“Verona è stato il primo comune italiano a stipulare un gemellaggio con la città cinese di Hangzhou nella Via della Seta. Il rapporto con la Cina deve essere culturale, ma devono anche crescere gli scambi in ambito commerciale, soprattutto nel settore vitivinicolo. Oggi possiamo dire di aver fatto un passo in avanti in questo senso, grazie a Wine To Asia.” Così il sindaco di Verona, Federico Sboarina, presenta la nuova piattaforma multicanale di Veronafiere in partnership con la Shenzhen Taoshow Culture & Media, società che fa parte della Pacco Communication Group Ltd, il progetto partirà completamente nel giugno 2020.

“Il panorama asiatico è un’area da presidiare costantemente, la domanda globale di vino dell’Asia Orientale vale 6,45 miliardi di euro di import” – spiega Maurizio Danese, presidente di Veronafiere – “Nella corsa al vino, l’Asia Orientale ha registrato una crescita negli ultimi dieci anni del valore di 227%”. Anche Michele Geraci, sottosegretario del ministero allo Sviluppo economico, è soddisfatto dell’accordo: “Wine To Asia è una modalità di approccio innovativa al crescente mercato asiatico. In occasione del Vinitaly dobbiamo approfittare di questo momento di attenzione da parte dei media e dei consumatori cinesi”.

Shenzhen, la città dove ha sede la Pacco Communication Group Ltd, ha il più alto tasso di crescita economica in Cina negli ultimi venti anni. Sono presenti il 30% degli importatori totali di vino. La multicanalità della piattaforma prevede di consolidare il rapporto tra l’azienda cinese che si occupa di strategie online e offline di promozione nei settori di wine&food e lifestyle e la fiera scaligera: l’evento ha una forte componente digitale, è aperto a tutto il mondo e prevede la prima edizione nel format b2b. L’obiettivo è quello di mettere in rete le eccellenze non solo del mercato agroalimentare, ma tutti i settori che possono interessare il mercato cinese, come l’offerta turistica o la stagione lirica in Arena.