Negli ultimi anni, capita di frequente di sentir parlare del Vietnam e del grande potenziale del suo mercato vitivinicolo. L’interesse da parte di consumatori e figure chiave del Paese per il Made in Italy rende il Vietnam una meta preziosa per l’export italiano. A confermarcelo, Marco Farnè, CEO ed export manager di Unexpected Italian, la società che si occupa di supportare sui mercati più interessanti, piccole e medie imprese del vino italiane, attraverso tour e strategici incontri b2b nelle zone d’interesse.
Dal 30 settembre al 3 ottobre saremo partner di Unexpected Italian nel loro tour in Vietnam, perciò è giunto il momento di addentrarci nelle peculiarità di questo mercato, così da arrivare preparati alla perfezione. 

Vietnam, quali sono le caratteristiche essenziali da conoscere di questo Paese?
Il Vietnam attuale è un paese che corre verso la modernità e che si sta rapidamente mettendo al pari con gli altri paesi dell’Estremo Oriente. L’economia del Vietnam è in grande crescita con un rapido aumento del prodotto interno lordo di circa il 7% negli ultimi 10 anni che ha contribuito enormemente a migliorare gli standard di vita della popolazione vietnamita.

I consumatori del Vietnam, da sempre amanti della birra e dei liquori, stanno sempre più apprezzando il vino che si sta ritagliando una fetta sempre più importante del mercato. Fra l’altro, negli ultimi anni, regalare bottiglie di vino durante le vacanze come Natale, Capodanno e il nuovo anno lunare, è diventata una nuova vera tendenza nel mercato vietnamita. 
Come è strutturato il mercato vietnamita? Quali le figure chiave?
Innanzitutto c’è grande differenza tra il Nord ed il Sud del Paese, a livello climatico, culturale ed anche nei consumi di vino. Al nord dove si trova la capitale Hanoi la cultura è più vicina alla confinante Cina, anche per i gusti di vino dove sono favoriti i vini rossi alcolici e morbidi. Al Sud dove troviamo Ho Chi Minh City, la capitale commerciale del paese, c’è un maggiore fermento e dinamismo, che si riflette anche nei gusti del vino, meno alcolici con bianchi e frizzanti in grande crescita, analoga situazione lungo le sterminate coste sempre più ricche di resort meta del il turismo internazionale. Per questo il nostro evento prevede 2 diverse tappe ad Hanoi e Ho Chi Minh City.
A livello di distribuzione, il mercato è sostanzialmente diviso in 3 fasce: la prima con gli importatori che gestiscono i top brand, la terza che copre il primo prezzo ed infine la seconda, quella in maggiore sviluppo grazie alla crescita del potere di acquisto del ceto medio. Ed è qui che i produttori Italiani devono concentrarsi per proporre prodotti unici, dall’ottimo rapporto qualità prezzo, differenzianti. 
Dal vostro osservatorio, qual è la percezione del vino italiano da parte di buyer e consumatori?
Innanzitutto vorrei parlare del Made in Italy che in Vietnam è percepito come un esempio concreto di cultura, arte, meccanica, tradizioni ed innovazioni, lifestyle da emulare ed importare.
Il vino italiano si posiziona come prodotto di alta qualità e viene spesso percepito come oggetto da regalo esclusivo. A conferma di questo le esportazioni italiane di vino verso il Vietnam continuano a crescere costantemente. Dal 2013 si registrano incrementi del 10,6% su base annua con un picco di aumento del 26% nel 2017 rispetto al 2016, con il vino italiano che ha raggiunto una quota di mercato dell’11% favorito anche dal forte sviluppo di ospitalità e turismo grazie ai turisti stranieri hanno raggiunto quasi 13 milioni, il 30% in più rispetto al 2016. 
Che consiglio daresti ai produttori italiani per conquistare questo mercato?
Innanzitutto questo scenario di mercato in un paese di ben 96 milioni di abitanti, ci conferma che investire adesso in questo mercato emergente, cavalcare quindi l’onda sin dall’origine, sia la politica commerciale vincente. Fra l’altro, da quest’anno, grazie ad accordi bilaterali con la UE, i dazi saranno progressivamente diminuiti, inizialmente del 65% per arrivare entro 10 anni ad una diminuzione del 99%. Questo favorirà ulteriormente le esportazioni Italiane a scapito del Cile oggi secondo paese per esportazioni in Vietnam grazie all’assenza di dazi tra i due paesi.
Visto il successo del tour dello scorso anno, quali sono gli obiettivi per la nuova tappa?
L’obiettivo principale è dare continuità di presenza: non basta affacciarsi una volta ma occorre presidiare il mercato con regolarità. Da parte nostra organizziamo l’evento una volta all’anno, poi sarà naturalmente importante che le aziende partecipanti svolgano attività di promozione continua per poter consolidare i rapporti con i contatti presi durante l’evento, servizio che direttamente forniamo a diverse aziende.
A livello di evento vogliamo poi ‘alzare l’asticella’, quindi elevare il valore ed i contenuti rispetto all’evento dello scorso anno. Di eventi sul vino il Vietnam è pieno con iniziative organizzate regolarmente da produttori di tutto il mondo a conferma del grande fermento che esiste oggi in Vietnam. Dobbiamo quindi differenziarci e dare grande valore al nostro evento. Stiamo sviluppando un nuovo format con elevati contenuti formativi anche per soddisfare l’interesse crescente per il Made in Italy e come lo scorso anno riproporremo il ‘food-pairing’. Ma non è tutto, ci saranno altre sorprese per far sì che sia davvero l’evento da non perdere per il Trade professionale Vietnamita.