La cantina Cavazza ha presentato il rebranding della linea Cicogna, gamma premium dei Colli Berici. Una degustazione verticale di Cabernet dal 1991 al 2021 ha dimostrato la longevità del terroir. L’azienda lancia un listino dedicato alle vecchie annate, valorizzando un archivio storico e un’identità rinnovata ma fedele alle origini.

Il tempo è stato il vero protagonista dell’evento tenutosi il 22 ottobre presso la cantina Cavazza a Montebello Vicentino. Il tempo come capacità di evolvere e, soprattutto, come misura della longevità. L’occasione è stata la presentazione ufficiale del rebranding della linea “Cicogna”, la gamma di eccellenza che racchiude i grandi vini rossi dell’azienda provenienti dai Colli Berici. Per dimostrare il potenziale di questo terroir, la famiglia Cavazza ha scelto un metodo inequivocabile: una degustazione verticale di Cabernet, un viaggio temporale attraverso le annate 2021, 2020, 2016, 2006, 2003, fino a un sorprendente 1991.

L’iniziativa segna una tappa fondamentale nel percorso di rinnovamento dell’identità visiva dell’azienda, guidata oggi dalla terza e quarta generazione. 

Come spiegato da Stefano Cavazza, responsabile del mercato Italia, il restyling non vuole cancellare il passato, ma valorizzarlo. “Durante il percorso di rebranding intrapreso negli ultimi anni, abbiamo capito che volevamo dare ancora più risalto all’anima autentica e alla qualità della nostra linea premium, ma senza snaturare quel logo che negli anni è diventato un’icona”, ha sottolineato Cavazza. Il nuovo logo riprende e valorizza i tratti originari delle prime etichette realizzate alla fine degli anni ’80, recuperandone le linee in chiave moderna. Un “ritorno alle radici” che salda la memoria storica alla visione futura.

L’eredità storica dei Colli Berici

Il nome “Cicogna” non è un’invenzione di marketing, ma un toponimo che affonda le radici nella storia veneziana. Richiama l’antica casata Cicogna, che, come altre famiglie nobili della Serenissima, aveva scelto i Colli Berici come rifugio stagionale. Nei secoli passati, i nobili veneziani erano soliti “svernare in collina” per sfuggire all’umidità della laguna, sfruttando la comoda rete di canali che collegava Venezia all’entroterra. 

La famiglia Cavazza, già interprete autorevole della Garganega nel vicino territorio vulcanico di Gambellara fin dal 1928, ha raccolto questa eredità nel 1987. In quell’anno acquisì Tenuta La Cicogna sui Colli Berici, intuendo il potenziale di un terroir completamente diverso: un suolo di origine marina, ricco di calcare e argille rosse, vocato alla produzione di vini rossi strutturati, eleganti e longevi. Un’intuizione confermata dalla verticale di Cabernet, che ha mostrato vini capaci di sfidare i decenni.

La strategia: un archivio di vecchie annate

La degustazione del 22 ottobre non è stata un semplice esercizio stilistico, ma l’anteprima di una precisa strategia commerciale. A conferma dell’attenzione per la linea Cicogna, Cavazza ha presentato un listino interamente riservato alle vecchie annate. Si tratta di un lungo lavoro di archiviazione iniziato dalla terza generazione e oggi valorizzato dalla quarta, che posiziona l’azienda su un livello inedito per il territorio.

È una scelta che, come sottolinea la cantina, “sfida le consuetudini locali”. L’invecchiamento non viene interpretato come un limite, ma come un’opportunità per esaltare il terroir e offrire a professionisti e appassionati “autentici gioielli enologici” che risalgono fino alla fine degli anni ’80. 

La sostenibilità come base della qualità

Questa ricerca di eccellenza e longevità poggia su scelte agronomiche concrete. L’azienda, che conta 130 ettari di proprietà, ha ottenuto la certificazione SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata). La filosofia di Cavazza si basa sulla tutela del paesaggio e della terra. In vigna si pratica la diversificazione della coltura e la salvaguardia della biodiversità , con vigneti non intensivi intervallati da oliveti, boschi e alberi da frutto.

Lungo i bordi dei vigneti sono state create fasce di vegetazione autoctona, come querce, lecci e corbezzoli. Questo approccio non solo arricchisce il suolo, ma crea un habitat fondamentale per l’ecosistema, favorendo la presenza di impollinatori, come le api, la cui attività è cruciale per la salute e l’equilibrio dell’ambiente viticolo. Un equilibrio che, come dimostrato dalla verticale, si ritrova intatto nel bicchiere anche a distanza di oltre trent’anni.


Punti chiave

  1. Rebranding della linea Cicogna presentato il 22 ottobre 2025 con degustazione verticale di sei annate di Cabernet dal 1991.
  2. Nuovo logo valorizza le radici storiche recuperando le linee originali delle etichette degli anni ’80 in chiave moderna.
  3. Listino dedicato alle vecchie annate per valorizzare l’archivio storico e offrire vini longevi dal 1989.
  4. Terroir dei Colli Berici di origine marina con calcare e argille rosse, vocato a rossi strutturati ed eleganti.
  5. Certificazione SQNPI e biodiversità con vigneti non intensivi, fasce vegetali autoctone e tutela degli impollinatori.