Il cambiamento climatico è probabilmente la sfida ambientale più pressante che stiamo affrontando oggi. L’aumento della temperatura globale, la variabilità climatica, i cambiamenti nelle precipitazioni e nelle temperature stanno influenzando la produzione agricola ed anche il vino è soggetto a questi mutamenti.
Le regioni vinicole più rinomate d’Europa, caratterizzate da condizioni climatiche e ambientali molto specifiche, stanno subendo una forte influenza dovuta al cambiamento dei fattori climatici, compreso un aumento da 2 a 5 gradi centigradi. Queste alterazioni possono avere un impatto significativo sulla produttività della vite e sulle caratteristiche e qualità delle bacche.

Alcune aree subiscono un processo di surriscaldamento, i fenomeni piovosi cambiano e le stagioni diventano meno prevedibili. Quindi, c’è la possibilità che nuove regioni produttrici di vino – come i paesi del sud-est asiatico Thailandia, Indonesia e Myanmar – possano cambiare il volto della viticoltura, rivaleggiando con le migliori zone viticole del mondo di Italia, Francia e California.

Come riporta il quotidiano economico indiano The Financial Express, gli estesi vigneti di Hua Hin nella Monsoon Valley in Thailandia, la PB Valley Khao Yai Winery, vicino al parco nazionale di Khao Yai ed il vigneto di Silverlake a Pattaya sono tra le nuove regioni viticole caratterizzate da un suolo ricco di nutrienti ed una abbondanza di risorse idriche che rendendo migliore il terroir. 
Ad esempio, l’indonesiana Hatten Wines, coltiva i suoi vigneti a Bali dove ha stabilito la cantina principale. L’Aythaya Vineyard in Myanmar, zona situata attorno al Lago Inle, gode di abbondanti precipitazioni e di una posizione in alta quota: l’abbinamento delle due peculiarità ambientali è l’ideale per produrre vini di grande qualità.

Piantare i vigneti in altitudine aiuterà a mitigare il rischio legato ai processi di cambiamento climatico e global warming, abbassando le temperature e fornendo una più ampia variazione tra gli stati termici del giorno e della notte, preservando così la freschezza e l’eleganza dei prodotti. 

Abhay Kewadkar, direttore generale di Tetrad Global Beverages (azienda produttrice di etichette di vino e importatrice di vini francesi e australiani) sottolinea che “Le temperature più alte cambiano il ciclo di crescita e portano al periodo di maturazione in un momento del ciclo meno favorevole alla produzione di vino di qualità. I vini tendono ad essere più alcolici e meno acidi. I vini bianchi sono meno aromatici e i vini rossi hanno meno struttura di tannini. Tutto questo si traduce in vini squilibrati. Questo va a scapito dell’immagine dei vini da terroir”.

E aggiunge: “Molti adattamenti, che includono cambiamenti di ceppi, varietà resistenti alla siccità e tecniche di viticoltura come il rapporto fogliame/frutto/altezza del fusto possono ritardare la fenologia. Nella regione di Bordeaux nel sud-ovest della Francia, i vitigni a maturazione tardiva come il Touriga Nacional sono autorizzati in via sperimentale ad essere utilizzati nel ciclo tradizionale per mantenere la qualità stabilita”.

Il cambiamento climatico non significa solo nuove aree di coltivazione ma anche nuovi stili e gusti di vino. La Cina è già una superpotenza vinicola ed è classificata tra i primi cinque paesi produttori e consumatori di vino al mondo. Ha ulteriormente stimolato l’espansione di questa industria nella regione più settentrionale, che era considerata troppo fredda per la coltivazione dell’uva.

Sonal Holland, master of wine e fondatore del SoHo Wine Club è affascinato  da questi mutamenti: “È stimolante vedere nuove aree di viticoltura emergere in Asia, senza una storia secolare di vinificazione. Un grande esempio di un vino asiatico che ha avuto successo è il vibrante e delizioso Pinot Noir della regione più settentrionale di Hokkaido in Giappone. Le temperature in costante aumento stanno permettendo la crescita di uve ben mature, ricche di aromi e zuccheri”.

Tuttavia, l’aumento delle temperature durante la stagione della crescita nelle aree fredde produce vini più ricchi, più fruttati, con tannini più maturi e una sensazione in bocca più rotonda. Ma lo stesso effetto in regioni vinicole calde può portare a vini eccessivamente alcolici, flaccidi e privi di freschezza. 

Un esempio è Nashik, città indiana considerata “capitale del vino indiano” che ha sperimentato alcuni effetti negativi del cambiamento climatico negli ultimi anni. Secondo Sonal Holland “Le piogge irregolari durante i periodi inaspettati più vicini alla vendemmia causano danni alle uve. Nashik ha assistito a piogge inaspettate nel novembre 2019 che hanno portato a una perdita di raccolto del 30% a causa della rottura dei grappoli e del marciume. Ci sono stati alcuni rovesci inaspettati a gennaio di quest’anno, i cui effetti devono ancora essere valutati in relazione all’annata in corso”.