Il Brunello di Montalcino continua a crescere nel mercato USA, con un incremento del 19% a volume e del 14% a valore nel 2024. Il South americano si conferma il cuore della domanda, rappresentando il 51% dei consumi globali, grazie a canali come grossisti, hotel di lusso e club esclusivi.
Centotrenta milioni di abitanti (il 40% del totale), un pil da 9 mila miliardi di dollari, un epicentro non solo dell’elettorato trumpiano ma anche dei consumi di vino negli Stati Uniti, che qui si rappresentano il 42% del totale. Ma i 17 Stati del South a stelle e strisce – che vanno dai club esclusivi della Florida fino alla Virginia, dalla cucina Tex mex del Texas fino alla capitale, Washington – sono soprattutto l’area di maggior appeal per il Brunello di Montalcino, quella dove si concentra il 51% dei consumi del vino principe della Toscana.
Il focus “South” dell’Osservatorio Uiv su base SipSource realizzato per il Consorzio in occasione della terza giornata di Benvenuto Brunello (in programma a Montalcino fino al 18 novembre) riflette anche quest’anno un trend positivo, con una crescita tendenziale delle vendite nei primi 9 mesi dell’anno del 19% a volume e del 14% a valore, contribuendo alla sovraperformance generale del rosso di punta di Montalcino negli Stati Uniti (+5% volume, contro una media-mondo a -8%). Secondo la piattaforma che misura gli scarichi di magazzino dei distributori americani per le merci destinate al consumo, è la costa atlantica e soprattutto il canale off-trade a segnare il balzo della domanda. In particolare quella dei wholesale (+47% per gli over 50 dollari), ovvero le grandi catene di grossisti, come CostCo, presso cui si riforniscono sempre di più anche i ristoranti.
“Il Sud degli Stati Uniti – ha detto il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci – è sicuramente l’area a maggior concentrazione al mondo del nostro Brunello, un mercato fondamentale all’interno del top buyer globale americano. I numeri che vediamo oggi nel South sono ottimi perché sorreggono anche le difficolta di altri areali e contribuiscono al saldo generale positivo nel mercato statunitense. Di questi tempi – ha concluso Bindocci – è un grande risultato”.
Una crescita, rileva l’Osservatorio Uiv, che replica l’incremento in doppia cifra dello scorso anno e che si evidenzia in particolare non solo nel segmento grossisti ma anche nei canali dell’on-trade (+6% volume e +1% valore). Qui, relativamente alla fascia oltre i 50 dollari (prezzo alla distribuzione), a una ristorazione in leggera decrescita (-1% a valore) fa da contraltare il boom dei consumi negli hotel (+29%), in particolare lungo la costa atlantica, oltre che negli esclusivi circoli privati e club sportivi (+16%) che trovano in Florida e Texas il principale habitat. E proprio sul prezzo medio si gioca la sfida del Brunello: gli indicatori segnano un prezzo alla distribuzione rappresentato a valore nell’80% dei casi da over 50 dollari, dato che sale all’85% per le forniture nell’on-trade, principale canale di vendita di Brunello con una quota pari al 60% del fatturato.
Punti chiave
- Il mercato USA South rappresenta il 51% dei consumi globali di Brunello di Montalcino.
- Incremento del 19% a volume e del 14% a valore nei primi 9 mesi del 2024.
- Il canale wholesale registra un balzo del +47% per i vini sopra i 50 dollari.
- Hotel di lusso e club esclusivi in Florida e Texas trainano il boom.
- L’80% delle vendite a valore è nella fascia over 50 dollari.












































