Per affrontare la crisi dei mercati e il calo delle vendite (-8,2% nel primo semestre), il Consorzio Asti Docg ha ridotto le rese per la vendemmia 2025 a 90 quintali/ettaro. La misura, che include lo stoccaggio obbligatorio di una parte della produzione, mira a riequilibrare domanda e offerta per salvaguardare la denominazione.
Riduzione delle rese per la campagna vendemmiale 2025 da 100 a 90 quintali per ettaro di cui 5 destinati allo stoccaggio. Sono le misure varate ieri sera in larga maggioranza dall’assemblea dei soci del Consorzio Asti Docg su proposta del cda dell’ente di tutela a salvaguardia della denominazione, in particolare alla luce della difficile e attuale situazione congiunturale.
“Il contesto internazionale, sempre più instabile e aggravato dai dazi imposti dall’amministrazione Trump, ci impone un’attenta gestione dell’offerta. L’obiettivo è armonizzare il potenziale produttivo, controllare i volumi e garantire una crescita equilibrata della nostra denominazione – commenta il presidente del Consorzio Asti Docg Stefano Ricagno -. Con queste scelte di contenimento vogliamo preservare l’equilibrio tra domanda e offerta e rafforzare la stabilità sui mercati”.
Specificatamente quindi, per la prossima campagna vendemmiale, la resa massima per Asti Spumante e Moscato d’Asti sarà ridotta a 90 quintali per ettaro, di cui 5 riservati allo stoccaggio fino al 31 marzo 2026. Sarà consentito un eventuale supero fino a 18 quintali per ettaro, rivendicabili come mosto bianco aromatico da uve Moscato. Gli ulteriori esuberi (fino a 12 quintali per ettaro) dovranno essere destinati a produzioni diverse dal vino.
Sul fronte dello stoccaggio le aziende potranno riclassificare in autonomia i prodotti detenuti come mosto bianco aromatico o vino bianco. Al termine del periodo, il consiglio di amministrazione del consorzio valuterà – in base all’andamento del mercato – se svincolare, anche parzialmente, i volumi destinati all’Asti Docg oppure prolungare ulteriormente la durata della misura.
Nel primo semestre il saldo dei contrassegni di Stato per il prodotto imbottigliato si è fermato 45,6 milioni di pezzi (-8,2%) contro i 49,7 milioni del pari periodo dello scorso anno.
Punti chiave
- Riduzione rese 2025 a 90 quintali per ettaro, di cui 5 destinati allo stoccaggio per salvaguardare la denominazione.
- Obiettivo gestione offerta per controllare i volumi e preservare l’equilibrio tra domanda e offerta sui mercati internazionali.
- Contesto mercato difficile con vendite in calo dell’8,2% nel primo semestre e incertezze dovute ai dazi internazionali.
- Stoccaggio fino a marzo 2026, con possibilità per il cda di svincolare i volumi in base all’andamento del mercato.












































