Gli scienziati riuniti in Canada per la COP15, la conferenza delle Nazioni Unite dedicata al tema della biodiversità, concordano sul fatto che siamo di fronte alla 6° estinzione di massa, la 1° da quando l’uomo ha occupato il Pianeta portandone buona parte della responsabilità. I capi di stato hanno enormi responsabilità nei confronti di questo tema da cui dipende il destino stesso della sopravvivenza dell’uomo sulla Terra, ma la realtà è che ognuno deve portare il proprio contributo, soprattutto quando si occupa di attività che impattano sull’ambiente come agricoltura, turismo e agroalimentare. In questo contesto Annalisa Zorzettig, donna del vino dei Colli Orientali del Friuli, interviene a difesa dell’importanza di salvaguardare la biodiversità.

“Il tema della biodiversità coinvolge qualsiasi forma di vita sul Pianeta, di questo dobbiamo essere sempre più consapevoli – afferma la produttrice Annalisa Zorzettig di Zorzettig Vini – Sono davvero entusiasta di apprendere che a livello globale si discuta di questi temi, con obiettivi precisi e misurabili, come la protezione e il ripristino degli ambienti, ma dobbiamo ricordarci che è fondamentale integrare la biodiversità nei processi produttivi di ogni tipologia di attività. Come produttrice di vino, sento la grande responsabilità di fornire un servizio per il mantenimento dell’integrità ambientale, che ogni giorno, da generazioni, permette alla mia famiglia di coltivare la vite, e condividere un territorio, attraverso vini espressivi della nostra identità. Le colture intensive possono impattare fortemente sull’ambiente, per questo in azienda studiamo, valutiamo e pesiamo con grande attenzione il programma di lavoro, e gestione della vigna, insieme al nostro agronomo, Antonio Noacco. Una visione che punta ad essere efficace nel breve, medio e lungo termine, apportando beneficio all’intero ecosistema, attraverso pratiche agronomiche volte al ripristino dell’entomofauna, con particolare attenzione alla sostenibilità, applicando concetti inscindibili dalla tradizione. I nostri avi, infatti, senza aver codificato con precisione il tema della biodiversità, riuscivano a tradurre un istintivo di protezione dell’ambiente, considerato come il bene più prezioso. Per questo continuiamo a preservare, con grande impegno, gli ambienti boschivi che circondano i nostri vigneti, fungendo da oasi, e naturali regolatori del clima nelle diverse stagioni; una pratica che anche in un’annata siccitosa come quella appena passata, ci ha permesso di gestire al meglio delle sofferenze idriche. Lavoriamo molto anche agli inerbimenti tra i filari, mediante dei calibrati sovesci, utilizzando sementi autoctone, e in base alla diversa natura dei terreni. In alcuni vigneti storici, gestiamo dei prati inerbiti spontanei, favorendo la biodiversità e ripopolazione degli insetti utili.

Da qualche anno, inoltre, abbiamo introdotto un progetto dedicato alle infrastrutture ecologiche che hanno lo scopo di ripristinare gli equilibri tra interno ed esterno dei vigneti. Tali piattaforme sono realizzate mediante la piantumazione di specie arbustive e arboree di origine autoctona, costituite da vecchi biotipi di frutta ormai quasi estinti, in quanto non particolarmente performanti nella produzione, oggi in possesso del vivaio del Corpo Forestale dello Stato di Tarcento. Una serie di queste piante certificate è stata posta in affidamento dall’ERSA presso Zorzettig e noi le stiamo utilizzando per la creazione delle infrastrutture ecologiche, con fioriture a scalare da aprile a luglio, per garantire una fonte di nutrimento continua agli insetti utili che, a differenza di quelli dannosi, sono polifagi.

Questo è il pensiero e visione, che considerano un privilegio, ed un dovere etico, prendersi cura dell’ambiente, valorizzando l’aspetto naturalistico, associato alla coltivazione della vite, in maniera integrata”.