Taub Family Companies è un’azienda importatrice di vino e liquori situata a Boca Raton, città della costa sud-orientale della Florida. 

Importatore leader negli Stati Uniti, Taub Family Companies è anche un’azienda di famiglia (ormai alla quarta generazione) la cui missione è ampliare il proprio portfolio vini seguendo alcune direttrici fondamentali: terroir, passione e famiglia.

Abbiamo intervistato Michael Preis – dirigente di Taub Family Companies da oltre vent’anni – per scoprire le peculiarità del mercato del vino statunitense in questo periodo di incertezza.

Secondo il suo personale osservatorio, qual è l’andamento attuale del mercato del vino?

L’andamento del mercato del vino è complessivamente positivo e si è stabilizzato dopo le turbolenze degli ultimi due anni di pandemia. I vini premium (> 20$) rimangono forti con una buona domanda da Stati Uniti, Italia e Francia. 
I vini ad alto punteggio continuano a generare una forte domanda da parte dell’e-commerce e della vendita al dettaglio. Il consumo di vino nei locali e nei ristoranti è tornato ai livelli pre-pandemici nella maggior parte delle grandi città. Ciò che invece preoccupa al momento è l’inflazione ed il modo in cui questa influirà sui vini entry level (< 15$) e sul reddito discrezionale.

Quali sono le evoluzioni dei consumatori negli Stati Uniti per quanto riguarda il vino?

Il vino continua ad essere una delle categorie di bevande alcoliche preferite dalla maggior parte delle generazioni, in particolare in occasioni come pasti, vacanze, celebrazioni e festività. L’industria deve continuare a educare e fornire opzioni entry level per le generazioni future (Generazione Z e più giovani) per garantire che queste vengano introdotte al mondo del vino e imparino a conoscerlo. 
Nessun’altra bevanda alcolica è sinonimo di scoperta e viaggio, come il vino; il che è un enorme vantaggio dal momento che si sta tornando ad uno stile di vita “esperienziale” della cultura e del viaggio dopo due anni di pandemia.

Secondo lei qual è la percezione del vino italiano negli Stati Uniti? 

Negli Stati Uniti i vini italiani vengono visti positivamente. Taub Family Companies è il più grande importatore di vini italiani negli Stati Uniti, dai vini da tavola entry level a Barolo, Brunello, Amarone e Super Tuscan. Gli americani associano i vini italiani (oltre al cibo, all’abbigliamento, ecc.) al valore e al prestigio. Inoltre, in alcuni casi – come per la Campania, la Sicilia, la Puglia e molte altre regioni – il concetto di “italianità” si associa a quello di scoperta. Il turismo statunitense in Italia rimane incredibilmente forte e in crescita dopo la pandemia. Questo è un vantaggio intrinseco dei vini italiani rispetto ad altri paesi in lotta per la quota di mercato statunitense come Cile, Argentina, Spagna e Australia/Nuova Zelanda.

Quali sono i criteri che utilizzate per l’assortimento del vostro portfolio?

La nostra azienda esamina le tendenze e le lacune nel nostro portfolio nazionale. Tendiamo a concentrarci su un produttore principale per ciascuna regione italiana: Planeta in Sicilia, Bertani in Veneto, Sella & Mosca in Sardegna, per esempio. Ci focalizziamo sulle proprietà a conduzione familiare al fine di stabilire relazioni di lunga durata poiché anche noi siamo un’azienda a conduzione familiare alla quarta generazione.

Secondo lei, quali sono i principali punti di forza e di debolezza dei vini italiani?

La forza dei vini italiani è l’ampia gamma di stili, di fasce di prezzo, di qualità da valutare e, soprattutto, di specializzazione regionale. Nessun’altra regione al mondo può coltivare il Nebbiolo come fa il Piemonte. Inoltre, la storia, la cultura e l’eredità dei produttori lungo tutta la penisola è davvero sorprendente. È da considerare anche il modo in cui i vini italiani si abbinano con i piatti tipici regionali, affinità che rende questi vini davvero unici: non c’è niente di meglio che abbinare un Barolo o un Barbaresco ad un buon piatto di tagliolini al tartufo bianco!
Il punto debole riguarda la difficoltà di far comprendere ai consumatori statunitensi non solo le principali varietà come Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Sauvignon Blanc e Pinot Grigio ma anche nuovi vitigni come Verdicchio, Vermentino, Primitivo, etc…
Tuttavia, questa “debolezza” è al contempo anche un punto di forza per i ristoranti americani, perché c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire!

Che consigli darebbe alle aziende vinicole italiane che vorrebbero migliorare la loro presenza nel vostro mercato?

Comprendere il mercato statunitense significa venire nei principali Stati (Top 10) per vedere il mercato e comprenderne le complessità perché si tratta di lavorare in 50 Stati diversi con diverse culture regionali e diverse normative in vigore. Significa recarsi di persona dai migliori rivenditori o nei migliori ristoranti, ascoltare direttamente le esperienze è insostituibile.
Il mercato statunitense è altamente dinamico e in continua evoluzione, ma le aziende vitivinicole italiane godono di una grande opportunità grazie alla tecnologia che ha livellato il campo di gioco consentendo alle cantine italiane di “raccontare le loro storie” direttamente ai consumatori statunitensi con l’e-commerce. 

Che consiglio darebbe ad un produttore di vino italiano che vorrebbe migliorare la brand awareness sul mercato statunitense?

Prima di tutto, il modo più efficace è collaborare con un importatore forte e fidato che possa rappresentare i vini nel trade statunitense e distribuirli.
In secondo luogo, è necessario investire nella narrazione: questo è il modo più importante per comunicare l’eredità, la storia e la differenziazione del marchio da altre cantine e brand. 
Inoltre, è importante trascorrere del tempo nel mercato statunitense per conoscere importatori e distributori americani che facciano da ambasciatori del prodotto: elemento obbligatorio se si vogliono comunicare le storie, le peculiarità e le caratteristiche del proprio brand. 
Infine, si devono proporre interessanti attività di ospitalità ed enoturismo per i commercianti e i consumatori statunitensi che vengono a visitare l’Italia. Questa è una componente fondamentale per una costruzione del marchio a lungo termine: creare queste esperienze per ritrovare poi nei partner americani degli ambasciatori del proprio brand.