bisogno di responsabilità come anche di coraggio per affrontare la realtà” ha detto Isabella Bossi Fedrigotti, Presidente della Fondazione Masi.
Durante il talk condotto da Alessandro Milan sono stati celebrati i premiati: per il Masi Civiltà Veneta, Luigi Carlon, imprenditore e collezionista veronese e fondatore del Museo di Palazzo Maffei, Nello Cristianini, scienziato goriziano e docente di Intelligenza Artificiale all’Università di Bath, in Inghilterra, e Adele Re Rebaudengo, in rappresentanza della Venice Gardens Foundation, Fondazione impegnata nella tutela dei giardini storici e nella promozione della cultura del verde a Venezia; per il Masi Civiltà del Vino, l’oncologo e divulgatore francese David Khayat, che nel suo ultimo libro, Arrêtez de vous priver, affronta anche il tema del consumo moderato di cibo e vino; per il Grosso d’Oro Veneziano, Thibaut Bruttin, in rappresentanza di Reporters Sans Frontières, organizzazione no-profit impegnata nella difesa della libertà di stampa.
Cosa significa generare valore per la collettività?
Il talk ha declinato il tema del Premio attraverso le diverse esperienze, accomunate dalla volontà di generare valore per la collettività. Re Rebaudengo ha richiamato la necessità «di ritrovare un rapporto più consapevole con l’ambiente naturale, sempre più distante dalla nostra quotidianità», sottolineando il valore dei giardini storici come patrimonio da preservare e condividere. Bruttin ha ribadito che la libertà di stampa «non è un privilegio dei giornalisti, ma un diritto fondamentale di tutti i cittadini», mentre Cristianini ha evidenziato «la necessità di investire nella cultura scientifica e nella formazione per consentire all’Italia di affrontare con consapevolezza le trasformazioni in corso». Carlon ha raccontato la scelta di aprire al pubblico la propria collezione attraverso il Museo di Palazzo Maffei a Verona, trasformando il proprio patrimonio personale in occasione di partecipazione culturale, nonostante il legame affettivo con le opere. Khayat ha infine affrontato dalla sua prospettiva di oncologo il rapporto tra alimentazione e prevenzione, richiamando l’importanza di «coniugare rigore scientifico, benessere personale e qualità della vita, senza trascurare il valore della felicità e della convivialità». “C’è una responsabilità nella divulgazione spesso eccessivamente allarmistica” ha affermato e ha chiarito come sia necessario distinguere tra pericolo e rischio e come le scelte dell’alimento e in particolare il vino, se moderate e consapevoli, incidano in modo poco significativo sul rischio del tumore.

Intelligenza artificiale al centro del dibattito
Il confronto è poi proseguito sul tema delle opportunità e sfide dell’intelligenza artificiale nella ricerca scientifica, nella medicina, nell’arte e nel giornalismo e nella vita di tutti noi. Cristianini, pur evidenziando i pericoli di una ricerca oggi priva di regole e controllo, ha invitato a guardare ai cambiamenti dell’IA con una prospettiva di lungo periodo, ricordando che anche “il vino buono richiede tempo”. Khayat ha evidenziato il potenziale della tecnologia nella diagnosi e nella ricerca oncologica, sottolineando però la necessità di “preservare la dimensione umana della cura”. Per Carlon, infine, l’intelligenza artificiale può favorire la sperimentazione artistica e l’interazione, “senza sostituire il ruolo centrale della creatività umana”. Bruttin ha richiamato l’attenzione sul rapporto tra intelligenza artificiale e giornalismo, constatando che la tecnologia rappresenta effettivamente un supporto prezioso per l’informazione, “purché utilizzata in modo consapevole ed etico, senza oscurare il valore del lavoro giornalistico e il suo ruolo fondamentale per la società”. Infine, Re Rebaudengo con un passaggio tra “intelligenza artificiale” e “intelligenza naturale” ha ricordato che spesso abbiamo un rapporto puramente funzionale con la pianta, quando invece dovremmo considerarla per la sua “intelligenza naturale” e sensibilità e per tanto ancor più degna di tutela.
Infine, pensando al patrimonio che rappresenta il vino in terra veneta e l’Amarone per la Valpolicella la famiglia Boscaini ha consegnato all’importatore austriaco Morandell International la tradizionale Targa Giorgio Boscaini, in considerazione di un rapporto pluridecennale di collaborazione, mirato alla diffusione dei valori veneti e del marchio Masi in Austria.
Punti chiave
- Il coraggio della responsabilità: è il tema della 45ª edizione del Premio Masi, filo conduttore delle esperienze dei premiati.
- Cinque riconoscimenti: Luigi Carlon, Nello Cristianini e Adele Re Rebaudengo per il Masi Civiltà Veneta; David Khayat per il Masi Civiltà del Vino; Thibaut Bruttin per il Grosso d’Oro Veneziano.
- Il valore per la collettività: tutela ambientale, libertà di stampa, divulgazione scientifica, accessibilità culturale e prevenzione sono al centro del confronto.
- Intelligenza artificiale e responsabilità: i premiati ne hanno discusso le opportunità e i rischi nei campi della scienza, della medicina, dell’arte e del giornalismo, richiamando la necessità di un utilizzo consapevole.
- Il legame con il mercato internazionale: la Targa Giorgio Boscaini è stata assegnata all’importatore austriaco Morandell International per la collaborazione pluridecennale con Masi e la diffusione del marchio in Austria.


































































